Ambienti, scienza e varia umanità
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Tra gli stili di vita che incidono sull'impronta ecologica, l' alimentazione è uno dei più importanti. Questo post e altri tre che seguiranno insistono su un messaggio molto semplice:
BISOGNA MANGIARE MENO CARNE.
[I post sono ordinati secondo un criterio di consapevolezza ecologica crescente]
Perchè mangiare meno carne? Perchè fa male alla nostra salute! Vogliamo innanzitutto preoccuparci del nostro organismo, ovvero del nostro ecosistema interno?
In Italia abbiamo raggiunto in questi anni il consumo record di circa 90 kg di carne a testa all'anno.
Se si escludono dalla media i circa 2,5 milioni di bambini con meno di 5 anni (che non mangiano così tanta carne) e i 6 milioni di vegetariani ed i vegani (non ne mangiano affatto), il consumo degli adulti carnivori si assesta intorno ai 105 kg all'anno a testa. Si tratta di circa 3 etti di carne al giorno tutti i santi giorni!
Il grafico qui sotto (cliccaci sopra per ingrandirlo) riporta l' incidenza (relativa all'anno 1998) del tumore al colon retto (casi per centomila persone; la fonte è il database dell' IARC) in funzione del consumo di carne pro capite (fonte WRI) per i paesi dell'Europa occidentale.
Vi è naturalmente una certa dispersione nei dati, poichè l'insorgenza di patologie tumorali è sempre dovuta ad una concomitanza di più fattori, ma il trend crescente è abbastanza chiaro: si passa dai 39-46 casi su centomila dei finlandesi e svedesi che consumano circa 70 kg all'anno ai 60-65 casi su centomila di austriaci, irlandesi, olandesi e danesi, che ne consumano oltre 110 kg all'anno. Il consumo di 40 kg di carne in più fa aumentare del 50% la probabilità di ammalarsi.
Questi dati sono confermati da una ricerca concotta negli USA su circa 90 mila donne di età compresa tra i 30 e i 60 anni; chi consuma quotidianamente carni rosse ha "una probabilità due volte e mezzo superiore di contrarre il cancro del colon, rispetto a quelle che ne mangiano con parsimonia o la evitano completamente" (citato da J. Rifkin, Ecocidio, Milano, 2001, p 198).
Rifkin aggiunge inoltre che
"Nelle culture carnivore del mondo occidentale, l'incidenza del cancro al colon è dieci volte superiore a quella registrata nelle culture non carnivore asiatiche e del mondo in via di sviluppo.
Vivere al vertice della scala delle proteine si è rivelato piuttosto rischioso."
Altri problemi di salute:
Non prolungo oltre questo elenco perchè non vorrei essere accusato di usare argomenti terroristici a riguardo del consumo di carne :-). Per chi volesse approfondire c'è l'ottimo articolo The Food Revolution di John Robbins , qui disponibile in una sintesi in italiano
Ridurre il consumo di carne non può che farci stare meglio. Sempre Rifkin cita un caso storico molto interessante. I danesi (popolo come si è visto tra i più carnivori del mondo) nel 1917 furono praticamente costretti al vegetarianesimo per i razionamenti di guerra; in quell'anno la mortalità , nonostante le difficoltà della guerra si è ridotta del 34%!!
Vogliamo provare anche noi a fare questo esperimento sociologico- sanitario?
Vedi anche gli altri post della serie:
Alessandra,è normale che tu non possa farne a meno.Proprio l'altro giorno ho sentito per radio un esperto che diceva che la carne porta anche alla dipendenza,quindi se non la si mangia si va in astinenza proprio come con la droga,ovviamente in proprozioni assolutamente ridottissime!
MANGIO CARNE TUTTI I GIORNI,SIA A PRANZO CHE CENA,NN POSSO FARNE A MENO....SE NN MANGIO CARNE MI SENTO MALE E COME UNA DROGA.CERTE VOLTE LITIGO ANCHE CON MIA MADRE PERCHE CERTE VOLTE NN LO CUCINA,CERCHERO DI DIMINUIRE IL CONSUMO,MA NN DI ELIMINARE DEFINITIVAMENTE IL CONSUMO.....
Grazie per il commento. Ti segnalo gli altri post dedicati alla questione della carne, che allargano la problematica a questioni di giustizia, impronta ecologica e diritti degli animali.
La conclusione a cui si dovrebbe arrivare è che se diventare vegetariani è una libera scelta personale, ridurre il consumo di carne da tre etti a un etto al giorno è un imperativo categorico.
Salve a tutti. In riguardo a ciò che è stato citato prima, affermo che tutto in eccesso fa male. Quindi è vero che mangiare troppa carne fa male, ma anche eliminarla del tutto fa male, poichè ciò comporta l'eliminazione di elementi fondamentali che apporta questo alimento , come ad esempio proteine ecc.... Penso che la migliore srategia da attuare è quella "dell'imparzialità", ovvero di mangiare in modo equo e coerente tutti i tipi di cibi a nostra disposizione, senza andare a sprofondare nell'eccesso. Grazie per l'attenzione
Salve a tutti. In riguardo a ciò che è stato citato prima, affermo che tutto in eccesso fa male. Quindi è vero che mangiare troppa carne fa male, ma anche eliminarla del tutto fa male, poichè ciò comporta l'eliminazione di elementi fondamentali che apporta questo alimento , come ad esempio proteine ecc.... Penso che la migliore srategia da attuare è quella "dell'imparzialità", ovvero di mangiare in modo equo e coerente tutti i tipi di cibi a nostra disposizione, senza andare a sprofondare nell'eccesso.
Non credo che si possa essere così pessimisti e dire che "tutto fa male". E' chiaro che non possiamo esattamente sapere cosa c'è in ciò che mangiamo, ma nelle nostre abitudini alimentari possiamo almeno provare a evitare ciò che è risaputo che fa male: grassi saturi, fritti e soprattutto troppa carne. Possiamo provare ad orientarci sul cibo biologico che è comunque meno contaminato; se la domanda del biologico aumenterà a scapito dell'agricoltura industriale sempre più agricoltori passeranno al biologico e la quantità di pesticidi dovrebbe diminuire.
L'argomento "biologico" merita comunque un approfondimento ...
Salve a tutti, secondo me il problema sussiste nella genuinità di tutti i prodotti alimentari, vegetali &animali. Purtroppo oggi non esiste un prodotto acquistabile sul mercato che non sia contaminato, ad es. dai pesticidi per i vegetali e antibiotici o altro per i prodotti animali. Forse i pesticidi faranno meno male degli antibiotici? O le agricolture OGM (che sicuramente ci rifilano fra i vegetali "naturali") fanno male o meno male del mercurio che troviamo nel pesce? Allora io sono arrivato ad una conclusione: visto che tutto fa male, mangio quello che mi piace e mi va, dai broccoletti come contorno ad una fiorentina ad un piatto di pasta con zucchine e gamberetti!!!!!
Grazie per il commento. Come scrivo nel post di oggi (10 novembre) anch' io ho smesso di mangiare carne da circa sei anni e sto cercando di non mangiare più pesce o molluschi. E' vero, fa bene al pianeta e fa bene a ciascuno di noi. Il grande sterminio degli animali non è più compiuto "in nome mio".
Ora mi posso sedere a tavola senza preoccuparmi di "digerire delle agonie" come acutamente diceva Marguerite Yourcenar (Ad occhi aperti p. 237). I nostri antenati avevano forse la necessità di una dieta carnivora. Oggi il nostro progresso ci porta a poterne fare a meno.
Non mangio più carne (né pesce, crostacei, ecc. cioè non mangio più animali). Da 4 anni. Fa bene. Non solo al pianeta, ma anche a me. E viceversa. E' una presa di coscienza individuale. E si può vivere bene lo stesso. Magari meglio. L'aggressività si "stempera". La dieta diventa gioco forza più variata. Si (ri)scoprono alimenti semplici, dimenticati. E' una scelta personale. Non mi sono mai fatto promotore, perché non è questione di propaganda o di mode (che passano, fra l'altro, così come sono venute). E' una mia scelta. Punto. E non mi scandalizzo né "disturbo" i carnivori, anzi: riconosco la bontà e il piacere di una fiorentina con l'osso, di una tagliata di circostanza (per chi è uso a colazioni di lavoro), di un panino con carne cruda e salsa verde alla piemontese. Ma io ne faccio a meno. Non mi concedo nemmeno l'errore dello chef. E' questione di serietà (sua) e di disciplina (mia). E' questione di tolleranza reciproca. E di libertà in termini di scelte di vita, tutte possibili sullo stesso pianeta. La massificazione logora. Diversificare è meglio e apre futuri possibili. Hare Krsna. Marco Mozzoni
alle 06:25
massimo serventi
Mi e' capiatata in mano una brochure di una chiesa induista. Si riporta il miracolo compiuto dal guru fondatore quando fu presente ad un evento di pesca e 'riusci' a provocare la rottura della rete per cui i pesci poterono scappare. Ho fatto il parallelo con l'evento del Vangelo, dove il miracolo fu al contrario.
I fedeli di quella chiesa indu' sono vegetariani, gli animali sono creati da Dio, non si sentono autorizzati ad ucciderli.
Fa pensare. Uccidere animali rientra nella logica dell'uomo che domina la natura.......
Max
Il 'sacerdote'