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Ecoalfabeta intervista Luca Mercalli/1

Mercoledì 7 Giugno 2006, 13:30 in Il clima che cambia, Interviste di

Mercalli_smallLuca Mercalli, climatologo, presiede la Società Meteorologica Italiana e dirige la rivista Nimbus . Vent'anni di ricerca sul clima e i ghiacciai delle Alpi occidentali, un territorio che ha imparato a conoscere e studiare proprio negli aspri valloni del Gran Paradiso. Ha curato circa 80 pubblicazioni scientifiche, 600 articoli divulgativi su quotidiani e riviste, incarichi di docenza all'Università e al Politecnico di Torino, 370 conferenze e centinaia di interventi televisivi. Tra i suoi ultimi lavori: «Atlante climatico della Valle d'Aosta», e «I tempi sono maturi» (ed. Vivalda, Torino).

La prima domanda che viene spontaneo rivolgere ad un meteorologo è: quanto caldo dobbiamo attenderci per questa estate?

Nessuno lo sa!. Oggi l'ufficio meteorologico inglese ha diramato delle mappe che illustrerebbero un'estate  più calda della media - mentre in questi giorni siamo al freddo - ; si tratta tuttavia di materiali a scopo sperimentale che noi consideriamo come un prodotto per addetti ai lavori. Invece l'informazione li mette subito in prima pagina come se fossero una verità già acquisita. Anche se fa sempre piacere fare gli articoli a scoop, occorre forse valutare questi nuovi prodotti senza dare loro troppa enfasi.

Il sito del Met Office, il servizio meteorologico inglese, dice che si tratta di previsioni a livello di probabilità, elaborate utilizzando alcuni modelli matematici che però non sono perfetti. Generalmente in questi casi sospendo il giudizio sulla validità di queste previsioni; i meteorologi si accontentano di fare previsioni per i prossimi due o tre giorni.

Ti ringrazio per la tua prudenza scientifica, che mi sembra più che mai corretta.

Anch'io avrei bisogno di sapere come andrà l'estate per le patate del mio orto, ma dall'esperienza degli anni passati sappiamo benissimo che non c'è la possibilità di fare questo tipo di previsione con un'affidabilità sufficiente ad essere diramata al grande pubblico. Nessuno ad esempio ha previsto questa ondata di freddo un mese fa. Come mai? Perché le previsioni effettive si fanno di cinque giorni in cinque giorni, mentre le previsioni stagionali sono ancora un'attività in fase sperimentale che speriamo possa maturare nei prossimi anni.

Comunque,  al di là di queste oscillazioni della meteorologia, se guardiamo ad un trend di lungo termine, vediamo in effetti un aumento del caldo.

Anomalie_temperatura_19502005_1Questo è sicuramente vero, ma il trend è una cosa, invece le sfaccettature di anno in anno sono un'altra. Il paragone è con i denti della lama della sega. Quello che ci importa è l'inclinazione della lama, che evidentemente è in salita, perché fa più caldo, ma i singoli denti di sega vanno su e giù da un anno all'altro, per cui è impossibile con i modelli di previsione climatica sapere se sarà caldo il prossimo anno oppure il successivo; la variabilità tra un anno e l'altro rimane sostanzialmente incognita.

Seconda parte dell'intervista

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