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Il grande platano del 1822

Sabato 14 Ottobre 2006, 08:18 in Piccolo atlante di Gaia di

Platano 1 piccolo.jpgQuesta sfera pelosa che assomiglia vagamente ad un riccio di castagno è il fiore femminile di un platano (platanus orientalis). Cliccando sull'immagine è possibile vederla full size (non è male come sfondo desktop).  Nel gergo dei  botanici sono detti capolini globosi e penduli.

 

Il platano è monoico, ovvero la stessa pianta porta sia i fiori maschili che quelli femminili (una forma di ermafroditismo vegetale). La riproduzione è sessuata, e in questo modo si raddoppiano le possibilità di impollinazione e fruttificazione.


Platano frutti.jpgI capolini si trasformano in frutti dal colore bruno e dall'aspetto più "legnoso", detti achenosi. I semi, detti nucule, sono disposti sulla superficie del globo ed hanno un piccolo ciuffo peloso per il "volo a vela".

Tra gli alberi, il platano è sicuramente il più "cittadino" e per questo anche il più conosciuto. Per le dimensioni, il portamento, la facilità di potatura e la resistenza ai parassiti si presta infatti bene ad essere usato come pianta da città. (non amo molto il termine "arredo urbano" applicato agli esseri viventi ...).

La Garde il grande platano small.jpgI frutti rimangono sulla pianta fino all'estate successiva ed i semi vengono liberati solo quando e apparsa la nuova fioritura. Curiosamente il polline e di semi di platano viaggiano nell'aria più o meno nello stesso periodo.

Permettetemi ora di presentarvi il padrone/padrona dei fiori e dei  frutti sopra fotografati. Si tratta di un magnifico esemplare alto oltre venti metri che si trova a La Garde, presso Toulon, in Francia.

E' stato piantato nel 1822. Ha 184 anni. Per la sua specie è ancora abbastanza giovane dal momento che i platani possono vivere fino a 500 anni.

Questo platano ha visto passare quasi tutte le repubbliche francesi e due guerre mondiali. Dal suo punto di vista, tutta la nostra storia e la nostra civiltà tecnologica appaiono come una breve stagione...

Questo platano è nato quando gli uomini portavano la parrucca e ci sopravviverà. Di fronte a questo non dovremmo provare invidia, ma una diversa percezione dei tempi della natura.

 

 

 

 

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