Ambienti, scienza e varia umanità
[Ritornano dopo una certa assenza la categoria «i dialoghi». Ne sono assolutamente felice]
Commentando il post Qualità delle vita e PIL, bridge ha scritto:
«purtroppo il pil la fa da padrone perché il nostro sistema economico è strutturato sull'idea che bisogna produrre e consumare sempre più per essere felici. se mancano i consumi manca la produzione. di conseguenza manca lo stipendio. è un circolo vizioso difficile da cambiare. se non conosci il movimento ti consiglio di leggere qualcosa sulla decrescita.»
Risposta di ecoalfabeta
Grazie per il commento. Concordo pienamente con quanto affermi. Il punto è che se Il sole - 24 ore sente il bisogno di usare 36 indicatori per la qualità della vita è semplicemente perchè si rende conto che il PIL da solo non basta. Allora perchè parlare sempre e solo di PIL?
Naturalmente conosco abbastanza bene il movimento per la decrescita. Questo blog ha una categoria speciale dedicata a sostenibilità-decrescita; inoltre ho dedicato vari servizi al convegno sulla decrescita del 20 ottobre scorso.
Sono molto interessato alla decrescita e mi piacerebbe che su questo blog se ne discutesse e si aprisse un dibattito tra i suoi lettori.
Commentando lo stesso post, Attilio ha scritto:
Premetto che sono perfettamente d'accordo sul fatto che la correlazione tra PIL e benessere è debolissima, e dovremmo smettere di ragionare in termini di "se quest'anno cresce il PIL allora staremo meglio".
Vorrei far notare il fatto che anche la scelta degli indicatori - compiuta da un giornale di Economia e finanza - è comunque frutto di una valutazione soggettiva, che privilegia il lato lavorativo/industriale tipico di una certa cultura, e magari trascura altri aspetti che, secondo *altre* valutazioni soggettive, potrebbero essere i veri indicatori della qualità della vita:
- inquinamento e condizioni climatiche. Giorni di sole/pioggia all'anno, odore nell'aria.. potrà sembrare una cavolata, ma basta l'esperienza dell'individuo a comprendere quanto pesi sull'umore. date un'occhiata alle statistiche sui suicidi per paese... le raccoglie l'UNDP
- qualità del cibo. Anche qui i professoroni di statistica sociale potranno storcere il naso... ma da buon intenditor poche parole!
- disparità di reddito tra la popolazione, quindi rapporto tra livello medio dei prezzi e salario medio. Vedi prezzi medi a Venezia..
- qualità dei servizi scolastici e medici. Autoesplicativo
- corruzione politica. Difficile da misurare, ma caspita se incide sulla qualità della vita!!
- legami familiari e sociali. Anche qui l'indicatore non è "ortodosso", ma l'impatto dell'abbraccio di una rete di amici è senza dubbio determinante nel determinare lo "star bene" e lo "star male", che sono poi credo sinonimi di "qualità della vita"
E poi, si possono trovare indicatori universali per ogni persona e carattere ed indole? Amartia Sen pretende di far girare tutto attorno a libertà, istruzione e durata della vita... ma saranno uguali gli indicatori per un ragazzetto discotecaro e per un attivista politico? per un giovane invasato in carriera e per una signora sulla settantina? ovviamente no.
Magari anche loro in questo momento si staranno chiedendo perchè il sole 24 ore non ha messo tra gli indicatori, rispettivamente, percentuale di minigonne sul totale, tasso di boicottaggi ogni mille abitanti, numero di nuove aziende per provincia, numero di nipotini medio pro capite.. ;)
Grazie per l'ottimo commento!
Sono pienamente d'accordo sul fatto che gli indicatori de Il sole -24 ore sono soggettivi ed in parte anche discutibili; resta però il fatto che un pool di 36 indicatori è comunque meglio di uno solo! Riesce cioè a fotografare meglio la multidimensionalità della vita, rispetto allo stupido conteggio di quanti soldi si hanno in tasca.
Entrando nello specifico,
Insomma, in generale c'è più attenzione per le imprese che per i lavoratori, ma è abbastanza normale, tenuto conto di chi ha fatto il lavoro!
Gli indicatori sono poi ovviamente calibrati sul ricco occidente, perché non considerano nemmeno problemi quali l'accesso all'acqua, all'istruzione alle cure mediche.
Una semplice proposta: perché non proviamo a costruire un gruppo di indicatori di ispirazione laburista, ambientalista, altermondialista ecc? Usare un indicatore significa anche dare importanza a ciò che indica. Sarebbe un buon esercizio.
E' chiaro che il dibattito non finisce qui, ma è appena iniziato ...
ISOLA DELLE FEMMINE PULITA NELLA LEGALITA’
ISOLA DELLE FEMMINE PULITA NELLA LEGALITA’
DEMOLIRE E CONFISCARE LA LEGGE C’E’
Spronare gli amministratori a rimboccarsi le maniche, agire da buoni padri di famiglia e rammentare il programma elettorale, senza piangersi addosso, per le manovre che il governo e la regione mette in atto per ridurre sempre più le uscite e diminuendo nel contempo i trasferimenti.
Vogliamo parlare dell’abuso edilizio cronico, elevato a sistema?
Quante costruzioni illecite sono state registrate e che dimostrano l’inerzia dell’amministrazione ingenerando così un legittimo affidamento sulla liceità dell’operato di cittadini disonesti.
La legge sui suoli stabilisce che, per ottenere il diritto di edificare, modificare, demolire un immobile, il cittadino ha l’obbligo di chiedere all’au-torità comunale la licenza edilizia, versare un contributo per le spese di urbanizzazione e una quota calcolata sui costi di costruzione dell’opera. Senza la licenza edilizia, il Sindaco, con ordinanza, ingiunge la demolizione della co-struzione, confisca l’area occupata e la acquisisce al patrimonio del Comune.
Considerato che la legge c’è, attribuisce ai Comuni le competenze nel campo dell’edilizia e offre gli strumenti atti a reprimere gli abusi, non si direbbe che nei comportamenti omissivi degli am-ministratori sia configurabile il reato di omissione di atti d’ufficio, che consiste nella violazione dell’obbligo giuridico di compiere un certo atto imposto dalla legge?
Sulla casa gravano tante imposte inoltre la pressione fiscale è enormemente aumentata negli ultimi anni.
Perché dunque il cittadino onesto deve assistere e tollerare il fenomeno generalizzato dell’abuso edilizio causato da inerti e colpevoli pubbliche istituzioni?
Pino Ciampolillo
Comitato Cittadino Isola Pulita
www.isolapulita.it
LE ADESIONI ALL'INIZIATIVA PER DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
SALE LA PROTESTA PER DELOCALIZZARE LA ITALCEMENTI DI ISOLA DELLE FEMMINE
Italcementi di Isola delle Femmine , torre di 100 metri
Il Comune di Isola: va spostata
Nuovo impianto e polemiche. “Serve ad abbattere le emissioni”
Sindaco e associazioni: “Lontano Dal paese”.
Azienda possibilista
ISOLA DELLE FEMMINE, (ima] La nuova torre di cento metri d’altezza che Italcementi vuole costruire nello stabili
mento di Isola sta provocando allarme.
Associazioni e Comune marcano da vicino la società bergamasca, che ha sedi in tutt’Italia, per chiedere la delocalizzazione del nuovo forno e quindi della torre.
Uno spostamento di poche centinaia di metri dal centro abitato, ai piedi della montagna nei cui pressi c’è una cava.
Una proposta che, se accolta dall’azienda, renderebbe la stessa collettività meno ostile all’ammodernamento del ciclo di produzione. La prima sede ufficiale per presentare questa proposta è stata la prima riunione della conferenza dei servizi convocata dall’assessorato al Territorio per rilasciare l’Autorizzazione integrala ambientale (AÌa).
Un via libera per consentire all’industria di realizzare il nuovo impianto, come già fatto a Calusco d’Adda. «Noi non siamo contro la torre che come ci assicurano! tecnici dell’Italcementi abbatterebbe di molto le emissioni in aria.
Il nuovo forno consente infatti un consumo più basso di energia termica e quindi l’impiego di una minore quantità di combustibili - dice il sindaco Caspare Portobello -.
Quello che emerge dagli incontri con cittadini e associazioni è che si è tutti contro il luogo scelto nel progetto per realizzare la torre, alta cento metri con una base di 40 per 40.
Avete idea di cosa significa una simile struttura a due passi da alberghi e non distante dal mare?”.
Sulla stessa linea rappresentanti di associazioni come Isola Pulita e Mare Pulito.
«Non siamo contro il nuovo impianto se ciò significa un abbattimento delle emissioni- afferma Mario Ajello-.
Ciò che decidiamo è la delocalizazione della torre. Dal momento che si parla di un investimento di 100 milioni di euro mi sembra che si possa trovare una soluzione per assicurare una convivenza serena tra noi e Italcementi».
Per Giuseppe Ciampolillo di Isola Pulita è necessario saperne di più prima di qualsiasi via libera. Non solo, ma la condizione essenziale è la delocalizzazione dell’ impianto.
Per questo Isola Pulita si è fatta promotrice di un’interrogazione presentata dal senatore Tommaso Sodano.
L’azienda si mostra dal canto suo possibilista. «Siamo agli inizi del nostro iter che abbiamo avviato proprio in questi giorni.
Il progetto di ammodernamento dell’impianto ha un’importante valenza ambientale - dicono dall’azienda -. Il confronto con il territorio è continuo e avremo modo di affrontare tutti i suggerimenti che ci saranno sottoposti per una corretta vantazione, ambientale, tecnica ed economica».
IGNAZIO MARCHESE
Giornale di Sicilia 6.2.07
Comitato Cittadino Isola Pulita
Labels: COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DELOCALIZZAZIONE
Associazione Medici per l'Ambiente
ISDE Italia
Risoluzione ISDE Italia sull'incenerimento dei rifiuti
http://www.isde.it/risoluzione_isde_rifiuti.htm
Associazione Medici per l'Ambiente
ISDE Italia (www.isde.it)
affiliato a International Society of Doctors for the Environment
INCENERIMENTO DEI RIFIUTI
L’Associazione dei Medici Per l'Ambiente (ISDE Italia) è fortemente preoccupata in merito all’ incremento dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani (RSU) tramite incenerimento, che si sta proponendo nel nostro paese, sia con la costruzione di nuovi impianti, sia con l’ ampliamento di quelli esistenti.
Lo smaltimento dei rifiuti esige, innanzi tutto, una seria politica delle “R” come
Razionalizzazione,
Riduzione della produzione,
Raccolta differenziata,
Riciclaggio,
Riuso,
Riparazione,
Recupero.
Solo dopo aver attuato tutti i punti precedenti, si potrà eventualmente valutare correttamente la migliore tecnica impiantistica per lo smaltimento della frazione residua scelta tra i sistemi che garantiscono meglio salute umana ed ambiente (pensare al trattamento con recupero energetico dell’'esigua frazione residua). Solo con questa politica, oltre a ridurre i costi economici, si possono ottenere impatti ambientali e sanitari inferiori a quelli prodotti dagli inceneritori e dalle discariche.
L' incenerimento degli RSU è, fra tutte le tecnologie, la meno rispettosa dell' ambiente e della salute. E’ inevitabile la produzione di ceneri (che rappresentano circa 1/3 in peso dei rifiuti in ingresso e devono essere smaltite in discariche speciali) e l'immissione sistematica e continua nell’atmosfera per ogni inceneritore (di milioni di metri cubi al giorno) di fumi inquinanti contenenti polveri grossolane (PM10) e fini (PM2.5 , ovvero con diametri inferiori a 2.5 micron) costituite da nanoparticelle di sostanze chimiche (metalli pesanti, idrocarburi policiclici, policlorobifenili, benzene, diossine e furani, ecc.) estremamente pericolose, perché persistenti ed accumulabili negli organismi viventi.
Senza contare del contributo all’effetto serra.
La combustione trasforma infatti anche i rifiuti relativamente innocui quali imballaggi e scarti di cibo in composti tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, polveri fini, ceneri volatili e ceneri residue che richiedono costosi sistemi per la neutralizzazione e lo stoccaggio.
Per noi, Medici per l’Ambiente, è prioritario pensare agli effetti sugli esseri umani più fragili, perché già malati, o più suscettibili come bambini, donne in gravidanza, anziani. Il rischio non è solo riferibile ad una maggiore incidenza di tumori (già segnalata), ma anche ad altre problematiche quali: incremento dei ricoveri e della mortalità per cause respiratorie e cardiocircolatorie, alterazioni endocrine, immunitarie e neurologiche.
Si ribadisce che in problematiche così importanti e complesse devono sempre essere privilegiate le scelte che si ispirano al principio di “precauzione”, alla tutela e salvaguardia dell'ambiente, consci che la nostra salute e quella delle future generazioni è ad esso indissolubilmente legata (come le drammatiche esperienze su amianto, benzene, piombo e polveri fini dovrebbero averci insegnato).
L’Associazione Medici per l’Ambiente chiede che:
Venga istituita immediatamente una moratoria sui progetti di termodistruzione (o termovalorizzazione) in corso;
Venga incentivata economicamente la politica delle “R”;
A cura delle Autorità competenti, vi sia una efficiente ed efficace azione di verifica e controllo, in continuo, dei possibili inquinanti (al camino, aria, terra e falde acquifere) per gli impianti già in funzione e che questi controlli siano simultaneamente affiancate da rigorosi monitoraggi sanitari delle popolazioni già potenzialmente esposte;
Siano istituzionalizzati i Garanti delle popolazioni che dovranno conoscere in tempo reale i risultati delle campagne ambientali, sanitarie e l’andamento delle misurazioni di tutte le possibili emissioni causate dal sistema di smaltimento operante, al fine di proporre tempestive soluzioni.
TUTTI GLI ESSERI UMANI SONO RESPONSABILI DELL’
AMBIENTE, I MEDICI LO SONO DUE VOLTE!
Membri del Gruppo di lavoro ISDE Italia sui rifiuti
Balestreri Federico (Cremona); Bragheri Romano (Pavia); Cristofolini Antonio (Trento); Diaferia Giorgio (Torino); Fabbri Fabrizio (Roma); Galli Simone (Firenze); Garetti Gianluca (Firenze); Gennaro Valerio (Genova); Gentilini Patrizia (Forlì); Guerra Manrico (Parma ); Laghi Ferdinando (Cosenza); Mocci Mauro (Civitavecchia); Rivezzi Gaetano (Caserta); Romizi Roberto (Arezzo); Tomatis Lorenzo (Trieste)
DANNI ALLA SALUTE
Le sostanze tossiche emesse da un inceneritore determinano:
· aumento del 31,4% del sarcoma dei tessuti molli nel raggio di 2 Km dall’inceneritore (studio Comba Istituto Nazionale della Salute, Italia).
· aumento del 37% del cancro al fegato e fino al 5% del cancro al colonretto nel raggio di oltre 1Km dall’inceneritore (studio Elliot P.
London School of Higiene and Tropical Medicine , 2000 U.K ).
· aumento del doppio del cancro infantile nel raggio di 5Km (studio Knox Int.Epidemeology, 2000, U.K).
· Il cancro alla mammella aumenta nelle donne che vivono in prossimità dell’inceneritore (Saintot, Eur J Cancer Prev 2004).
· Esiste inoltre una relazione diretta tra le emissioni dell’inceneritore e la comparsa di mutazioni e malformazioni (studio Ferriera e al. ,Università di Saò Paolo, 2000).
· “Gli inceneritori di immondizia sono i maggiori responsabili dell’emissione di diossina” (O.M.S. Giugno 1999).
· Lo IARC, agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ha riconosciuto la diossina 2,3,7,8 TCDD come una sostanza cancerogena per l'uomo. Le altre diossine inducono effetti diversi sull'uomo a seconda del livello di
concentrazione e dell'esposizione a breve o a lungo termine a cui è sottoposto l'organismo.
· Biomarcatori di una esposizione tossica - tioeteri– sono stati trovati elevati nelle urine di bambini residenti vicino inceneritori di recente costruzione; Ardevol et al. (1999).
· I livelli di diossine nel sangue sono aumentati del 10-25% nei primi due anni di attività di un nuovo inceneritore; Gonzalez et al. (2000).
· I livelli ematici di PCB nei bambini residenti vicino un impianto tedesco per rifiuti pericolosi sono stati trovati elevati; Holdke et al. (1998).
· Il livello di mercurio nei capelli di abitanti vicino ad inceneritori è aumentato del 44-56% in dieci anni; Kurttio et al. (1998).
· Elevati livelli ematici di diossine sono stati trovati in communità vicino ad impianti in tre studi, rispetto a cinque studi condotti; Miyata (1998);
Deml et al. (1996); Van den Hazel and Frankort (1996); Startin et al. (1994).
· Il CNIID, Centro nazionale indipendente di informazione sui rifiuti, rivela l'esistenza di uno studio epidemiologico ufficiale che dimostra come gli inceneritori di rifiuti urbani provochino la nascita di bambini malformati.
Gli autori dello studio, "Risques de malformations congénitales autour des incinérateurs d'ordures ménagères, Inserm, Institut européen des génomutations, Afssaps," realizzato nella regione Rhone Alpes (che ha come centri principali Lione, Nimes e Montepellier) e non ancora
pubblicato, concludono che "globalmente rischi significativi per le popolazioni sono osservati per due tipi di malformazioni:
le anomalie cromosomiche e le altre malformazioni maggiori".
Inoltre essi hanno constatato "un rischio significativo per le fessure orali, le displasie renali, i megacolon e le anomalie urinarie". Nel periodo considerato dallo studio gli inceneritori hanno quindi provocato la nascita di un gran numero di bambini malformati.
Questa una sintesi dei risultati dello studio rispetto alle malformazioni rilevate nei bambini della regione Rhone Alpe:
- anomalie cromosomiche + 20% rispetto alla media nazionale
- malformazioni della bocca + 29%
- malformazione dell'intestino + 44%
- malformazioni dei reni + 51%
Parigi, 21 gennaio 2003
GLI INCENERITORI PROVOCANO LA NASCITA DI BAMBINI MALFORMATI
http://www.inceneritori.org/malform.htm
Parigi, 21 gennaio 2003:
il CNIID, Centro nazionale indipendente di informazione sui rifiuti, rivela l'esistenza di uno studio epidemiologico ufficiale che dimostra come gli inceneritori di rifiuti urbani provochino la nascita di bambini malformati.
Gli autori dello studio, "Risques de malformations congénitales autour des incinérateurs d'ordures ménagères, Inserm, Institut européen des génomutations, Afssaps," realizzato nella regione Rhone Alpes (che ha come centri perincipali Lione, Nimes e Montepellier) e non ancora pubblicato, concludono che "globalmente rischi significativi per le popolazioni sono osservati per due tipi di malformazioni: leanomalie cromosomiche e le altre malformazioni maggiori". Inoltre essi hanno constatato "un rischio significativo per le fessure orali, le displasie renali, i megacolon e le anomalie urinarie". Nel periodo considerato dallo studio gli inceneritori hanno quindi provocato la nascita di un gran numero di bambini malformati.
Questa una sintesi dei risultati dello studio rispetto alle malformazioni rilevate nei bambini della regione Rhone Alpe:
- anomalie cromosomiche + 20% rispetto alla media nazionale
- malformazioni della bocca + 29%
- malformazione dell'intestino + 44%
- malformazioni dei reni + 51%
Secondo il direttore del CNIID gli inceneritori saranno "l'amianto del XXI secolo" anche perchè lo studio conferma altre prove scientifiche che hanno posto sotto accusa gli inceneritori di rifiuti come quelle riportate dall'"American Journal of Epidemiology" del 26 giugno 2000 sull'aumento dei tumori rilevati nei tre cantoni di Doubs, vicini all'inceneritore di Besancon (Franca Contea, regione ai confini con la Svizzera).
Tratto da un comunicato stampa del CNIID, 21-23 gennaio 2003
Labels: COMITATI CITTADINI SICILIANI PER LA PREVENZIONE E LA SALUTE
GIORNO 18 GENNAIO CONSIGLIO COMUNALE ITALCEMENTI
Il Comitato Cittadino Isola Pulita esprime la propria solidarietà al dr. Genchi Gioacchino, dirigente del servizio Tutela dall’inquinamento atmosferico delle emissioni, che è stato destinato "IMPROVVISAMENTE" ad altro incarico.
Il dr. Genchi già in passato è stato fatto oggetto di siffatti provvedimenti. La ragione è forse da ricercare nella professionalità e senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto il Dirigente nella richiesta dell’applicazione delle regole e del rispetto delle leggi.
In particolare i Cittadini di Isola riconoscono l’operato del dr. Genchi nella vicenda legata all’uso della sostanza tossica Pet-coke da parte della Italcementi.
La solidarietà nei confronti del dr. Genchi i cittadini di Isola delle Femmine la esprimono contrastando lo sciagurato progetto che la Italcementi intende perseguire nel nostro paese volto a realizzare il nuovo progetto della costruzione di una nuova torre alta circa 100 metri.
Già in passato il Comitato Cittadino Isola Pulita aveva fatto presente che prima di parlare di nuovi progetti, intendiamo: indagare, sapere, conoscere capire i danni ambientali che la Italcementi nell’esercizio della sua attività produttiva può aver arrecato al territorio alle acque e alle persone di Isola.
Quindi ancora una volta Il Comitato Cittadino Isola Pulita propone l’istituzione di una tavolo di concertazione aperto alle Organizzazioni Sindacali, ambientaliste, alle maestranze della Italcementi, A.S.I. Sindaci dell’Unione dei Comuni, Italcementi con il compito di discutere confrontarsi e avanzare proposte sulle tematiche del lavoro, della salute dell’ambiente e del futuro turistico di Isola delle Femmine.
Inoltre il Comitato Cittadino Isola Pulita rilancia la proposta di istituire una commissione medica con il compito di monitorare e verificare le eventuali connessioni tra ciò che hanno evidenziato i rapporti ARPA e le patologie più diffuse sul territorio con particolare riferimento a quelle neoplastiche e tiroidee nel territorio di Isola delle Femmine.
Invitiamo i componenti TUTTI del Consiglio Comunale che il giorno 18 gennaio terrà la sua seduta proprio sul tema della proposta Italcementi, ad assumersi la RESPONSABILITA’ dando UNA RISPOSTA che salvaguardi i cittadini di Isola in tema di salute e che non spenga le ormai sopite speranze di un futuro economico, Turistico e sociale dei Cittadini di Isola delle Femmine.
IL CONSIGLIO COMUNALE SAPPIA VALUTARE CHE L'ATTUALE POSIZIONE FISICA DELLA ITALCEMENTI POSIZIONATA DIRETTAMENTE NEL CENTRO ABITATO DEL PAESE, FORSE VA RIVISTO A SALVAGUARDIA DELLA SICUREZZA DEI CITTADINI.
DELOCALIZZARE TUTTI I SITI INDUSTRIALI E ARTIGIANALI SITUATI NELLE ZONE ABITATE E CHE A CAUSA DELLA LORO ATTIVITA' LAVORATIVA ARRECANO DANNO ALL'AMBIENTE E ALLA SALUTE UMANA (art.216 testo unico delle leggi sanitarie e allegato D.M. 5 settembre 1994 di cui all'art. 216)
Comitato Cittadino Isola Pulita
del Coordinamento Comitati Cittadini Regione Sicilia
www.isolapulita.it
Labels: AMBIENTE ITALCEMENTI ISTITUZIONI
Comitato Isola delle Femmine Appello ai lavoratori Italcementi
LETTERA APERTA AI LAVORATORI DELLA Italcementi e alla Cittadinanza di Isola delle Femmine
Il giorno 25 del mese di luglio dello scorso anno, l’Assessorato Territorio ed Ambiente 3° Settore della Regione Sicilia con nota protocollo n° 48283, ha emesso provvedimento di diffida nei confronti della Italcementi S.p.a. di Isola delle Femmine.
La diffida atto dovuto segue l’ottimo lavoro svolto dall’A.R.P.A. dipartimento di Palermo che è consistito in: sopralluoghi, sui siti della Italcementi (stabilimento e cava in località Raffo Rosso), ispezioni, incontri, indagini e rilievi di varia natura.
L’atto di diffida contesta alla Italcementi:
° La ditta Italcementi usa il Petcoke fin dal 1987, cosa che l’Azienda non ha mai comunicato;
° Al porto di Palermo trimestralmente la Amber K trasporta il Petcoke per la ditta Italcementi;
° La Italcementi preleva il Petcoke dalla stiva della Amber K per trasportarlo alla Cava di Raffo Rosso per lo stoccaggio;
° Il petcoke viene prelevato dalla cava di Raffo Rosso per trasportarlo nel Capannone per usarlo come combustibile;
° Il D.A.P. il 13.1.2006 ha prelevato un campione di petcoke dalla stiva della nave Amber K:
dalle cui analisi, risulta che il petcoke contiene: Idrocarburi Policiclici Aromatici, Vanadio e Nichel
° La relazione Tecnica del 23.5.06, nelle osservazioni si verbalizza: “……..si evince dalla tabella che la quantità totale degli inquinanti emessi in atmosfera, in considerazione delle portate e del numero dei camini di emissione, risulta notevolmente elevata. Ancora più elevata risulterebbe la sommatoria delle concentrazioni totali degli inquinanti sommando i valori coincidenti con i valori limite prescritti. Inoltre risulta necessario tenere conto delle emissioni diffuse generate dalla movimentazione dei materiali polverulenti all’interno del capannone ed emesse all’esterno attraverso la parte superiore del lato ovest dello stesso priva di chiusura.
In prossimità di tale punto (camminamento capannone lato Capaci) e sulla terrazza esterna (lato Palermo), il Dipartimento ARPA ha effettuato alcuni campionamenti di polveri totali.
°Il sopralluogo effettuato in località Raffo Rosso ha evidenziato : “…L’area esterna confinante con l’area di stoccaggio non è stata impermeabilizzata in alcun modo e presenta un terreno di tipo calcareo……Complessivamente l’area non impermeabilizzata presenta alcune pozze d’acqua e varie quantità di pet-coke sparse sul terreno…. Nella zona limitrofa alla vasca di raccolta acque si è osservato invece uno straripamento dell’acqua stessa sull’area circostante non impermeabilizzata. In particolare questa zona presenta evidenti segni di contaminazione quali il colore del terreno molto scuro in maniera compatta ed estesa in tutto lo strato superficiale, oltre a diversi pezzi di pet-coke.
Si precisa che il pet-coke dalla scheda di sicurezza, acquisita nell’ambito di un servizio presso l’Autorità Portuale di Palermo durante le attività di scarico del pet-coke stesso, contiene una percentuale di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) inferiore al 15%, una percentuale di vanadio e nichel rispettivamente inferiore al 0,3%. La sostanza è inoltre classificata come pericolosa (Xn) e categoria cancerogena 3.
Il quadro che n’emerge è alquanto allarmante e dannoso per la salute dei lavoratori e dell’intera cittadinanza. Oltre a vanificare le speranze di uno sviluppo economico turistico della nostra Comunità. L’azione messa in atto dalla Italcementi nel rasentare il limite della legalità invalida un principio fondamentale della nostra Costituzione art. 32 “la difesa della Salute”.
Per tutti i motivi di cui sopra, il Comitato Cittadino Isola Pulita
Sollecita:
-le Autorità competenti di attivare tutte le procedure e i provvedimenti atti a salvaguardare la salute dei lavoratori e dell’intera cittadinanza;
-all’Autorità Giudiziaria già investita con nota prot. 9945432 del 30.1.2006 (d.ssa Contraffatto) si richiede di accertare eventuali atti di infrazione e di non rispetto delle leggi in materia di Ambiente e di Sanità;
Si propone:
-di monitorare e verificare, con un apposito gruppo di lavoro, le eventuali connessioni tra ciò che si evidenzia dai rapporti ARPA e le patologie più diffuse sul territorio con particolare riferimento a quelle neoplastiche e tiroidee nel territorio di Isola delle Femmine.
Invita:
-Le Organizzazioni Sindacali, ambientaliste, maestranze della IItalcementi, A.S.I. Sindaci dell’Unione dei Comuni, Italcementi a costituire un tavolo di concertazione, discussione, confronto e dialogo sulle tematiche del lavoro, della salute dell’ambiente e del futuro turistico di Isola delle Femmine.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita ha informato della situazione di cui sopra gli Organi Parlamentari, da cui è scaturita una interrogazione il cui primo firmatario è il Presidente della Commissione Ambiente del Senato Sen. Tommaso Sodano.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita
www.isolapulita.forumfree.net
Denuncia al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica
Denuncia al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica
Denuncia al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica
Denuncia al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica
Denuncia al Ministero della Salute e alla Procura della Repubblica
Dal Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Siciliani parte una denuncia al ministero della salute e alla procura della repubblica a difesa della salute dei cittadini e contro le manovre che vogliono favorire le autorizzazzioni in modo non trasparente
Al Ministero della Sanità
Alla Procura della Repubblica di Siracusa
Agli Organi di Stampa
Ai Comitati Cittadini Siciliani
Come tutti i Comitati Cittadini Siciliani avevano ampiamente previsto, avvicinandosi la scadenza della "moratoria" (in effetti mai iniziata) sui lavori degli inceneritori, per cui si sarebbe dovuto procedere a Palermo o Roma con l’AIA, il Governatore Totò Cuffaro ha presentato il conto.
Apprendiamo da fonte certa che il Direttore del Dipartimento Territorio e Ambiente ha comunicato al Dott. Gioacchino Genchi, responsabile del Servizio 3 Tutela dall’Inquinamento Atmosferico delle Emissioni, che dovrà a breve spostarsi ad altro incarico solo per alcuni mesi, spostamento peraltro non giustificato da alcuna motivazione.
Questo conferma che lo scopo è quello di avere campo libero per il tempo necessario a fare ogni tipo di operazione, alias autorizzazione.
Questo scaturisce dalle altissime pressioni determinate dal fatto che i funzionari di detto Ufficio, ligi alle normative oltre che al buon senso, hanno toccato degli evidenti interessi che vanno a intaccare alcuni "santuari" finora inviolati e pertanto il Governatore Cuffaro & C. hanno ritenuto necessario disarticolare la struttura eliminandone temporaneamente il responsabile.
Basta pensare che oltre ai 4 inceneritori, che già sarebbero stati motivi più che sufficienti, l’Ufficio era intervenuto sulla Italcementi, cementificio di Isola delle Femmine (divieto d’uso del pet-coke ricchissimo di metalli pesanti e di IPA emessi come pericolosissimo nanoparticolato, responsabile in specie di tumori all’apparato respiratorio), sulle Autorità portuali (necessità delle autorizzazioni, mai previste prima, per la movimentazione nei porti del materiale polverulento, tipo pet-coke, cemento, ecc.), sulla piattaforma polifunzionale Oikothen di Augusta destinata a bruciare rifiuti industriali (divieto temporaneo dell’inceneritore e concessione solo di trattamenti meccanico-biologici), sulla DB Group di Adrano (divieto di smaltimento mascherato di rifiuti, ossia incenerendoli dopo averli impastati con argilla per farne mattoni e tegole), Bonifica S.p.A. con sede a Palermo e stabilimento nel porticciolo dell’Acqua Santa di Palermo, in atto sotto sequestro per violazione dell’autorizzazione al trattamento di rifiuti industriali e morchie di petroliere, e poi ancora le Distillerie Bertolino e Trapas, ecc.Nell’immediato l’Ufficio si accingeva ad intervenire sui petrolchimici (la truffa legalizzata della bolla di emissioni atmosferiche di raffineria, lo smaltimento mascherato di rifiuti tramite le torce, la mancanza di sistemi di recupero vapori nelle operazioni di carico e scarico delle navi), sulle centrali termoelettriche (riduzione dei limiti delle concentrazioni emissive) e sulla miriade di mini inceneritori che si vorrebbero costruire riconvertendo gli impianti di compostaggio in impianti di combustione di "biomasse" per sfruttare i vantaggi economici dei Cip6 (certificati verdi).
Al Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini sembra necessario, a questo punto, attivare ogni tipo di sbarramento contro questa pericolosa manovra, cominciando a darne la più ampia divulgazione. Pertanto questo Coordinamento comunica sin d’ora che, considerato che questa operazione di smantellamento dell’Ufficio equivarrà a consentire la realizzazione di impianti sicuramente nocivi e dannosi per la Salute dei Siciliani e dell’Ambiente, presenterà un esposto per danno temuto presso le varie Procure della Repubblica competenti ed uno alla Corte dei Conti per le erogazioni indiscriminate dei Cip6 impropriamente destinati ad impianti nocivi piuttosto che alla produzione di energie alternative pulite.
Con la presente il Coordinamento sollecita ulteriormente il Ministero della Sanità, nella persona del Ministro Livia Turco e nella persona del Dott. Donato Greco a voler prendere in seria considerazione la tematica relativa ai danni procurati dalle emissioni dei nano-inquinanti da parte delle suddette industrie, danni ormai scientificamente confermati dalla letteratura internazionale che purtroppo ancora oggi il Ministero si ostina a disconoscere.
Dobbiamo forse aspettare i 25 anni che furono necessari a che fosse riconosciuto il danno da amiantooppure vogliamo intervenire subito? E’ solo con la prevenzione che si diminuiscono i costi sanitari!
Augusta 5 gennaio 2006.
Dal Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Siciliani,
il Presidente Luigi Solarino ed il Consigliere Giacinto Franco.
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=1437
Comitato Cittadino Isola Pulita di Isola delle Femmine PA
Labels: AMBIENTE SALUTE E ISTITUZIONI
www.isolapulita.it
Il Comitato Cittadino Isola Pulita :
Lettera aperta al Signor Sindaco Portobello
C’E’ CHI DICE NO!
Signor Sindaco Portobello, Lei nel marzo del c.a. ha diffidato la Italcementi, consci del fatto che il provvedimento da Lei adottato nei confronti della Italcementi era un atto Dovuto, ci preme in ogni caso comunicarLe il nostro grande apprezzamento, per la Sua decisione, a dimostrazione di un’assunzione di RESPONSABILITA’.
Probabilmente possiamo affermare, che per la prima volta ad Isola delle Femmine una pubblica istituzione intima e sollecita un’Azienda privata al rispetto delle leggi in materia ambientale, della salute dei cittadini, al rispetto del territorio in cui, un’azienda, agisce e produce.
Ci rendiamo conto delle resistenze che ha dovuto superare nell’adottare il provvedimento, perché come tutti possono immaginare, ma non dire, (si vocifera) che tra la politica (con la p minuscola) e la Italcementi si è creato una sorta di “vicendevole e benevolo condizionamento”. Vedasi l’impegno della Italcementi nel soddisfare alcune esigenze della nostra Comunità, nel favorire assunzioni di nostri concittadini e varie opere di beneficenze, un esempio illuminante è stata la concessione autorizzata qualche anno addietro, dal Comune di Isola per la realizzazione del deposito di stoccaggio di petcoke. Sembra esservi dubbi sulla sua legittimità oltretutto in un sito in cui si svolgeva attività estrattiva. A tal proposito c’è da chiedersi ed eventualmente verificare la scadenza della concessione.
Per tornare alla Sua diffida, noi pensiamo che diversamente da quanto affermato dalla Italcementi, il petcoke non è una cosa “innocua”.
Esperti chimici hanno dimostrato il petcoke: ricchi di metalli pesanti e zolfo.
L’ARPA sembra aver riscontrato delle violazioni per l’uso del combustibile Petcoke, al punto di doverne dare dovuta informativa all’autorità giudiziaria.
L’uso di questa “feccia del petrolio”, che va sempre più aumentando, determina un incremento vertiginoso dei profitti. Tutto ciò naturalmente può avvenire se è consentito, senza che chi ne ha la responsabilità si curi di tener conto dell’ubicazione dello stabilimento che è posto in un’area altamente abitata, pensiamo! All’ingresso del Paese. (alto rischio oltre che ambientale anche sanitario).
Oggi finalmente: l’ARPA ammette che le proteste dei cittadini di Isola avevano fondamento.
I Cittadini di Isola delle Femmine dicevano la verità! D’altronde anche l’ Italcementi comincia a dire qualcosa in più, anche se con lo scopo di tirare acqua al suo mulino senza dire fino in fondo come stanno effettivamente le cose! (per esempio quando si vuole scambiare il petcoke con il carbone o polverino di carbone).
L’ARPA afferma che: “…la Italcementi non è in grado di fornire la documentazione tecnica allegata ai decreti autorizzativi sopraelencati, né di indicare quali fossero i combustibili autorizzati, né la data d’inizio d’impiego del petcoke; si evidenzia altresì che la natura del combustibile utilizzato…… le modalità di gestione del petcoke non sono citate nei decreti autorizzativi e non sono descritte nelle relazioni annuali prodotte dalla Ditta sul contenimento delle emissioni diffuse; inoltre la ditta effettua attività di recupero rifiuti costituiti da refrattari nella linea di produzione clinker e di gessi chimici da desolforazione nella produzione di cemento nel molino cotto 3.
Di quest’attività di recupero non è data evidenza nelle relazioni analitiche relative ai punti d’emissione.”. Ai sensi delle direttive Europee gli “Stati membri (cioè l’Italia) devono adottare le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare procedimenti o metodi che POTREBBERO recare pregiudizio all’ambiente e in particolare:
- senza creare rischi per l’acqua, l’aria, il suolo e per la fauna e la flora;
- senza causare inconvenienti da rumori od odori;
- senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse”.
In percentuale, proviamo a chiederci, quanto incidono sull’inquinamento dell’aria le continue e frequenti emissioni derivanti dall’attività lavorativa della Italcementi?
INQUINARE l’aria, è un reato molto grave, che coinvolge il Sindaco, e dirigenti della pubblica amministrazione.
Le considerazioni che in genere sono fatte a fronte di tali affermazioni sono:
“siete in grado di provare ciò?” I ricercatori parlano in termini di anni per avere una casistica certa e meritevole di costituzione in giudizio. Per esempio a distanza di anni, in un’area ove si produce cemento, si è accertato che sul 20% della popolazione erano concentrati il 60% dei tumori polmonari presenti nella zona e ciò ha provocato denunce penali.
Quando si parla di emissioni, per la salute dei lavoratori della Italcementi dei loro figli e dell’intera Cittadinanza è importante sapere quantitativamente le sostanze immesse nell'aria. Un Sistema di rilevazione e controllo autogestito con la partecipazione delle Associazioni dei Cittadini, potrebbe fornirci delle indicazioni precise sulla qualità dell’aria che respiriamo.
- Ci chiediamo se il Sindaco i Rappresentanti dei lavoratori e i cittadini siano bene informati su quanto con sempre più frequenza avviene in termini di emissioni.
Chiediamo a Lei Signor Sindaco, che ha avuto l’opportunità di approfondire la questione.
Se ha chiesto spiegazioni, rispetto delle normative ed impegni precisi alla Italcementi?
Noi Abbiamo fondati motivi per ritenere che nulla di tutto questo sia accaduto e dobbiamo prendere atto che chi "giura" sulle garanzie del processo produttivo, chi parla di "controlli efficienti" sui combustibili utilizzati, chi si sbraccia per sostenere di "avere a cuore" e di fare il possibile per tutelare la salute dei suoi concittadini, in pratica cerchi di mascherare una tragica realtà che risulta più comoda nascondere o minimizzare.
Sottovalutare o fingere di ignorare, i rischi a cui quotidianamente i cittadini di Isola sono soggetti, e perdere altro tempo, contando sullo sfinimento, l’emarginazione, la derisione,
l’ isolamento di chi è impegnato nella difesa della salute e della qualità della vita, E’ UN REATO!
Vi è in Noi la convinzione che OGGI: la tecnologia ha in serbo tutti gli strumenti necessari affinchè il ciclo produttivo della Italcementi, possa svolgersi nel rispetto della salute dei lavoratori dei nostri cittadini e di quelli di tutti i comuni limitrofi. Il problema è solamente di natura economica.
Nel ribadire ancora una volta la nostra posizione della salvaguardia degli attuali livelli occupazionali, rivolgiamo un forte appello ai cittadini e ai lavoratori affinché si riprenda una seria riflessione su quanto avvenuto e quanto sta avvenendo in questi impianti. La tutela della salute non può essere delegata e l'unica garanzia passa attraverso l'assunzione di un impegno diretto, responsabilità e azione di noi cittadini direttamente interessati.
Signor Sindaco Portobello, a Lei che è delegato a tutelare la salute pubblica, Le chiediamo di essere più presente quando si affrontano di queste problematiche che vedono coinvolta l’intera comunità che Lei pensa di Amministrare. Ora! Ai cittadini di Isola delle Femmine è data una grande opportunità: attraverso una grande opera di BONIFICA dell’area che l’ARPA ha certificato essere contaminata creare le condizioni di un recupero ambientale e paesaggistico ai fini di una fruibilità da parte dei cittadini di un sito che la Comunità Europea ha dichiarato essere area di protezione ambientale e che in Italia è stato recepito dal Decreto Presidenziale 357 dell’8.9.97.
Comitato Cittadino Isola Pulita
Isola Pulita REGALI DI NATALE
Siamo a Dicembre è il mese con cui termina l’anno, è il mese del Natale, dello shopping dei regali, è il mese dell’incontro e dello stare insieme.
E’ il mese in cui ci scambiamo gli Auguri.
Per stare alla nostra realtà di Isola delle Femmine ci sono Tanti nostri Concittadini, malati o famigliari di persone morte, a causa di malattie causate da inquinamento di sostanze pericolose d’ogni genere.
PERSONE che attendono gli siano fatti: gli auguri, un atto solidarietà ed un impegno preciso e concreto.
LE PERSONE, I CITTADINI! Da parte di chi si aspettano questi gesti?
Da parte di chiunque si è reso responsabile direttamente o indirettamente di questa sorta di “DISASTRO AMBIENTALE“, che inquina la nostra aria, il nostro suolo e la nostra acqua, che tanto danno sta arrecando alla salute umana (Signori! Attenzione le statistiche indicano la tendenza verso l’alto).
“DISASTRO AMBIENTALE” che ha deturpato le bellezze naturali e paesaggistiche di Isola delle Femmine, peraltro sede d’importanti siti di TUTELA AMBIENTALE SIC.( tra cui la riserva di Capo Gallo o i Fondali marini di Isola delle Femmine…..)
I concittadini di Isola delle Femmine, sono ben coscienti del fatto che vi è una responsabilità diretta di chi ha causato questo “DISASTRO”.
Vi sono anche dei RESPONSABILI che istituzionalmente deputati alla tutela della salute dell’ambiente del territorio nulla hanno fatto, nessun atto hanno prodotto, nessun’iniziativa hanno intrapreso.
Ancora più grave è il NON AVER INFORMATO LA CITTADINANZA e quando non sono riusciti a nascondere la notizia, hanno tentato in ogni modo di celare la verità.
Hanno mentito sapendo di mentire.
SIGNORI responsabili, fate un gesto e nel venirci ad augurare Buone Feste portateci la notizia delle Vostre decisioni:
-indagine conoscitiva di tutte le fonti d’inquinamento;
-indagine conoscitiva delle conseguenze d’inquinamento, sulla salute umana, sull’ambiente e sul territorio;
-indagine conoscitiva sulle patologie più frequenti conseguenza d’ogni genere d'inquinamento;
-indagine conoscitiva sulle aree colpite dall’inquinamento;
-opera di bonifica di tutte le aree inquinate, abbandonate e degradate del nostro territorio;
-programma di prevenzione e di tutela del patrimonio naturale di Isola delle Femmine.
Come Cittadini saremmo ben felici di offrire il nostro apporto e la nostra attiva e fattiva collaborazione.
Il Comitato Cittadino Isola Pulita
Labels: AMBIENTE SALUTE E ISTITUZIONI
alle 00:32
ComitatoCittadinoIsolaPulita
SICILIA L'AFFAIR DEGLI INCENERITORI LA SALUTE L'AMBIENTE E LA LEGALITA’
Da: “il Manifesto” del 18 febbraio 2007
Incompatibile con i Veleni di Totò
Massimo Giannettì Palermo
Gioacchino Genchi, ex leader del movimento studentesco palermitano del '68, tutto poteva immaginare nella vita, tranne che avrebbe avuto di nuovo a che fare, quasi quarant'anni dopo il '68, con quel «tipo strano» che frequentava le assemblee del collettivo della facoltà di scienze e poi andava a denunciare gli studenti alla polizia.
Quel «tipo strano» che gli stessi studenti allontanarono a calci nel sedere dall'università appena scoprirono che era un infiltrato, un paio di mesi fa è infetti diventato nientemeno che direttore generale del dipartimento territorio e ambiente nel medesimo assessorato della Regione Sicilia, dove Gioacchino Genchi, dirige da diversi armi l'importante «Servizio 3», quello che si occupa della tutela dall'inquinamento atmosferico.
L'ex infiltrato - peraltro reo confesso - nel movimento studentesco, ex militante del Msi e poi di An, e ora alto dirigente regionale in quota dell'Mpa di Raffaele Lombardo, è insomma il suo nuovo capo gerarchico e in virtù di questo potere l'8 gennaio scorso ha deciso che per «ordini superiori» Gioacchino Genchi non deve più dirigere quel Servizio. Senza curarsi minimanente della legge (la numero 241 del '90 sui procedimenti amministrativi), Pietro Tolomeo, il suddetto direttore generale, ha quindi preso carta e penna e senza alcuna motivazione né preavviso gli ha revocato l'incarico in seduta stante, destinandolo in un'altra sede.
«Conseguentemente a ciò e ribadendo la richiesta già avanzata per le vie brevi - è la stata sua intimazione scritta - le si chiede di consegnare immediatamente allo scrivente tutta la documentazione e il registro di protocollo interno relativi al Servizio 3 ancora in suo possesso».
Dalle parole è poi passato ai fatti.
Di fronte alle resistenze di Genchi a lasciare il suo posto di lavoro, Tolomeo • che come avrete già capito è uno che gli «ordini superiori» li esegue davvero alla lettera - ha infatti cominciato lui stesso a sgomberare scaffali e scrivanie dall'ufficio del funzionario, tentando, in sua assenza, di prelevare anche documenti dal suo computer.
Ma non è finita, perché Tolomeo - che è un tipo abbastanza grosso di statura e a quanto pare anche abbastanza manesco, la l' 11 gennaio, e cioè tre giorni dopo aver dato il benservito a Genchi, visto che quest'ultimo e uno dei suoi collaboratori insistevano cercando di fargli capire che la revoca dell'incarico senza giustificato motivo è nulla, e che proprio per questo motivo i documenti che lui pretendeva non glieli avrebbero consegnati, Pietro Tolomeo è saltato su tutte le furie e si è avventato fisicamente addosso ai due interlocutori.
Perché e per conto di chi?
Adesso tutta questa storia è nelle mani della magistratura, alla quale Gioacchino Genchi - contro la cui rimozione sono scesi in piazza ambientalisti, comitati di cittadini, sindacati di base e politico regionali - si è subito rivolto per difendere i propri diritti. Ma a questo punto la domanda è: perché Pietro Tolomeo ha fatto quello che abbiamo raccontato?, o meglio: per conto di chi ha eseguito quell'«ordine superiore» come a lui stesso confidato a Genchi?
Date le caratteristiche del personaggio, tutte le ipotesi sono ovviamente plausibili, ma Tendiamo ad escludere che si sia trattato di una sua vendetta postuma per i fatti universitari del secolo scorso. Il suo passato di fascista e di spia della polizia, a parte i metodi, al 99,9 % non ha alcun legame con l'epurazione dell'ex leader sessantottino dal Servizio antinquinamento.
Un Servizio - è bene sottolinearlo - che è come il fumo negli occhi sia per le grandi lobby chimiche che operano nell'isola che per lo stesso potere politico siciliano. Le origini della rimozione di Genchi già vittima l'anno scorso di una simile ritorsione, vanno quindi rintracciate tra i numerosi provvedimenti che il «Servizio 3» da fui diretto stava per emettere o ha emesso nei mesi più recenti.
Tra questi la clamorosa chiusura della distilleria Bertolino di Partinico, la più grande e più inquinante fabbrica etilica d'Europa, di proprietà della cognata dell'ex «ministro dei lavori pubblici» di Cosa nostra, Angelo Siino (poi pentito) e nella quale si sarebbero, fra l'altro, tenute varie riunioni della Cupola di Bernardo Provenzano.
Poi ci sono le drastiche misure nei confronti di alcune industrie del mattone catanesi che impastavano ceramica con i fanghi tossici dei petrolchimici del siracusano, e del cementificio di Isola delle Femmine (Italcementi) per l'uso de Pet Coke come combustibile per alimentare gli impianti che da anni avvelenano terra mare e cielo della località alle porte di Palermo
Insomma, di interventi scomodi il direttore del «Servizio 3» ne ha firmati parecchi e altri ne aveva in serbo, come quelli rivolti ai petrolchimici di Gela, Milazzo, Augusta e Priolo. Ma gli indizi maggiori della sua rimozione portano dritti dritti ai quattro mega inceneritoridì rifiuti che il presidente della regione Totò Cuffaro vuole realizzate a tutti i costi in Sicilia: è un business colossale di circa 2 miliardi di euro che non può, anzi non deve assolutamente sfumare per colpa di un funzionario troppo ligio al proprio dovere, e che soprattutto non intende piegarsi alle pressioni del governatore.
A Genchi il piano rifiuti di Cuffaro non è mai piaciuto, c'è troppa puzza di bruciato.
E infatti non lo ha mai approvato. Ma non lo ha bocciato per un capriccio politico. Tant' è che nessuno, neanche lo stesso Cuffaro, gli ha mai mosso un simile rimprovero.
Il no del «Servizio 3» alle autorizzazioni delle emissioni di gas in atmosfera - preliminari per l'avvio dei cantieri - tende semplicemente ad applicare le normative, italiane ed europee, sulla tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini I quattro inceneritori - previsti a Palermo, Paternò, Augusta e Casteltermini - oltre ad essere sovrastimati per lo smaltimento dei rifiuti prodotti in Sicilia, emettono una quantità di diossina dieci volte superiore ai limiti massimi tollerati ma non auspicati dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'organismo umano. Un esempio pratico;
Con l'entrata a regime dell'inceneritore palermitano di Bellolampo ai 750 mila residenti del capoluogo siciliano verrebbe inflitta la stessa overdose di polveri tossiche e nocive «tollerata ma non auspicate» per una megalopoli di 7 milioni e mezzo di abitanti.
Inoltre, conto gli inceneritoli c'è l' opposizione dei sindaci dei luoghi in cui sono previsti, che in quanto responsabili della salute dei cittadini, per legge, vanno ascoltati. «Per queste ragioni - dice Genchi - abbiamo ritenuto che i quattro inceneritori sono' incompatibili con il territorio e con le popolazioni)).
Verdetto già scritto
E' il verdetto che il responsabile del «Servizio 3» ha scritto già un anno e mezzo fa, quando gli inceneritori cominciavano a muovere i primi passi. Un verdetto che però Gioacchino Genchi non ha fatto in tempo ad emettere formalmente, perché proprio nel momento in cui stava per farlo, Totò Cuffaro, annusata l'aria al secondo piano di via Ugo La Malfa 169, bloccò in extremis la sentenza. In che modo? Esattamente come è stato per la seconda volta fatto 18 gennaio scorso: rimuovendo Genchi dalla direzione del Servizio.
Ma nel settembre 2005 il governatore siciliano fece male i calcoli. Pensava che una volta eliminato Genchi dal Servizio 3, il problema per gli «intoccabili 4» sarebbe stato definitivamente risolto. Ma non tutte le ciambelle riescono con il buco, evidentemente.
Tant'è che ancora oggi la questione inceneritori è rutt'altro che chiusa. Sono cosi tante le irregolarità riscontrate nelle procedure che hanno consentito l'avvio dei cantieri, che nessuno sa come andrà esattamente a finire. C'è l’inchiesta della magistratura di Palermo sui bandì di gara (gran parte degli appalti se li sono aggiudicati varie società capitanate del gruppo Falk) pubblicati soltanto in Italia e non in tutta Europa come invece stabilisce la normativa; c'è poi la procedura d'infrazione della corte europea di giustizia per violazione della direttiva Ue sulla raccolta differenziata dei rifiuti, relegata dal piano Cuffaro ad optional anche rispetto al decreto Ronchi del '92; e c'è, soprattutto, l'indagine amministrativa del ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio che ha riscontrato, otto mesi fa, «gravi illeciti» sulle autorizzazioni delle emissioni in atmosfera concesse alle ditte appaltatrici dal suo predecessore Altero Matteoli Fu infatti l'ex ministro di An ad acquisire i poteri sostitutivi sulle stesse concessioni una volta azzerata l'autorità siciliana (Genchi) istituzionalmente preposta a farlo;
Era il mese di giugno del 2006, quando Matteoli e gli altri due ministri Francesco Storace (salute) e Pietro Lunardi (attività produttive), proprio nell'ultimo giorno di permanenza del Governo Berlusconi a Palazzo Chigi diedero il via libera agli inceneritori.
Ma i nulla osta, come peraltro fecero notare tecnici dello stesso ministero a Matteoli, non potevano essere concessi perché erano abbondantemente scaduti ì termini di legge, Erano cioè passati più di 900 giorni dal momento in cui le ditte ne avevano fatto richiesta
La normativa prevede che tali risposte devono essere invece date «entro 90 giorni».
Le autorizzazioni sulle emissioni di gas serra sono dunque ^(illegittime» e in quanto tali andrebbero annullate.
Dopo l'indagine Pecoraro Scanio annuncia effettivamente di volerle revocare, ma la revoca non è mai avvenuta, perché il ministro verde non è riuscito ad avere il benestare degli altri due ministri Livia Turco (sanità) e Pieluigi Bersani (sviluppo economico). È arrivata invece la «sospensione per 60 giorni; dei cantieri intanto avviati. Il decreto interministeriale è di questi giorni ed è la sostanziale ratifica delle conclusioni della conferenza dei servizi tenutasi a Roma il 22 novembre scorso con la partecipazione dello stesso Cuffaro.
Ed è proprio concreta che la decisione ultima sulle autorizzazioni per le emissioni tomi di nuovo a Palermo, e precisamente al Servizio antinquinamento di via La Malfa, ossia nello stesso luogo da cui era stata maldestramente sottratta nel settembre 2005 con la prima rimozione di Genchi Totò Cuffaro toma così a tremare.
È preoccupatissimo. Toglie perfino il saluto all'allora direttore generale del dipartimento ambiente e territorio Giovanni Lo Bue, colpevole, a suo dire, di non aver fatto un «buon lavoro sospendendo l'anno prima Genchi per soli cinque mesi. Al funzionario scomodo è stata infatti restituita la direzione del Servizio 3, dove da questo momento in poi - siamo alla fine del 2006 - si potrebbero appunto ridiscutere le sorti degli inceneritori. È a questo punto che entra in campo Tolomeo il manesco. Dopo anni passati a capo di una struttura regionale di ultimo ordine, è stato appena nominato al vertice di un dipartimento importantissimo. È l'uomo giusto al posto giusto per .scatenare la seconda guerra preventiva temuto responsabile del «Servizio 3». È una guerra lampo che Tolomeo mette in pratica, come si diceva l'8 gennaio, quando Gioacchino Genchi, con i metodi fascistoidi che abbiamo visto, viene nuovamente rimosso dall'incarico.
Al suo posto ora c' è un geologo, Salvatore Anzà, che a quanto si vocifera in assessorato non avrebbe alcuna preparazione sui nuovi compiti che lo aspettano. Ma è un aspetto del tutto secondario. La cosa più importante è che sia "persona assolutamente affidabile" per gli obiettivi di sua maestà Totò Cuffaro
MANIFESTO 18 FEBBRAIO 2007
Labels: COMITATI CITTADINI SICILIANI NO INCENERITORI