Ambienti, scienza e varia umanità
Si racconta un fatto curioso a proposito delle rane (non so chi l’abbia provato, io certo non ripeterò l’esperimento): se una rana viene buttata in una pentola di acqua bollente ne salta fuori subito e così si salva la vita; se invece viene messa in una pentola di acqua fredda, che poi viene portata gradualmente all’ebollizione, non si accorge di nulla e si lascia lessare viva senza neanche protestare.
Dall’alto della nostra specie “sapiens” potremmo sorridere a questa ingenuità “ranesca”, ma ci comportiamo forse diversamente noi umani? Noi che siamo sempre spaventati e attratti dalle catastrofi e dagli eventi estremi e non prestiamo nessuna attenzione a ciò che cambia lentamente.
Ci preoccupa l’alluvione che porta tre metri d’acqua in poche ore e non Venezia che invece affonda di due virgola tre millimetri all’anno, il che per noi è come dire nulla. Due virgola tre millimetri all’anno sono però ventitré centimetri in un secolo, fatto non proprio trascurabile (soprattutto per chi ha l’uscio di casa vicino all’acqua). Anche i rampicanti crescono lentamente, ma possono ingoiare una casa intera, se gli si dà abbastanza tempo.
Pensando all’ambiente, si nota che frane, incendi, disboscamenti, inquinamento fanno abbastanza rumore (comunque mai abbastanza), mentre il riscaldamento del pianeta spassa spesso inosservato: un grado in più di temperatura in un secolo, cosa volete che sia?
Un aumento di 1°C è poco? E’ appena il caso di ricordare che passando da 0 °C a 1 °C il ghiaccio fonde e diventa acqua. Cosa avverrà allora del ghiaccio dei poli?
In realtà un bel po’ di questo ghiaccio si è già sciolto. Negli ultimi 50 anni lo spessore della banchisa artica si è ridotto di circa 1,3 m, perdendo il 40% del suo volume (vedi qui alcune mappe e grafici interessanti). Qualche scettico potrebbe allora dire: e allora? Si è sciolto e non ce ne siamo nemmeno accorti! Perché allarmarsi?
Non ce ne siamo accorti semplicemente perché se il ghiaccio galleggia, quando fonde non innalza il livello del mare (problema: un cubetto di ghiaccio di 1 cm³ galleggia in un bicchiere d’acqua a 0,1 °C che ha una sezione di 5 cm²; se fonde, di quanto aumenta il livello dell’acqua? [La risposta è in fondo al post]).
Tuttavia se il ghiaccio si trova sulla terraferma la sua fusione fa innalzare il livello dei mari. Si stima che la fusione di una piccola parte dei ghiacci polari farebbe alzare il livello dei mari del globo di qualche metro. Avete idea di quante persone al mondo vivono sulle coste? In questo momento non ho sottomano statistiche, ma basta pensare che alcune tra le più popolose città del pianeta (Shangai, Tokyo, New York ecc) si trovano sul mare.
Il ghiaccio di mare inoltre è meno salato dell’acqua, per cui quando fonde fa diminuire la salinità. Può sembrare una questione che interessa soltanto gli oceanografi, ma non è proprio così. Se l’acqua dell’artico è meno salata, in un tempo più o meno lungo potrebbe alterare il percorso delle correnti oceaniche, come la corrente del golfo. E questa non è una catastrofe di portata abbastanza allarmante?
Che altro potrebbe succedere? In realtà nessuno lo sa esattamente. L’atmosfera è un sistema caotico e piccole variazioni nelle cause possono portare a enormi variazioni negli effetti. E’ il famoso “effetto farfalla”.
Non dovremmo proprio trascurare i cambiamenti, anche se sono piccoli. A differenza delle rane, teniamo in mano la manopola del gas con cui ci stiamo lessando lentamente. Vogliamo deciderci a fare qualcosa?
[Risposta. No, il livello non si è alzato di 0,2 cm!
Un cm³ di ghiaccio ha una massa di circa 0,92 g e per qu esto non va a fondo. Galleggia in modo tale che 0,92 cm³ si trovano sott’acqua e 0,08 sopra. In questo modo sposta 0,92 cm³ di acqua e riceve da quest’acqua spostata una spinta di Archimede pari al suo peso. Quando il cubetto fonde il suo volume si riduce (come si è detto la densità del ghiaccio è 0,92 e quella dell’acqua 1) e l’acqua di fusione occupa 0,92 cm³, cioè esattamente il volume della parte che prima era immersa. Quindi il livello non varia!]
alle 11:37
Erica (amica di Sara)
Carina come curiosità...ed anche le osservazioni scientifiche ed il paragone con l'uomo sono proprio giusti! Per quanto queste nozioni dovrebbero essere scontate per chiunque, tutti preferiscono non fermarsi a riflettere sulle conseguenze dei dati allarmanti delle associazioni ambientaliste, limitandosi a prendenderli alla lettera.