Ambienti, scienza e varia umanità
Oggi si celebra la giornata mondiale dell'alimentazione (World Food Day).
Giusto per ricordarci che una parte non piccola dell'umanità non sa cosa e quanto riuscirà a mangiare oggi.
Giusto per ricordarci che uno stile di vita sostenibile non lo è solo per l'ambiente, ma anche per la società.
Quanto a lungo i poveri dovranno sfamarsi con le briciole che cadono dalla tavola dei ricchi? Ehm, forse è il caso di rileggersi la storia di epulone e di Lazzaro (Lc 16,20)
Le mappe qui sotto mostrano la geografia della fame (fonte FAO). In trent'anni la situazione del mondo è generalmente migliorata, soprattutto per quanto riguarda l'Asia, ma il problema è ancora ben lontano dall'essere risolto.
Ci sono infatti 18 paesi (di cui 15 in Africa) in cui più del 35% delle persone è malnutrita ed altri 33 in cui la sottoalimentazione colpisce dal 15% al 35% della popolazione.
Non dobbiamo confondere la fame con la carestia, che pure colpisce periodicamente le regioni più aride.
La fame non è occasionale, congiunturale, ma è strutturale. significa non mangiare mai abbastanza, non essere mai sazi, non potersi permettere di variare i cibi e di avere un'alimentazione completa.
Si muore di fame perchè si vive meno. In molti paesi africani la durata media della vita è di circa 40 anni, ovvero 40 anni in meno rispetto ai paesi ricchi.
Vogliamo fare qualcosa per restituire agli africani questi anni rubati?
Scriviamo al ministero degli esteri perchè:
alle 01:07
guerrilla radio
ci pregano di diffondere l'appello, vi invitiamo a fare altrettanto:
IL FUTURO DI OGNI GIOVANE PALESTINESE
RAPPRESENTA
IL DOMANI DELLA STESSA LOTTA PALESTINESE.
T.D. è un ragazzo palestinese che, dopo molte difficoltà, è finalmente riuscito a proseguire i propri studi universitari in Italia frequentando un master in State Managment and Humanitarian Affairs all'università di Roma La Sapienza.
Il master ha una durata di 1 anno e mezzo e prevede la partecipazione ad uno stage di circa tre mesi presso ONGs e/o associazioni nazionali e internazionali.
Per i giovani palestinesi è molto difficile avere la possilità di studiare all'estero: gli ostacoli per ottenere i documenti e il visto sono molteplici e i sacrifici economici che le loro famiglie devono affrontare sono enormi, a volte impossibili da sostenere.
T. è stato finora fortunato riuscendo a raccogliere i soldi necessari per gli studi, ma le speranze che ha riposto in questo master rischiano di svanire se non trova una ONG di rilievo presso la quale svolgere uno stage significativo per il suo futuro professionale e che gli permetta di portare avanti, attraverso gli studi ed il lavoro, il suo impegno per la Palestina.
FAO, World Food Programme, UNHCR ... queste sono alcune delle importanti realtà che operano nella cooperazione internazionale e diritti umani.
Chiedo a chiunque di voi avesse un contatto in una di queste organizziazioni (o altre ONG operanti nello stesso campo) di scrivermi: un nominativo, un numero di telefono, un indirizzo email al quale inviare la candidatura di T. o più semplicemente un suggerimento; questo è l'aiuto che chiediamo ora.
Potete contattarmi via email a questo indirizzo: walla.riham@gmail.com
Riham.
http://guerrillaradio.iobloggo.com/
Rispettosamente Vostro,
Vittorio Arrigoni.