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La Royal Society bacchetta la Exxon Mobil

Mercoledì 27 Settembre 2006, 07:04 in Global warming, Il clima che cambia, Petrolio&Fossili di

320px-RoyalSoc.jpgLa Royal Society ha indirizzato una lettera alla Exxon Mobil con la precisa richiesta di non diffondere più informazioni erronee sul riscaldamento globale e di non finanziare più  organizzazioni pseudo-scientifiche scettiche a proposito dell'effetto serra.

Che cosa ha spinto la più antica istituzione scientifica del mondo (la Royal Society è stata fondata a Londra nel 1660 ed ha annoverato tra i suoi membri BoyleHookeHalley e naturalmente Newton che la presiedette per ben 25 anni) a intervenire nelle faccende della  più grande   compagnia petrolifera privata del pianeta ?

La risposta è semplice: l'ambiente. Parlando del clima, la Exxon sostiene che il legame tra riscaldamento globale ed aumento della CO2 nell'atmosfera "si basa più sul giudizio di esperti che su metodi oggettivi e statisticamente riproducibili" (segui questo link per leggere il testo nel Corporate Citizenship Report della compagnia texana).

Questa frase proprio non è andata giù agli scienziati inglesi della Society, che nella lettera rispondono in modo piuttosto duro:

«Questa affermazione è estremamente fuorviante. Il giudizio degli esperti dell IPCC è basato su metodi e analisi oggettivi e quantitativi ... Le conclusioni dell'IPCC sono state sostenute dalle più importanti organizzazioni scientifiche del mondo.

E' veramente deludente che il rapporto della Exxon Mobil lasci i lettori con un'impressione fuorviante e non accurata sulle cause del cambiamento del clima che è ben documentato nella letteratura scientifica. »

La lettera, scritta lo scorso 4 settembre da Bob Ward, uno dei dirigenti della Society è stata pubblicata dal giornale inglese Guardian e si può leggere qui.

800px-No_blood_for_oil.jpg

Ward è anche fortemente preoccupato del fatto che la Exxon Mobil continui a dare sostegno finanziario (circa 3 milioni di dollari all'anno) a ben 39 organizzazioni che non danno informazioni corrette al pubblico sulla scienza del cambiamento del clima; alcune di esse negano addirittura l'esistenza dell'effetto serra! Per questo la Society ha chiesto pubblicamento alla compagnia americana di sospendere i finanziamenti nei confronti di queste organizzazioni.

 

Ringrazio il blog Climate Change Action che mi ha fornito lo spunto per questo post.

Negli USA è in atto da anni una vera e propria campagna di disinformazione a proposito del ruolo della CO2 nel riscaldamento globale: se ne è parlato nel post Americani ingannati sull'effetto serra. Ci sono signori che pensano di poter fabbricare qualunque verità a suon di dollari (o di euro). Per fortuna che ci sono ancora personaggi che, anche se non portano più le lunghe parrucche bianche, hanno abbastanza autorevolezza scientifica da smascherarli ...

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27 Set 2006
alle 19:09

Antonello

La Royal Society arriva tardi (è anzianotta...).Nell'epoca di internet, con i blog, i forum ecc. è diventato sempre più difficile fare disinformazione, visto che il pubblico colto, e in buona fede non si fida ormai più dei canali ufficiali. Se una notizia ufficiale (anche se è in rete) è palesemente falsa puoi facilmente trovare le proteste di migliaia di persone che la smentiscono; vedi per esempio il caso dell'attentato del 11 settembre. Qualcosa è cambiato!

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