Ambienti, scienza e varia umanità
«La consapevolezza che la Terra è un organismo vivo fu richiamata in vita nel modo più impressionante quando gli astronauti poterono osservare la Terra dallo spazio. La visione del pianeta in tutta la sua sfolgorante bellezza – un globo azzurro e bianco sospeso nella profonda oscurità dello spazio – li commosse profondamente e, come molti di loro hanno dichiarato, fu una profonda esperienza spirituale che modificò per sempre il loro rapporto con la Terra. Le splendide fotografie del globo terrestre che questi astronauti riportarono dai loro viaggi divennero un potente nuovo simbolo per il movimento ecologico e potrebbero essere il risultato più significativo dell’intero programma spaziale.»
Fritjof Capra, Il punto di svolta, Milano 1982, p. 236
Queste parole di Fritjof Capra esprimono benissimo il valore della famosa foto del pianeta terra scattata dagli astronauti dell’ Apollo 17 il 7 dicembre 1972 da una distanza di circa 12000 km, durante il rientro dalla luna (è come il commiato alla breve ed esaltante stagione delle esplorazioni lunari) e spiegano esattamente la ragione per cui ho inserito questa immagine nel logo del blog. Oggi certamente esistono immagini della terra più “leccate” di questa. Il sito Blue Marble della NASA ha delle immagini meravigliose del nostro pianeta visto dallo spazio, ma si tratta di immagini ricostruite, combinando insieme centinaia di fotografie dei satelliti, mentre la foto dell’Apollo 17 è stata presa abbastanza da lontano da fare stare tutta la terra in un solo scatto.
Questa è la nostra casa comune, è tutto ciò che abbiamo: noi abitiamo qui. E’ la nostra unica isola, la nostra sola astronave e non sono previste scialuppe di salvataggio. Dobbiamo averne cura, perché ne facciamo parte. Non ci appartiene, ma noi vi apparteniamo.
Guardate questa bellissima immagine della terra, ogni tanto. Vi farà capire nel profondo cosa significa “ecologia” e “difesa dell’ambiente” .
Ogni settimana, al sabato, su eco alfabeta verranno pubblicate immagini e/o video di questa nostra “casa comune”. Non saranno cose particolarmente straordinarie, stile National Geographics, perché sono immagini acquisite dall’autore di questo blog, in luoghi non necessariamente “esotici” e con mezzi tecnici tutto sommato modesti.
Forse però proprio per questo sono significative, perché chiunque potrebbe fare queste foto con un po’ di curiosità e di pazienza, e perché nel nostro “mondo fatto di città” ci sono ancora spazi liberi in cui la vita può fare ciò che ha sempre fatto, cioè vivere. Saranno soprattutto foto di particolari della natura, quelli che spesso sfuggono ad un occhio affrettato e distratto, un po’ nello spirito di William Blake : chi non conosce “To see the world in a grain of sand” (Vedere il mondo nella sabbia di un granello)?