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Nairobi news /2 Carbonio sepolto e oceani acidi

Venerdì 10 Novembre 2006, 09:22 in Ecosistemi e complessità, Global warming, Il clima che cambia di
[Vedi anche Nairobi news /1]

Impianto Malaysia.jpgFatto N. 1 : Carbonio sepolto

L' agenzia Reuters riferisce che alla conferenza di Nairobi sui cambiamenti del clima si sta discutendo della possibilità di seppellire sottoterra la CO2 prodotta dagli impianti termoelettrici a carbone.

Sono soprattutto le nazioni industrializzate (come la Norvegia, attraverso la compagnia Statoil) che sperano di vendere questa (credo per ora futuribile) tecnologia a Cina e India.

Altri delegati sono invece contrari a questa procedura, dal momento che non sembra esistano certezze sufficienti che i siti geologici prescelti siano a prova di perdita. Cosa fare in caso di terremoto?

Commento N.1

Olter ai rischi sopra indicati, questo progetto mi sembra assai poco sensato, dal momento che

  • per pompare la CO2 sottoterra o sotto i fondali marini occorre altra energia (che consuma ulteriormente le fonti fossili);
  • la CO2 deve essere trasportata nei siti adatti attraverso gasdotti oppure con navi (!)
  • si rischia di creare delle bombe ecologiche a orologeria;
  • il costo è di 30-40$ a tonnellata per la cattura e circa 30 $ a t per il trasporto (vedi questo link )
  • ma soprattutto si insiste sull' idea insensata della crescita ad ogni costo: anche se potessimo davvero "fare sparire" la CO2, che senso avrebbe continuare ad aumentare esponenzialmente i consumi di fonti fossili? Non sarebbe meglio iniziare una transizione verso le fonti rinnovabili, con eventuale riduzione dei consumi energetici?

 

Fatto N. 2: Oceani acidi

Mappa aragonite.jpg"Gli oceani stanno rapidamente cambiando" , afferma il ricercatore tedesco  Stefan Rahmstorf in una intervista al Washington Post, " l' acidificazione degli oceani è una grave minaccia per gli organismi marini."

Insieme ad altri sette colleghi, Rahmstorf ha pubblicato nel marzo 2006 il rapporto The Future Oceans:Warming Up, Rising High, Turning Sour (Gli oceani futuri: più caldi, innalzati ed acidi)

Alcuni fatti a propositi di oceani acidi (pp65 e segg. del rapporto):

  • ogni anno gli oceani assorbono  circa 2 Gt (miliardi di tonnellate) di Carbonio di origine antropica, pari a circa il 30% di tutte le emissioni
  • tra il 1800 e il 1995 gli oceani hanno assorbito circa 120 Gt di Carbonio;
  • nell'oceano il Carbonio è chimicamente attivo e contribuisce ad acidificare l'acqua. Il pH oceanico preindustriale era 8.18 (leggermente basico). Le emissioni antropiche lo hanno ridotto di 0,11. Non è poco, trattandosi di una scala logaritmica: corrisponde ad un aumento di ioni H+ del 30%!
  • Se la CO2 atmosferica raggiungerà nel 2100 le 650 ppm, il pH potrebbe dimiuire di 0,30 (aumento H+ del 77%).
  • la progressiva acidificazione rende sempre più difficile la formazione di gusci e scheletri calcarei negli organismi marini (dal plancton ai coralli), perchè il carbonato di calcio tende a dissolversi in acqua (continua a leggere ...per i dettagli tecnici)
  • queste condizioni critiche per il plancton potrebbero poi propagarsi attraverso tutta la catena alimentare . Il grafico qui a destra è piuttosto agghiacciante: nelle zone rosse non è possibile la calcificazione e in quelle gialle essa è marginale; verso il 2065 tutti gli oceani potrebbero essere in questa condizione!

Commento N.2 

La realtà supera sempre la fantasia: chi avrebbe immaginato che le emissioni di CO2 potessero danneggiare coralli, conchiglie e plancton?

Questo ci ricorda ancora una volta che tutto quanto è interconnesso e le connessioni a  volte sono imprevedibili.

Non si conoscono ancora a fondo tutti i meccanismi che regolano i flussi di Carbonio tra suolo, atmosfera e acque, quindi sarebbe assai meglio essere prudenti, dal moneto che gli oceani non sono mai stati così acidi negli ultimi cento milioni di anni.

Le 2 Gt di Carbonio assorbite dal mare derivano da un flusso entrante di 92 Gt  ed uno uscente di 90 Gt. Sono flussi enormi rispetto al flusso antropico di 6 Gt. Fortunatamente sono quasi bilanciati. Ma cosa accadrebbe se, a causa dei pasticci che facciamo con l'ecosistema, dovessero sbilanciarsi?

 

 

 

carbonato negli oceani.jpg

La reazione di acidificazione è la seguente:

            CO2 + H2O + CO3--   -->2 HCO3-

Per la legge di azine di massa, l'aumento di concentrazione di CO2 sposta l'equilibrio della reazione verso destra, riducendo la concentrazione del reagente ione carbonato (CO3--) ed aumentando quella del prodotto ione bicarbonato (HCO3-).

Se la concentrazione di carbonato in acqua supera le 66 micromoli per kg, la soluzione è sovrassatura; questo fatto è assai importante per gli organismi marini che usano il carbonato di calcio (CaCO3) come elemento costitutivo di conchigli e scheletri. 

Attualmente tale concentrazione varia da 240 ai tropici a 105 negli oceani meridionali. Con il progressivo aumento della CO2, lo ione carbonato potrebbe diventare insaturo già verso la metà del secolo, rendendo così impossibile la formazione di gusci calcarei.

I grafici qui a sinistra, tratti dal rapporto, indicano le previsioni relative alla CO2 atmosferica in base ai vari scenari prospettati dall' IPCC (grafico in alto) e il conseguente abbassamento di carbonato. Le due linee tratteggiate rappresentano le soglie al di sotto delle quali le due forme calcaree aragonite e calcite iniziano a dissolversi in acqua.

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10 Nov 2006
alle 19:59

Stefano Reves

Che dire, orribilante...

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