Ambienti, scienza e varia umanità
Il disgelo del permafrost siberiano rischia di accelerare in modo imprevedibile l'effetto serra. Perchè?
Questo processo prende il nome di feedback positivo (o retroazione positiva) ed è illustrato nella figura qui sotto.
Questi fatti sono noti da tempo agli scienziati, ma oggi la preoccupazione aumenta ulteriormente ...
Leggo questa cattiva notizia sull'Environment News Service: secondo uno studio di un'equipe di scienziati russi e americani le emissioni di metano dai laghi siberiani sono più alte del 60% rispetto a quanto finora si pensava.
Lo studio è stato condotto da K.Walter (Un. Alaska), J.Chanton (Un. Florida) e S. Zimov (direttore della NortheEast Science Station sul mare artico) e viene pubblicato su Nature di settembre.
L'equipe ha misurato le emissioni di metano da parte di due laghi siberiani prodotti dallo scioglimento del permafrost ed ha trovato che le emissioni superano le stime precedenti di valori variabili tra il 10% e il 63%.
Gli scienziati hanno stimato che i laghi siberiani immettano ogni anno nell'atmosfera circa 4 milioni di tonnellate di metano, equivalenti a 84 milioni di tonnellate di CO2. Tanto per farsi un'idea, si tratta grossomodo della quantità di CO2 che l'Italia emette in due mesi.
Si è inoltre stimato che il suolo siberiano contiene circa 500 miliardi di tonnellate di carbonio che per il 90% potrebbe entrare nell'atmosfera sotto forma di metano, il che significa oltre 1600 miliardi di tonnellate di CO2 ...
Alcune conclusioni (provvisorie):
Ne parla anche Il professor €chos .