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Ott 06 2

Impronta ecologica /1 Che cos'è?

Pubblicato da Marco Pagani alle 06:30 in Economia e ambiente, Impatto ambientale


Impronta ecologica 1.jpgL' impronta ecologica (ecological footprint) rappresenta un semplice e meraviglioso indicatore di quanto gli esseri umani stanno sfruttando l'ecosistema del nostro pianeta.

L' impronta ecologica non è altro che l' area totale di ecosistemi terrestri ed acquatici necessaria ad una data popolazione umana

  • per produrre le risorse necessarie a mantenere un certo tenore di vita (cibo, vestiti, prodotti, servizi);
  • per assimilare i rifiuti che essa produce, tra cui il CO2 prodotto dalla combustione di benzina gas, ecc.

In pratica si tratta di rispondere alla domanda: quanta parte della superficie del pianeta serve per continuare a vivere come sto vivendo ora?

Confronto tra biocapacità e impronta.jpg

Facendo i conti, si vede che ogni essere umano di questo pianeta ha, in media, un' impronta ecologica di circa 2,2 ettari (ha). Peccato che sul nostro pianeta la biocapacità , cioè la superficie utilizzabile, è di soli 1,8 ha a testa.

In altre parole stiamo vivendo al di sopra dei nostri mezzi.

L'immagine qui a sinistra (cliccare per ringrandire) mostra come la biocapacità stia lentamente diminuendo, a causa dell'incremento demografico. I circa 118 milioni di km² di terre fertili, pascoli, foreste e mari pescosi devono essere suddivisi tra un numero sempre crescente di persone.

Ora, come si diceva prima, siamo intorno a 1,8 ha a testa. Quando la popolazione avrà toccato quota 9 miliardi (il che potrebeb avvenire suppergiù intorno al 2050), la biocapacità scenderà a 1,24 ha a testa.

L'impronta ecologica procapite (linea rossa) è cresciuta fino a superare la biocapacità verso il 1986. Dal 1990 è stabile o in lieve diminuzione, il che significa che al momento sta aumentando allo stesso ritmo della popolazione. Circa metà dell'impronta serve a neutralizzare i gas serra che produciamo.

Quante terre.jpgIl quadro è piuttosto allarmante; poichè non possiamo ovviamente usare più terra di quella effettivamente disponiobile, significa che stiamo intaccando il capitale naturale della terra, in particolare le foreste (che sono tagliate ad un ritmo maggiore della loro crescita) e l'atmosfera (che deve ingurgitare molto più di CO2 di quanto non possa essere smaltito dai vegetali).

Si può anche vedere la cosa in un altro modo, guardando di quante "terre" abbiamo bisogno per i nostri consumi. Come si vede qui a fianco, il nostro pianeta "non ci basta più" ed abbiamo sfondato del 20% il nostro budget naturale disponibile!

L' attuale era industriale è iniziata da circa 250 anni, grosso modo il 5% della durata della nostra storia "scritta" e un decimillesimo della durata del genere homo.

Quanto pensiamo che possa andare avanti con questo folle ritmo di indebitamento?

Il sito Footprint Network, mette a disposizione degli internauti un calcolatore per determinare la propria impronta ecologica; è qualitativo, ma è semplice e veloce e permette a chiunque in pochi minuti di scoprire quanti ettari del pianeta sta utilizzando. Vedrete che ci siamo allargati parecchio, ovvero che siamo mooolto al di sopra della biocapacità. Ma questa è un'altra storia e si dovrà raccontare un'altra volta....

Vedi anche

Impronta ecologica /2 Ricchi e poveri

Impronta ecologica /3 Come fare un passo indietro

Sviluppo sostenibile?

Economia ecologica

Per determinare l'impronta ecologica si considerano i seguenti aspetti:

  1. Terra coltivata (per produrre grano, riso, frutta, verdura, cotone, ...)
  2. Pascoli (allevamento bestiame per carne, latte, lana, ...)
  3. Zone di mare (pesce)
  4. Foreste (legno, carta, ...)
  5. Aree edificate
  6. Superficie vegetale necessaria ad assorbire le emissioni di CO2, ovvero per produrre in modo rinnovabile i combustibili fossili utilizzati.

Sono stati definiti coefficienti di conversione che permettono di valutare l'estensione di terreno necessaria a sostenere ogni tipo di prodotto che consumiamo. Si tiene conto anche della diversa produttività dei terreni nelle varie zone della terra.

Non è un lavoro da poco. In questi anni, il Global Footprint Network ha effettuato un vero e proprio lavoro di contabilità ambientale per poter determinare l'impronta ecologica dei singoli paesi del mondo.

Poichè nel corso degli anni si sono sviluppati metodi leggermenti diversi per determinare l'impronta, è in corso di definizione un metodo standard e univoco per il suo calcolo. Il lavoro è tuttora in corso, ma i risultati dovrebbero essere disponibili prima della fine dell'anno.

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Commenti

1. Giuseppe Boscarino, Mercoledì 7 Maggio 2008 ore 22:50

Complimenti, articolo molto chiaro e ben fatto.

2. Marco Pagani, Giovedì 8 Maggio 2008 ore 09:27

Grazie; mi fa piacere che queste idee inizino a diffondersi e che la decrescita abbia attecchito anche in Sicilia!

Mi permetto di segnalare che ho pubblicato decine di post relativi a decrescita e sostenibilità; tutto il materiale in essi contenuto è liberamente utilizzabile citandone la fonte. Esistono anche post relativi all' inferno della crescita e ai percorsi di decrescita che aiutano a riflettere sulle scelte personali e collettive per salvare il pianeta (oltre alla nostra sanità mentale).

3. Francesca, Sabato 22 Novembre 2008 ore 00:35

Salve!!Qualcuno mi potrebbe dire l'Applicazione e le Potenzialità dell'Impronta Ecologica??vi prego è urgente!spero di ricevere qualche risposta :-)   Francesca

4. marco-pagani, Sabato 22 Novembre 2008 ore 10:08

Come spiegato in questo post e in quelli linkati, l'impronta ecologica serve per avere un'idea dell'impatto ambientale del nostro stile di vita, individui, comunità locali o stati.

La Terra oggi è in grado di fornirci 1,8 ettari a testa.

Se superiamo di molto questo valore il nostro stile di vita è insostenibile e dobbiamo imparare a decrescere.

Semplice, no?

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