Ambienti, scienza e varia umanità
La riflessione sullo sviluppo sostenibile (vedi i post Sviluppo sostenibile? /1 e /2) ha portato alla nascita di una nuova disciplina , detta economia ecologica.
L'obiettivo dell'economia ecologica è fondare il pensiero e la pratica economica nella realtà delle leggi fisiche e dei sistemi biologici.
A differenza delle teorie economiche classiche, si afferma che l'economia è un sottoinsieme dell'ecologia, dal momento che l'ecologia studia i flussi di materia ed energia della vita sulla terra, e l'economia umana è chiaramente contenuta in questo sistema (e lo sarà anche in futuro, almeno finchè non si riuscirà ad impiantare colonie umane autosufficienti su altri pianeti).
Secondo l'economia classica, una crescita economica infinita è sia possibile che desiderabile. Questo "dogma" è tuttavia in disaccordo con tutto ciò che le scienze naturali affermano a proposito del nostro pianeta ed ignora totalmente il contributo del capitale naturale nella formazione della ricchezza (regolazioni climatiche, riciclo dell'acqua, assorbimento dei rifiuti, impollinazione, protezione dalle radiazioni UV e dai raggi cosmici).
Tra i fondatori dell'economia ecologica c'è l'economista Hermann Daly che in questo articolo apparso su Scientifc American così presenta il problema:
«L'economia è un sottoinsieme della biosfera che la sostiene. Quando l'espansione dell'economia ha un impatto eccessivo sull'ecosistema, si inizia a sacrificare il capitale naturale (pesci, minerali, combustibili fossili) che è più importante del capitale umano (strade, fabbriche ...).
A questo punto si ha una crescita diseconomica, che produce "mali" più rapidamente che "beni", rendendoci più poveri e non più ricchi. Una volta oltrepassato il punto ottimale, la crescita diviene stupida nel breve termine e insostenibile a lungo termine.»
Concordo totalmente con questa analisi, ma ho solo un dubbio: se l'economia è un sottoinsieme dell'ecologia, perchè non parlare allora di ecologia economica? Serge Latouche direbbe probabilmente che questa è un'ottima idea per raddoppiare il numero di istituti di ricerca e di cattedre universitarie ... :-)
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Vedi anche la serie di post sull'impronta ecologica
Grazie per il commento. A volte mi sembra che gli economisti siano gli ultimi "metafisici". Nonostante la metafisica sia stata messa in soffitta da Kant oltre due secoli fa, ci sono stuoli di specialisti che scambiano i loro modelli matematici per la realtà ed hanno fatto della crescita economica il loro dio terreno, per cui l'uomo è per la crescita e non la crescita per l'uomo.
Non capisco sinceramente come facciano gli economisti a non essere preoccupati per l'esaurimento delle risorse non rinnovabili. Forse credono altrettanto cieacmente nella tecnica, pensando che possa fare miracoli, magari violando le leggi fisiche (con l'aria di deregulation che tira, 'sti vincoli fisici al mercato sono proprio duri da mandar giù ...)
L'altro giorno discutevo con alcuni amici economisti per i quali sembrava assolutamente ovvio, banale, che la "crescita" non puo' essere infinita. Già oltre un secolo fa, economisti di spessore rilevavano come il mercato, se non sa affrontare le esternalità, è destinato all'inefficienza.
L'economia è, per definizione, la scienza che studia la gestione delle risorse "scarse".
Nei fatti pero', l'ambiente viene dimenticato, strangolato delle "esigenze dell'immediato".
Siamo schiavi dei bilanci trimestrale e delle legislature quinquennali, e non siamo minimamente capaci di ragionare e agire in un'ottica di lungo periodo (50, 100, 200 anni).
alle 11:15
RiGiTaN's
perchè in italiano il termine ecologia economica devia il significato del concetto che vuoi proporre. economia ecologica invece indice la scelta in condizioni di scrsità secondo i principi di rispetto e salvaguardia dell'ambiente. definizione perfetta, che spero diventi semplicemente la definizione di economia. come al solito, ottimi post, veramente ;)