
«In poche generazioni l’umanità sta esaurendo i combustibili fossili che si sono generati nel corso di centinaia di milioni di anni.
- Le emissioni di SO2, globalmente circa un milione di tonnellate all’anno dovute alla combustione del carbone e del petrolio, sono almeno il doppio di tutte le emissioni naturali …;
- il 30-50% della superficie terrestre è stata trasformata dall’intervento umano;
- in agricoltura viene ora applicata una quantità di azoto con in fertilizzantisuperiore a tutto l’ azoto fissato naturalmente in tutti gli ecosistemi terrestri;
- le emissioni in atmosfera di ossido di azoto (NO) per combustione di combustibili fossili e biomasse è ugualmente maggiore delle emissioni naturali, dando origine alla formazione di smog fotochimico in molte regioni del mondo;
- più di metà di tutta l’acqua dolce accessibile è utilizzata dall’umanità;
- l’attività umana ha accelerato di un fattore diecimila il tasso di estinzione di specie viventi nelle foreste tropicali;
- la concentrazione di diversi “gas serra” è sostanzialmente cresciuta nell’atmosfera: CO2 del 30% e CH4 di oltre il 100%;
- i gas clorofluorocarburi … hanno dato origine al “buco dell’ozono” sull’Antartide, che avrebbe distrutto l’intero strato di ozono se non fossero stati definiti accordi internazionali per impedirne l’uso;
- La pesca rimuove più del 25% della produzione primaria degli oceani …
Considerando questi ed altri impatti crescenti delle attività umane sulla terra e l’atmosfera su scala globale, ci sembra opportuno enfatizzare il ruolo centrale dell’umanità a livello della geologia e dell’ecologia, proponendo di usare il termine antropocene per l’attuale epoca geologica »
Paul J Crutzen, Eugene F. Stoermer
IGBP (International Geosphere – Biosphere Programme) Newsletter 41 , Maggio 2000, p. 17
(Paul Crutzen, del Max Planck Institute, ha ricevuto nel 1995 il premio nobel per la chimica ).
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