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Pollini cattivi o uomini intolleranti?

Martedì 13 Giugno 2006, 18:21 in Salute di

788pxmisc_pollen «Siamo piccoli, ma molto cattivi» titolava lo Specchio della Stampa di qualche settimana fa. Il riferimento era naturalmente ai granelli di polline che in questa primavera ritardata stanno invadendo l’atmosfera che respiriamo. Il tutto corredato da foto di granelli ingranditi su uno sfondo nero, come una formazione di astronavi aliene all’attacco della terra.

Vogliamo spezzare una lancia a favore di questi vituperati minuscoli granelli? : -)

 

Il polline non è un microbo o un virus, ma dopotutto serve solo a fare riprodurre le piante. Si sparge nell’aria ormai da vari miliardi di primavere … per cui se le allergie sono in crescita siamo forse noi il problema!

Il nostro sistema immunitario è ormai a corto di microbi e parassiti con cui prendersela (ah, la troppa igiene …) e si scatena anche dove non serve, contro questi corpuscoli totalmente innocui. Se in futuro qualche bambino nascesse e crescesse su una stazione spaziale, una volta sbarcato sulla terra sarebbe forse allergico a tutto.

Cosa dire inoltre dell’inquinamento, della vita totalmente urbana e in generale della modernità?

Asma_usa Se consideriamo l’asma (che rappresenta la forma più grave di allergia), vediamo che in Paesi relativamente poco sviluppati come India, Brasile o Nigeria  ne soffrono meno di 5 persone su 100; al contrario, in Italia, Canada e USA la percentuale sale al 7-8%, con punte dell’11% in Australia.

I casi di asma nei paesi sviluppati sono inoltre in aumento. Il grafico qui a fianco riporta i dati forniti dal CDC di Atlanta (Morbidity and Mortality Weekly Report, vol. 51, 2002).

In 20 anni la prevalenza dell’asma (cioè la percentuale di persone malate) in America è più che raddoppiata e sta crescendo ancora più in fretta tra i bambini ed i giovani. La stessa fonte ci informa che le giornate lavorative perse per problemi di asma sono aumentate da 6,2 milioni nel 1980 a 14,5 milioni nel 1995. Si riscontrano cifre analoghe per le assenze scolastiche. Il disagio umano e sociale insomma si traduce anche in un costo economico.

Sembra che la “colpa” non sia tutta dei pollini. Anzi. Un voluminoso rapporto della sanità americana (Institute of Medicine, Clearing the air. Asthma and indoor exposures, 2001) analizza in particolare gli effetti sull’asma degli allergeni presenti dentro casa, rilevando una grande quantità di fattori di rischio, senza però giungere a risultati definitivi. Il che è anche comprensibile, dal momento che nel corso della nostra vita veniamo a contatto con un numero enorme di prodotti chimici di sintesi che interagiscono tra loro, per cui è ben difficile puntare il dito è dire: è colpa di questo o di quello.

 

In sostanza, sbagliamo bersaglio se pensiamo che le allergie siano una battaglia contro la natura. Sono forse piuttosto il ticket che stiamo pagando per la nostra crescita economica e industriale.

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