Specialità italiane: ancora diossina (ma nei vegetali)
Pubblicato da Marco Pagani alle 12:23 in Impatto ambientale, inquinamento e rifiuti
Ieri ho mostrato come l'Italia sia tra i paesi industriali il più contaminato dalla diossina.
Oggi vediamo gli effetti biologici: l'Italia è anche il paese con la più elevata contaminazione nei tessuti vegetali: in media in Germania è il 25% in meno, in Francia ben il 40% in meno. (1)
Ciò che maggiormente impressiona sono però i livelli massimi di diossina che si riscontrano in alcune aree:
- Taranto (acciaieria ILVA) guadagna ancora la maglia nera d'Europa: 38 TEQ ng/g è un livello di concentrazione assolutamente folle, che non ha praticamente eguali in tutta Europa, se non forse in qualche posto dell'Ucraina. La contaminazione tarantina si spande anche sulle province di Bari e Brindisi.
- Brescia (inceneritore) ha il valore assai elevato di 17 TEQ ng/g, che non trova analoghi in tutta l'europa occidentale (se non sulla costa orientale inglese; i valori più elevati in questa zona sono però dovuti alla maggiore deposizione di diossina dovuta al trasporto dei venti).
La contaminazione della diossina arriva ahimè ovunque, anche nei campi di chi non usa porcherie chimiche per coltivare i vegetali. Naturalmente la concentrazione di diossina aumenta negli animali di allevamento, dal momento che essa si deposita nel grasso.
Anche un solo inceneritore in Italia sarebbe già troppo. Non costruiamone altri!
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