Ambienti, scienza e varia umanità
La FAO sta monitorando circa 600 diverse specie ittiche che vengono comunemente pescate nei mari, nei laghi e nei fiumi di tutto il mondo. Il grafico qui a fianco illustra la situazione attuale.
Sembra abbastanza evidente che il picco non riguarda solo la produzione di petrolio ...
I tre quarti delle specie di pesce sono ormai pienamente sfruttate o troppo sfruttate, per cui non esiste più alcuna possibilità di espansione della pesca.
Ne è una riprova il fatto che secondo le statistiche la quantità di pesce pescato è rimasta più o meno la stessa a partire dalla metà degli anni '80, assestandosi intorno a 90-95 milioni di tonnellate all'anno.
Se il 24% delle specie è troppo sfruttata o in esaurimento ci sarà inoltre da attendersi una diminuzione della pesca nei prossimi anni.
L'unica soluzione per poter sfamare un mondo in crescita demografica sembra essere l' acquacoltura ovvero l'allevamento di pesci, crostacei e molluschi in "fattorie marine" prossime alle coste. Già ora questa pratica fornisce circa 60 milioni di tonnellate all'anno. Occorre tuttavia che lo sviluppo di questi allevamenti non porti alla distruzione degli habitat naturali, come purtroppo sta accadendo (per questo vedi il post Pesca /1 Gamberi, mangrovie e rapine).
Allevamento sostenibile o ecologico, dunque? La FAO ci ha pensato ed ha pubblicato alcune linee guida per allevare il pesce rispettando l'ambiente. Ne parleremo nella prossima puntata ...