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Problemi del nucleare /4 L'Uranio è una risorsa non rimnnovabile

Lunedì 11 Settembre 2006, 07:17 in Nucleare di

[Quarta e per il momento ultima puntata dedicata ai problemi dell'energia nucleare. Qui potete leggere le puntate /1, /2 e /3]. Mentre esce questo post apprendo dalla CNN che un reattore nucleare norvegese adibito a scopi di ricerca e vecchio di 40 anni è stato spento dopo che sono stati rilevati valori di radioattività anormalmente alti nel circuito priomaruio di raffreddamento.

Parte 4.  L'Uranio è una risorsa non rinnovabile

HEUranium.jpgL' Uranio come il petrolio è una risorsa non rinnovabile. Formatosi miliardi di anni fa nei processi di nucleosintesi stellare, è presente sul nostro pianeta in una quantità finita e che può siolamente diminuire.

Quante sono le riserve mondiali di Uranio?

Secondo il sito australiano Uranium Information Center , UIC, (l'Australia è il paese con le magguiori riserve di Uranio, circa un quarto del totale), il nostro pianeta dispone di circa 3,6  milioni di tonnellate di Uranio. si tratta di riserve "ragionevolmente sicure oppure stimate" da cui l'Uranio può essere estratto ad un costo inferiore ai 130 $ al kg.

Il sito brasiliano Industrias Nucleares do Brasil (il Brasile ha crica il 6% delle riserve) e l' International Atomic Energy Agency (IAEA) forniscono una stima un po' più alta, ma dello stesso rodine di grandezza: rispettivamente 4,4 milioni e 4,7 milioni di tonnellate .

Ogni anno, sempre secondo il sito UIC, vengono consumate dai 440 reattori nucleari del mondo circa  67000 tonnellate di Uranio. Questo significa che, mantenendo i consumi costanti l' Uranio a buon mercato durerà circa 53 anni , cioè fino al 2055 - 2060 (secondo i più ottimistici dati UIC e IAEA si tratterebbe di circa 65-70 anni).

Leggi tutti i post della serie:

  1. Il peccato originale della bomba atomica
  2. La sicurezza?
  3. Le scorie
  4. L'Uranio è una risorsa non rinnovabile
  5. Il picco delle centrali nucleari
  6. Chernobyl nevermore!
  7. 20 anni dopo il referendum
  8. La serie Criticità nucleare: fatti e misfatti su Uranio e dintorni

Se i consumi invece aumentassero, la già breve Era dell'Uranio si accorcerebbe di conseguenza. Come si vede dal grafico qui sotto, un aumento lineare dei consumi (si sono ipotizzate 1000 t in più ogni anno) esaurirebbe le riserve di Uranio verso il 2045; con un aumento esponenziale (nell'ipotesi di + 2% all'anno) la fine arriverebbe verso il 2040 (per prudenza, si è considerata la stima più bassa tra le tre citate sopra).

Riserve%20Uranio.jpg
E dopo? finita la cuccagna dell'Uranio a buon mercato, si dovrebbe ricorrere a fonti non convenzionali, come i fosfati oppure l'acqua di mare. Inutile dire che in  questo caso i costi crescerebbero enormemente. Serve poco ad esempio affermare, come ad esempio fa la Nuclear Energy Association, che le acque di tutti gli oceani contengono 4 miliardi di tonnellate di Uranio, dal momento che poi non ci spiegano come intenderebbero setacciarle ...

E se tutta l'energia elettrica del pianeta dovesse essere prodotta con reattori nucleari? In tale caso il nostro combustibile radioattivo si esaurirebbe in meno di 10 anni!

Tutto questo ci permette di concludere che il nucleare non può essere "la" soluzione per i problemi nergetici del futuro. Si tratta al massimo di "una" soluzione, e tra tutte la più costosa e pericolosa.

4
4 commenti
4
17 Ago 2009
alle 21:42

(NdR)

Sempre io. Solo una precisazione, anche perchè se no non tornano i conti:

- le altre epoche dopo l' Età del Ferro non hanno un nome ufficiale, ma con ragionevolezza si potrebbero definire "Età dell' Acciaio", "Età della Polvere da sparo" e  "Era del Carbone", "del Petrolio" e infine appunto "Era atomica", che anche noi definiamo così attualmente: il presunto accordo unanime che si può prevedere per quanto riguarda queste definizioni è segno che ciò che ha determinato i più importanti progressi nella Storia umana (su cui hanno lavorato le menti) sono stati soprattutto i progressi nell' "arte della Guerra" - e solo in modo secondario e indiretto, perdipiù ad esse sottomesso, tranne forse la Rivoluzione industriale, la locomotiva a vapore, l' automobile e l' esplorazione spaziale (Era spaziale).

Sapevate che il primo motore a scoppio fu brevettato a Idrogeno ? Ma chi ci faceva la guerra con l' Idrogeno

Per motivi che non colgo in un solo lampo, e quindi non so o non ho capito (ma suppongo gli affari, come per l' oro o per i diamanti), sembra che solo le risorse energetiche per le quali valga la pena di combattere - muovere immense macchine da guerra - possano valer la pena di essere inseguite, il che è completamente perverso, ma è la realtà.

Per questo dico che "un pannello solare" (et cetera) non è solo un simbolo del vero progresso tecnologico e del giusto impatto ambientale, nonchè di risparmio, ma il simbolo di un cambiamento filosofico così profondo da richiedere che intere generazioni di tradizioni, industrie e poteri militari semplicemente cessino di esistere: è chiaro che la prima guerra che loro combatteranno volentieri sarà proprio questa !, e non c'è alcunchè di strano nel desiderare la guerra.

 Personalmente, viste le mie stesse considerazioni sul destino dell' uomo e sulla spietatezza della Natura (vedere commento n° 3 in http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2009/08/virus-h1n1-ora-si-contano-solo-i-morti.html ), credo che le uniche battaglie che valga la pena di combattere siano quelle già perse: in fondo IO, come tutti o quasi, per essere qui ho vinto una battaglia contro miliardi di concorrenti, tuttavia sono contemporaneamente destinato a morte certa! Come si fa allora ad essere buoni e fiduciosi sapendo che siamo destinati senza dubbio alla distruzione ?

Risposte a questo tipo di domanda si possono trovare nei "Ricordi" di Marco Aurelio:

- umiltà.

(NdR)


  

3
16 Ago 2009
alle 13:44

(NdR)

Ci troviamo palesemente a dover cambiare il destino di un' era, e perciò del mondo: "*Era Tecnocratica", guerrafondaia, o "*Era Ecosostenibile", dai connotati e conseguenze pacifiste (o meglio... "dalle conseguenze" e basta)

Chiunque studi Antropologia o comunque Storia, capisce subito che non si tratta per niente di una questione da poco o limitata al contesto ambientalista:

Età della Pietra, del Rame, del Bronzo, del Ferro, ... "del Petrolio e dell' Uranio",

a parte quelle della Pietra e del Rame, le più lunghe, le altre durano ciascuna quasi mille anni, ma ognuna è uguale all' altra perchè si è trattato solo di dare il nome "alla tecnologia usata per fabbricare armi più efficienti", come se il senso complessivo del fenomeno umanità che si dedurrebbe da questo non fosse altro che il primitivo:

- il destino dell' uomo è di prevalere l' uno sull' altro.

Capiamo allora a che punto di svolta possiamo trovarci ?:

siamo fin troppo consapevoli, ai limiti del ridicolo fanatismo paranoico, che di bombe atomiche può morire non una città, ma un pianeta intero.

Allora, dopo una sequela interminabile di millenni di guerra, che noi Occidentali crediamo ingenuamente terminata 60 anni fa (ma che perdura tutt' ora in tanti luoghi), possiamo veramente credere di poter invertire il senso della rotazione della Storia a causa di qualche spiaggia incatramata o di qualche tumore, quando il destino del mondo è spesso nelle mani - come sempre dunque è stato - di chi proprio con le armi (e con le tecnologie pericolose) trae il maggior beneficio esistenziale ?

Potrà un pugno di gente di buon senso svegliare dal torpore tutti coloro che credono che le cose cambiano solo quando gli vengono cambiate da altri ?

Che si diventa "ecologici" solo quando finisce il petrolio ?

Per questo il discorso non si può proprio scindere dalla Politica, e bisogna purtroppo farsi gli affari degli altri. Il commento che ho scritto al post su "Nucleare, calcoli aritmetici e pelli d'orso" è segno di una mia tale presa di posizione, coerente con quanto ho detto adesso (e mi auguro che venga pubblicato, sebbene un po' lunghetto).

(NdR)

PS
Fuori argomento, invito a seguire la vicenda delle trivellazioni petrolifere in Abruzzo, tramite il blog: http://dorsogna.blogspot.com/

2
16 Ago 2009
alle 08:56

Marco Pagani

Eh, sì, si possono fare guerre per l'uranio come si son fatte per il petrolio. Invece per fortuna, eolico e solare non necessitano di elementi rari, per cui non ci saranno mai guerre per il silicio, il ferro o il rame.

1
14 Ago 2009
alle 19:19

(Ndr)


Il Darfur è una grande miniera di Uranio e petrolio.

Una fonte a caso: http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=print&sid=1162

(la mia fonte originale era una dichiarazione nel documentario "Ombre africane" - parte 3° - verso la fine, rivedibile al sito Rai http://www.ceraunavolta.rai.it/)

 

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