Ambienti, scienza e varia umanità
Un articolo pubblicato su Science dell'8 dicembre analizza un fenomeno di riscaldamento globale avvenuto circa 50-55 milioni di anni fa, durante l' era Cenozoica (è disponibile l' abstract).
Durante il passaggio tra Paleocene ed Eocene, la temperatura terrestre è aumentata di circa 5° C in meno di 10000 anni: è il cossiddetto PETM: Paleocene-Eocene Thermal Maximum.
In una news release dell' Università di Yale, uno degli autori Mark Pagani (nessuna parentela con il blogger, naturalmente ...) così commenta la ricerca:
«Il PETM è un esempio lampante di riscaldamento globale indotto dalla CO2, in contrasto con i critici che sostengono che la temperatura della Terra è poco sensibile alle variazioni di anidride carbonica. Se il PETM è stato causato dalla combustione di biomasse, allora la sensibilità del clima al biossido di carbonio è più di 2,5 °C per un raddoppio della concentrazione di CO2. Se invece la causa è nel metano rilasciato dal sottosuolo, il clima della Terra è estremamente sensibile all'effetto serra, con un aumento di oltre 5,6 °C per un raddoppio della concentrazione di CO2.»
Dal lontano passato del nostro pianeta giunge quindi una chiara smentita a tutti gli scettici che ritengono che l'aumento della concentrazione atmosferica di CO2 non avrà effetti sul clima. Non dimentichiamo che il livello di biossido di carbonio dovrebbe raddoppiare (rispetto ai livelli preindustriali) verso la metà del secolo.
«Il nostro lavoro lavoro rappresenta un ulteriore incentivo a sviluppare fonti di energia pulita che possano fornire sviluppo senza rischi per il nostro mondo naturale», ha aggiunto Ken Caldeira, un altro degli autori dell'articolo.