Ambienti, scienza e varia umanità
Leggo questa notizia sul sito di news di Articolo 21 in data 11 luglio (il corsivo è mio):
«L'Italia intende tener fede agli impegni con la Ue e, quindi, la Tav si fara': ma e' intenzione del governo avviare un attento esame sull'impatto ambientale dell'opera per cui e' possibile si passi a valutare un progetto anche di tipo dinamico. E' quanto hanno detto il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, e dei Trasporti, Alessandro Bianchi, al loro omologo francese Dominique Perben, oggi a Roma.»
Comunicati ministeriali di questo tenore sembrano fatti apposta per fare contenti tutti; la TAV si farà, dicono (e così soddisfano tutti quanti hanno interesse a vedere i contratti firmati), ma si dovrà stare attenti all'impatto ambientale ( e così soddisfano quanti sono preoccupati per l'ambiente). Mi piacerebbe però sapere che cos'è un progetto anche di tipo dinamico; faranno le rotaie mobili? faranno un tracciato che si sposta a seconda delle occasioni? In questa frase c'è abbastanza verve da tenere impegnato il buon Bartezzaghi nel suo lessico e nuvole!
Se la frase significasse che si intende realizzare la TAV manetenendo l'attuale tracciato alpino da Susa a Modane (con gli eventuali adeguamenti tecnologici) allora non ci sarebbe che da rallegrarsi. E' quella che si potrebbe chiamare opzione zero.
L'opzione zero permetterebbe di trasportare merci attraverso il valico già da ora, senza quindici anni di lavori. Il valico attuale è più che adeguato a sopportare flussi di traffico anche 4 volte superiori agli attuali (a questo proposito, si veda il post Merci, treni e montagne). Chissà però che cosa alberga nella mente dinamica dei nostri ministri ...
[PS Questo post è stato scritto nella mediathèque di La Garde, piccolo centro francese di non più di diecimila abitanti, che possiede una biblioteca di decine di migliaia di titoli ed una sala con otto postazioni internet a costo ridotto. Viene frequentata da giovani, adulti ed anziani; vogliamo imparare qualcosa anche noi in Italia? ]