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Racconta George

Mercoledì 28 Giugno 2006, 18:06 in Impatto ambientale, Petrolio&Fossili di

Nigeria_sm02 Racconta George: "In almeno tre distretti del mio paese c'è molto petrolio. Sono arrivati gli americani della Mobil, gli inglesi con la Shell, anche gli italiani con l'ENI e si sono messi a scavare portando via tutto il nostro petrolio senza dare nulla al nostro popolo. I soldi finiscono solo nelle tasche dei governanti. Estrarre petrolio non ci porta alcun beneficio, anzi solo danni, perchè in prossimità dei pozzi non è più possibile coltivare o far crescere niente. Come pirati ci stanno sacchegiando tutto".

George è un uomo nigeriano di 40 anni (quindi piuttosto anziano in un paese in cui la speranza di vita raggiunge si e no i 52 anni) che incontro in un ospedale dove ogni tanto tengo compagnia a persone più sfortunate di me. E' reduce da una polmonite piuttosto seria ed ha un tubo di drenaggio che gli esce dal polmone destro, e con il caldo di oggi gli fa piuttosto male.

E' fuggito dalla Nigeria per motivi politici (in questo grande e complesso paese si intrecciano i conflitti etnici, sociali e religiosi) ed ha chiesto asilo politico all' Italia già da tre anni. In questo periodo, secondo gli scampoli di normativa in vigore (molti non lo sanno, ma in Italia non esiste ancora una vera e propria legislazione organica sul diritto di asilo) non può svolgere alcun lavoro in regola, per cui si sta arrangiando per vivere.

George ha ragione su tutto. La Nigeria nel 2005 ha prodotto 125 milioni di tonnellate di petrolio (dati BP), di cui circa 8 milioni in quota ENI. Ai prezzi attuali di circa 65 $ al barile questo significa una torta di 60 miliardi di dollari (di cui circa 4 sono italiani).

800pxportugal_pipeline Di questa torta i nigeriani vedono solo le briciole, perchè la ricchezza è tutta concentrata in pochissime mani ed il 90% dei nigeriani (circa 110 milioni di persone) vive con meno di 2 $ al giorno! (Questi e molti altri dati si possono trovare sull'ottimo sito Earthtrends del World Resorce Institute). Considerati tutti i conflitti sociali ed ambientali che ha generato, per questo paese il petrolio rappresenta più una maledizione che una benedizione ...

L'estrazione del petrolio pone gravi problemi ambientali al delta del Niger, non solo per l'impatto delle trivellazioni e dei pozzi, ma anche perchè gli oleodotti sono vecchi ed hanno molte perdite che inquinano il terreno. Inoltre la Nigeria ha uno dei tassi di deforestazione più alti del mondo: in soli dieci anni, tra il 1990 e il 2000 ha perso ben il 25% delle sue foreste primarie! (contro il pur sempre alto 9% di tutta l'Africa e il 2% del mondo)

Italy_coa George ha ragione anche sul diritto di asilo: non si può fare languire un uomo per tre anni senza che possa fare nulla. La nostra Costituzione, che ieri è stata così ben difesa dagli italiani dal maldestro tentativo di stravolgerla, così afferma a proposito del diritto di asilo: lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese, l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge (art 10, comma 3). Questa legge è ancora da fare.

Se volete dare una mano a George e a tutti quelli che per le loro opinioni politiche, etnia o religione non possono vivere nel paese in cui sono nati, provate a scrivere al Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno sollecitando una revisione delle norme troppo rigide per il diritto di asilo. E' il minimo che possiamo fare per non vergognarci troppo.

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02 Lug 2006
alle 11:43

Teresa

Già..."per non vergognarci troppo" è l'espressione giusta. Tante volte però mi chiedo perchè debba vergognarmi, io che ho un potere minimo nel cambiare situazioni come queste. Poi scopro atteggiamenti xenofobi da parte di insospettabili miei pari, e allora, più che vergognarmi di come si comporta il mio Paese, mi vergogno in particolare di loro. Non che io sia un campione di generosità e disponibilità...sono come tutti: con qualche slancio, con qualche egoismo. Ma almeno penso, in maniera davvero sincera e non di facciata, che LA TERRA E' DI TUTTI, non importa fino a che punto altri hanno tracciato le linee di confine.

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