Ambienti, scienza e varia umanità
La Royal Society ha indirizzato una lettera alla Exxon Mobil con la precisa richiesta di non diffondere più informazioni erronee sul riscaldamento globale e di non finanziare più organizzazioni pseudo-scientifiche scettiche a proposito dell'effetto serra.
Che cosa ha spinto la più antica istituzione scientifica del mondo (la Royal Society è stata fondata a Londra nel 1660 ed ha annoverato tra i suoi membri Boyle, Hooke, Halley e naturalmente Newton che la presiedette per ben 25 anni) a intervenire nelle faccende della più grande compagnia petrolifera privata del pianeta ?
La risposta è semplice: l'ambiente. Parlando del clima, la Exxon sostiene che il legame tra riscaldamento globale ed aumento della CO2 nell'atmosfera "si basa più sul giudizio di esperti che su metodi oggettivi e statisticamente riproducibili" (segui questo link per leggere il testo nel Corporate Citizenship Report della compagnia texana).
Questa frase proprio non è andata giù agli scienziati inglesi della Society, che nella lettera rispondono in modo piuttosto duro:
«Questa affermazione è estremamente fuorviante. Il giudizio degli esperti dell IPCC è basato su metodi e analisi oggettivi e quantitativi ... Le conclusioni dell'IPCC sono state sostenute dalle più importanti organizzazioni scientifiche del mondo.
E' veramente deludente che il rapporto della Exxon Mobil lasci i lettori con un'impressione fuorviante e non accurata sulle cause del cambiamento del clima che è ben documentato nella letteratura scientifica. »
La lettera, scritta lo scorso 4 settembre da Bob Ward, uno dei dirigenti della Society è stata pubblicata dal giornale inglese Guardian e si può leggere qui.
Ward è anche fortemente preoccupato del fatto che la Exxon Mobil continui a dare sostegno finanziario (circa 3 milioni di dollari all'anno) a ben 39 organizzazioni che non danno informazioni corrette al pubblico sulla scienza del cambiamento del clima; alcune di esse negano addirittura l'esistenza dell'effetto serra! Per questo la Society ha chiesto pubblicamento alla compagnia americana di sospendere i finanziamenti nei confronti di queste organizzazioni.
Ringrazio il blog Climate Change Action che mi ha fornito lo spunto per questo post.
Negli USA è in atto da anni una vera e propria campagna di disinformazione a proposito del ruolo della CO2 nel riscaldamento globale: se ne è parlato nel post Americani ingannati sull'effetto serra. Ci sono signori che pensano di poter fabbricare qualunque verità a suon di dollari (o di euro). Per fortuna che ci sono ancora personaggi che, anche se non portano più le lunghe parrucche bianche, hanno abbastanza autorevolezza scientifica da smascherarli ...
alle 19:09
Antonello
La Royal Society arriva tardi (è anzianotta...).Nell'epoca di internet, con i blog, i forum ecc. è diventato sempre più difficile fare disinformazione, visto che il pubblico colto, e in buona fede non si fida ormai più dei canali ufficiali. Se una notizia ufficiale (anche se è in rete) è palesemente falsa puoi facilmente trovare le proteste di migliaia di persone che la smentiscono; vedi per esempio il caso dell'attentato del 11 settembre. Qualcosa è cambiato!