Ambienti, scienza e varia umanità
Prosegue in questo post la cronaca del convegno Verso una nuova terra e una nuova bellezza, tenutosi venerdì 20 ottobre, nei pressi dell'abbazia di Vezzolano (AT); durante l'intera giornata economisti, scienziati, saggisti, filosofi e uomini di religione si sono confrontati sulle esigenze di decrescita della nostra economia.
Questo post è dedicato ai limiti ambientali della crescita economica e agli interventi di due esponenti del mondo scientifico. (Vedi anche Perchè la decrescita? /1 Scelte personali / scelte globali).
Il meteorologo e climatologo Luca Mercalli (presidente della Società Meteorologica Italiana) ha sottolineato con particolare enfasi come la modernità nasce con il passaggio dal flusso energetico solare (diretto e indiretto) allo stock di combustibili fossili (carbone e petrolio).
La disponibilità di energia fossile ha permesso di aumentare la produttività agricola (concimi chimici di sintesi, meccanizzazione ), la popolazione è aumentata in modo esponenziale, e parimenti sono aumentati anche i consumi di energia e l 'inquinamento. Mai nella storia dell'umanità, la concentrazione di CO2 ha raggiunto valori elevati come oggi (vedi il post Addizionata di anidride carbonica)
Se oggi circa metà della popolazione mondiale è urbanizzata, ciò è reso possibile dal cordone ombelicale dell'energia fossile facile che fa giungere in città trasporti alimentari anche da molto lontano. La minore disponibilità di petrolio e i relativi aumenti di prezzo (si prevedono 120 $ al barile per il 2008 - 2009) creeranno quindi grandi problemi alla sopravvivenza delle città.
Esiste inoltre il problema dello scarseggiare delle materie prime; nonostante l'enorme crescita della tecnologia e la possibilità di scandagliare tutto il pianeta, l' indice dei prezzi delle risorse naturali è passato da 180 nel 2002 a 360 nel 2006!
Mercalli ha quindi rilevato come il quadro concettuale del rapporto del 1972 I limiti allo sviluppo rimanga tuttora valido. Nell'aggiornamento "I limiti allo sviluppo 30 anni dopo" (disponibile finalmente in questi giorni in edizione italiana!) Dennis Meadows afferma che non è vero che le previsioni del 1972 non si sono avverate, ma stiamo procedendo sulla rotta che ci porta al precipizio.
Le conclusione di Mercalli sono piuttosto preoccupate e venate di pessimismo:
«Sarebbe bello poter uscire da questi problemi con la razionalità, ma temo cha abbia ragione Latouche quando parla del ruolo pedagogico delle catastrofi; speriamo che siano delle catastrofine, che funzionino da shock terapeutico. Per questo un aumento del prezzo del petrolio in questo senso potrebbe essere positivo. Se il rubinetto si chiude, rischiamo la fame e la barbarie.»
Gianni Tamino, biologo e docente all'università di Padova, ha preso le mosse da quella che ha chiamato l' economia della natura, vecchia di tre miliardi di anni, le cui caratteristiche possono così essere sintetizzate:
Secondo Tamino l' economia in senso stretto (nata solo dopo la rivoluzione industriale) non è sostenibile perchè si basa su presupposti sbagliati:
In particolare l'agricoltura oggi non è sostenibile, poichè ogni prodotto dell' agricoltura industrializzata contiene più energia fossile che solare! Per questo motivo, la produzione di biocarburanti non ha alcuna base scientifica (tranne che per le biomasse cresciute spontaneamente), perchè il consumo di energia fossile è maggiore dell'energia ricavata
«E' possibile una via d'uscita? Una transizione non può ignorare le regole dell'economia della natura, perchè l'uomo non è esterno ad essa. Se l'uomo si mette fuori dalla natura non ha possibilità di sopravvivere.
La nostra sfida è rendere la decrescita comprensibile, auspicabile e gradevole per la maggioranza dei cittadini.»
alle 20:09
RiGiTaN's
speriamo di convincere piu' gente possibile ;)