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Merci, treni e montagne

Mercoledì 5 Luglio 2006, 19:30 in Economia e ambiente, Impatto ambientale, Trasporti, grandi progetti di

Carrozza_merci Parlando di TAV, non si può fare a meno di parlare del transito di merci attraverso il valico del Frejus. A questo proposito si sentono dire in giro molte fandonie, che fanno venire il forte sospetto di essere state messe in circolazione ad arte ... Vediamone alcune.

(1) Si dice che la linea attuale sia vecchia di 150 anni (documento della società transpadana, messo in bella mostra sul sito della Regione Piemonte) . Il tunnel del Frejus è stato inaugurato nel 1871, quindi 135 anni fa, a doppio binario. Il resto della linea è stato portato a doppio binario in parte tra il 1908 e il 1915 e in parte tra il 1967 e il 1984 (nella tratta più impegnativa Bussoleno- Salbertrand, con adeguamento del tracciato) .

L'elettrificazione della linea risale al periodo 1912 - 1919; negli anni '60 è stata convertita in corrente continua a 3000 V. Altri miglioramenti tecnologici sono stati effettuati nel corso degli anni '80 e '90 (queste e molte altre informazioni si possono trovare sulle pagine del sito treni 2000 curate da G. Margiotta). Dire che la linea sia vecchia di 150 anni è quindi una mistificazione bella e buona, che tra l'altro offende l'onesto lavoro di tutti gli ingegneri, tecnici ed operai che ci hanno messo le mani e tuttora ce le mettono.

(2) Si dice che la linea sia prossima alla saturazione. La società privata Polinomia, che si occupa di Ingegneria dei trasporti e matematica applicata ed è "composta solo da professionisti del settore", pubblica sul suo sito un interessante documento relativo a "Le stime e gli scenari del traffico ferroviario nell'arco alpino". Si afferma nel rapporto, scritto da uno dei responsabili della società, l'ing. Debernardi,

 

Le linee di valico non sono affatto sature: il traffico risulta ovunque molto inferiore ai valori di potenzialità dichiarata, ed anche, a maggior ragione, alla capacità teorica conseguibile attraverso ragionevoli interventi di ammodernamento delle linee esistenti. La capacità massima di un valico ferroviario, gestito con tecnologie tradizionali ed in presenza di un normale traffico passeggeri interurbano, è valutabile in non meno di 27 milioni di tonnellate/anno.

Assumendo una potenzialità di linea pari a 220 treni/giorno, di cui 70 passeggeri, si ottengono circa 150 treni merci/giorno. Ipotizzando un peso utile pari, in media, a 600 t, corrispondenti ad un peso lordo trainato dell’ordine delle 900-1.000 t (il limite attuale sui valichi più difficili, come il Fréjus, è di circa 1.300 t), si ottiene un traffico di 150 x 600 = 90.000 t/giorno e 90.000 x 300 = 27 milioni di tonnellate/anno. (p. 2)

800pxrtc_eu43_2 Poichè nel 2005 sono state trasportate circa 7 Mt di merci la saturazionè è pari a circa il 25%. E' quindi falso quello che afferma sempre la solita transpadana (senza peraltro riportare alcun calcolo)sul fatto che la linea attuale non possa portare più di 11-12 Mt/anno.

(3) Si dice che la linea attuale non possa sostenere i volumi di traffico futuri. Se come dicono i signori transpadani il traffico sulla Torino - Lione dovesse aumentare del 68%  (come ho segnalato nel post Altavelocità e televendite, in realtà l'UE fornisce una previsione più bassa) e prendiamo come valore di base non le attuali 7 Mt/anno, ma il valore massimo raggiunto nel 1997 di 10 Mt/anno, il valore previsto per il 2025 sarebbe di circa 17 Mt/anno; quindi ancora ben lontano dalla saturazione. Tra l'altro le stime fornite da Polinomia sono prudenziali, nel senso che le potenzialità della linea aumenterebbero se si usassero convogli da 1300 t a tripla trazione e si riducessero i tempi burocratici.

(4) Sul Corriere della Sera del 3 luglio Ronchey scrive che gli oppositori della TAV "non precisano con argomenti e documenti adeguati che cosa vogliono." Come è possibile essere così faziosi e disinformati ? Inviterei il sig. Ronchey a studiarsi i siti NO TAV citati nel post di ieri oltre che quelli del presente post, per capire che per gli oppositori alla TAV la linea attuale basta e avanza!

A proposito, lo sapete che la velocità media del trasporto merci in Europa è di 18 km/h? (vedi qui per la fonte). Questo non per la lentezza dei treni, ma per motivi legati al cambio di personale o dei mezzi di trazione, a verifiche tecniche, alla formazione dei treni e soprattutto ai controlli doganali (le dogane sono chiuse di notte!).

Eventuali lavori di miglioramenti sulla linea esistente costerebbero meno di un decimo dei costi della TAV e darebbero risultati nel giro di un paio d'anni invece che di venti, risparmiandosi tra l'altro vent'anni di sofferenze ambientali alla valle.

Ma chi vogliono babbiare questi signori?

7
7 commenti
7
29 Giu 2007
alle 17:43

Marco Pagani

Grazie per i commenti a questo post, che anche se è stato scritto  quasi un anno fa, mantiene intatta la sua validità. Rimango impressionato dall'enormità degli interessi in gioco e dalla "massa di fuoco" che il gruppo d'affari pro-TAV riesce a mettere in campo. Persino il buon Veltroni ha dovuto parlarne al lingotto!

6
29 Giu 2007
alle 16:54

Marco Pagani

Grazie per i commenti a questo post, che anche se è stato scritto  quasi un anno fa, mantiene intatta la sua validità. Rimango impressionato dall'enormità degli interessi in gioco e dalla "massa di fuoco" che il gruppo d'affari pro-TAV riesce a mettere in campo. Persino il buon Veltroni ha dovuto parlarne al lingotto!

5
29 Giu 2007
alle 16:36

walterino

...che ripristino piuttosto la linea VARESE - COMO fnm quella si che sarebbe utile...

LA TAV VA CONTRO LA NATURA STESSA DEL TRENO...OPERA ENORME CHE A CONTI FATTI PROVOCA PIU' DANNI CHE BENEFICI...

Voglio fan sembrare che senza tav l'italia sarebbe isolata dall'europa...questa è solo propaganda di corrotti...le merci oggi arrivano già in Francia! Dovremmo mettere a gambe all'aria una valle per far arrivere le merci qualche ora prima!?

ma andiamo... 

4
29 Giu 2007
alle 16:25

walterino

Bravo...sono preocuppato per gli anziani...che avendo praticamente come unica fonte informativa la TV...spesso rimangono fuorviati....

bisogna imparare a far le cose utili...non progetti assurdi solo per

soldi....si alla modernizzazione delle ferrovie...no alla tav e alle grandi opere 

3
16 Apr 2007
alle 13:24

Marco Pagani

Grazie per i commenti.

Questo blog è nato per fare informazione corretta sui problemi dell'ambiente. Ritengo quindi poco appropriata la critica di disinformazione.

Sì, certo, per trainare i treni in salita occorrono due o tre motrici, con una spesa energetica doppia o tripla, ma limitata solo ai pochi km di percorso del valico. Si tratta dunque di una spesa energetica relativamente modesta rispetto a tratte di migliaia di km.

La galleria dell'alta velocità permetterebbe di viaggiare in piano, ma, come giustamente fa notare Hydraulics, occorre considerare il costo economico energetico di quindici anni di lavori per scavare un tunnel di oltre 50 km di lunghezza e per portare il materiale di scavo da 500 m alla cava a oltre 2000 m di altezza (occorrerà costruire una teleferica apposita!).

Vorrei segnalare anche il post TAV, eurotunnel e disastri, in cui si spiega quale disastro economico sia il trasporto di merci attraverso l' eurotunnel, che pure collega le due città più oppolose e dinamiche d'Europa,

 

2
15 Apr 2007
alle 14:27

Hydraulics

Proprio al fine di non fare disinformazione bisogna aggiungere che:

- Non è la doppia o tripla trazione a rendere poco vantaggioso il trasporto su rotaia. Anche senza questo costo aggiuntivo le merci verrebbero trasportate preferenzialmente su gomma, come accade in tutta Italia, anche dove è sufficiente la singola trazione.

- Le complicazioni di esercizio sono sicuramente presenti. Così come ve ne sarebbero su di una linea sulla quale transitino sia treni ad alta velocità sia treni merci: maggiore manutenzione, problemi di traffico in presenza di convogli con velocità molto diverse.

- Per fare un bilancio energetico sensato bisogna includere nel confronto la spesa (energetica) che si sosterrebbe realizzando il tunnel. 

1
14 Apr 2007
alle 22:55

Flosta

Marco PAgani dimostra qui che si puo' fare disinformazione anche semplicemente omettendo una parte dei fatti e degli elementi da prendere in considerazione.

Sicuramente in buona fede.

Infatti, pur accennando vagamente alle limitazioni al peso trainato delle linea del Frejus, non cita la necessita' per questi treni della doppia trazione (in parole povere, la necessita' di aggiungere una locomotiva addizionale per poter assicurare la potenza necessaria in salita e la frenatura in discesa).

Questa doppia (in alcuni casi addirittura tripla) trazione (indispensabile sulla linea del Frejus attuale, non su una linea con tunnel "di base", ovvero piu' lungo e piu' basso, senza quindi "rampe" per l'accedervi ma piuttosto pendenze tipiche da "pianura") implica:

- costi aggiuntivi, che rendono il trasporto per ferrovia totalmente non concorrenziale rispetto ai camion nell'attuale contesto socio-economico (favorendo, cioe' l'inquinamento dei TIR su strade e autostrade)

- complicazioni di esercizio (bisogana fermare il treno per attaccare e staccare la locomotiva addizionale) che riducono la velocita' commerciale del treno. Proprio una delle ragioni della citata media europea tanto bassa. Che, ancora, rende attualmente il trasporto merci ferroviario del Frejus non concorrenziale con l'autotrasporto e, indirettamente, ci regala tante emissioni dei camion sull'autostrada del Frejus (e sul percorso dall'origine alla destinazione del trasporto).

Una linea con tunnel a bassa quota rappresenterebbe un decisivo miglioramento.

- anche per i piu' o meno ipotetici treni merci sulla linea attuale e' da ricordare che doppia (o tripla) trazione o comunque la maggior potenza specifica (potenza necessaria per il trasporto di una unita' di traffico") necessaria a causa delle forti pendenze, vuol dire maggiore energia elettrica consumata (rispetto ad un eventuale linea con tunnel di base). E l'energia elettrica in Italia si produce soprattutto con petrolio e carbone, in Francia con il nucleare.

Una nuova linea ferroviaria con tunnel di base avrebbe quindi comunque indubbi vantaggi ecologici sul lungo termine.

  

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