Cerca
Blogosfere

Torino%20Roma%20Donne%20in%20campo.jpg

Non siamo così utopisti, dopotutto.

La campagna del movimento Stop al consumo di territorio sta iniziando a cogliere i primi frutti. Hanno infatti aderito alla campagna

  • la provincia di Torino
  • il VI municipio di Roma
  • l' associazione Donne in campo della confederazione italiana agricoltori. E' interessante che nel mondo agricolo, la difesa del territorio inizi proprio dalle agricoltrici (che rappresentano ben il 31% della categoria).
  • il comune di Camigliano (CE)
Scrive Alessandro Mortarino sul blog di Domenico Finiguerra:
«Sta forse esplodendo una nuova “cultura” del territorio ?
La domanda è un po’ “epocale”, ce ne rendiamo conto. Ma permetteteci di formularla ugualmente: abbiamo tutti idea di quante “mazzate” ci sono state dispensate dall’ormai lontano Dicembre 2008, cioè da quando la volontà popolare diede il via alla campagna ed al Movimento nazionale per lo “Stop al Consumo di Territorio”.

Dissero di noi: iniziativa naif. Utopia allo stato puro. Semplicità eccessiva dispensata in un mondo complesso. Voce pura ad opporsi ad un coro paludato.
Oggi l’esempio della “crescita zero” del coraggioso Comune di Cassinetta di Lugagnano è un metro di confronto per innumerevoli altri Sindaci e ciò che il VI° Municipio di Roma la Provincia di Torino hanno appena deciso è l’effetto-domino che noi avevamo in mente (e in cuore).

Leggete e diffondete. La salvezza del nostro suolo dipende da tutti.

Mais%20USA%20bioetanolo%202010.jpg

Lo scorso anno l'industria del bioetanolo USA ha divorato oltre un terzo del raccolto di mais, il 34,7% per l'esattezza. Lo scorso anno la quota era il 26,7% .

Il grafico qui sopra (1) è impressionante: con questi ritmi di crescita (2), si potrebbe superare il 50% nel 2011.

Nel 2000 negli USA c'erano 54 raffinerie di bioetanolo. Ora sono 189 e altre 11 sono in costruzione. La megamacchina industriale potrebbe nel giro di pochi anni avere la capacità di processare tutto il mais USA.  Già ora gli impianti esistenti o in costruzione potrebbero divorarne il 47%.

Il prezzo del mais rimane elevato, intorno a 160 $/t. La media del periodo 1994-2006, prima dell'impennata del prezzo del petrolio era di 110 $/t.

Personalmente ritengo le prospettive sono piuttosto fosche; se il trend del bioetanolo dovesse continuare, la superficie coltivata a mais continuerà ad espandersi, perchè anche gli allevatori di bestiame vogliono continuare ad avere la loro parte. In paralleo, si cercherà di aumentare ulteriormente le rese, pompando nel terreno ulteriori concimi chimici di origine fossile

Insomma, a tutta velocità contro al muro...

Continua a leggere "Oltre un terzo del mais USA finisce in bioetanolo" »

Mar 1015

L'impronta alimentare

Pubblicato da Marco Pagani alle 09:33 in Alimentazione


Impronta%20alimentare.jpg
Dobbiamo tornare a fare i conti con la terra.

Definiamo quindi  l' impronta alimentare (1) come l'estensione media di terra coltivabile necessaria a sostenere i consumi alimentari diretti (prodotti vegetali) e indiretti (mangime per animali) di un essere umano.

Si può calcolare utilizzando il database FAOSTAT della FAO che fornisce dati sui consumi e le rese di 78 prodotti agricoli principali. (2)

I risultati sono illustrati nella figura in alto: ogni italiano ha bisogno in media di 2376 m² di territorio. Peccato che abbiamo a disposizione soltanto 1460 m² a testa (3). Questo significa che ciascuno di noi utilizza in media 920 m² di terra coltivabile in qualche altra parte del pianeta.

La terra in Italia non basta dunque per i nostri consumi alimentari. Ne seguono due evidenti conclusioni:

  • è follia distruggere questo terreno agricolo per cementificarlo o asfaltarlo (cosa che facciamo al ritmo di circa 200 m² al minuto );
  • è follia utilizzarlo per i biofuel, cosa che già facciamo, dal momento che 228 m² dell'IA (il 60% di 380 m²) sono destinati alla coltivazione di soia per biodiesel e cereali per bioetanolo.

 

Continua a leggere "L'impronta alimentare" »

Mar 1012

2500 persone, 1,6 ettari di campi

Pubblicato da Marco Pagani alle 09:35 in Alimentazione


Dormelletto.jpg

Sembra che per la maggior parte delle persone "moderne" l'agricoltura non abbia più alcuna importanza.

Come spiegare altrimenti una situazione come quella della mappa qui a fianco?

Si tratta di un comune sulle rive del Lago Maggiore, Dormelletto Ticino (1) che ha una superficie totale di 700 ettari di cui il 64% è territorio artificiale. Il centro storico del paese (in rosso), occupa 3,6 ha.

Dall'unità d'Italia ad oggi, la popolazione è cresciuta di 3,7 volte , mentre la superficie urbanizzata è cresciuta di oltre 120 volte! (2)

Ora a Dormelletto rimangono solo 1,6 ettari di campi e frutteti , sufficienti a sfamare meno dell'uno per cento della popolazione. (3)

Se si volessero convertire a campi tutti i pascoli presenti (77 ha) si arriverebbe a sfamare il 13% della popolazione.

Se i dormellettesi tagliassero tutti i boschi rimasti (alcuni in area protetta) e coltivassero ogni singolo metro quadrato non cementificato o asfaltato, coprirebbero i bisogni alimentari del 42% della popolazione.

Tacito avrebbe detto: desertum fecerunt et incrementum appellaverunt... (4)

Per il calcolo dele aree urbanizzate e dei i bisogni alimentari, rimando alle prossime puntate.

Continua a leggere "2500 persone, 1,6 ettari di campi" »

_39072263_looting_crowds_ap300.jpg

Una notte ho fatto un sogno.

All'IKEA i mobili erano gratis.

I primi che l'hanno saputo si sono precipitati, poi la voce si è sparsa e si è creato un enorme ingorgo. Pochi però avevano furgoni e autocarri per portare via i pezzi più grandi e di maggior valore e la maggioranza si è dovuta accontentare delle carabattole. Non molti avevano le competenze tecniche per montare perfettamente le strutture più complesse, come le cucine.

Chi aveva mezzi e competenze, o soldi per comprarle, ha fatto fortuna.

Poco per volta, davanti ai grandi magazzini si è formata una coda fatta solo da TIR, autocarri e furgoni; bande armate tenevano alla larga la gente comune. I pezzi venivano caricati da lavoratori immigrati pagati una miseria, portati nelle città e fatti montare da altri immigrati pagati solo poco di più.

La gente era comunque soddisfatta perchè pagava i mobili a un buon prezzo, visto che in partenza erano gratis.

Dopo un po' di giorni, i pezzi migliori erano finiti: restavano solo comodini, abat-jour, appendiabiti, sedie a dondolo e peluches dai colori improbabili.

Ad un certo punto il grande magazzino si prosciugò. Rimase solo lo scheletro vuoto dell'edificio pieno di immondizie e detriti. I lavoratori furono licenziati. In città i prezzi dei mobili salirono alle stelle e scoppiò una crisi economica.

I padroni dei TIR stanno afcendo prospezioni e si stanno dando da fare per cercare altre IKEE...

Profilo
Foto & Video
Post più letti
Ultimi commenti
Archivi

Mappa del blog

Tag
Newsletter
Logo Blogosfere
Cronaca e Attualità
Cultura
Economia e Finanza
High Tech
Politica e Società
Scienza e Salute
Spettacoli
Sport e Motori
Style e Fashion
Tempo libero

Speciali
In cerca d'autore
  • Vuoi curare uno dei nostri blog in cerca d'autore? Per conoscere i blog liberi scrivici a bloggers@blogosfere.it
Business Blog
Ultime di Scienza - Salute
Ultime da Blogosfere
Link utili
Partner tecnici
  • Logo SixApart
  • Logo MySyndicaat