Ambienti, scienza e varia umanità
Alcune foto pubblicate sul sito di Repubblica, mi hanno spinto a cercare notizie sul progetto Great Man Made River (GMR), che il colonnello Gheddafi defnisce la ottava meraviglia del mondo.
Difficile dargli torto: 4 mila km di tubature del diametro di 4 m (ci passerebbe dentro un TIR!) costruite con 30 milioni di tonnellate di cemento precompresso (uma massa 20 volte la grande piramide di Cheope!) trasportano ogni giorno fino a 6,5 milioni di m³ di acqua da 1300 pozzi scavati nel deserto alle città sulla costa (dati disponibili sul sito della GMR Authority libica).
I lavori durano da più di venti anni e sono costati 14 miliardi di dollari (neanche poi tanto se li confrontiamo con i 356 miliardi del costo della guerra in Iraq), tutti finanziati dalla Libia, senza un solo dollaro delle banche occidentali. Come spiega la BBC, se all'inizio il lavoro è statp svolto da aziende europee e asiatiche oggi il 70% della produzione avviene in Libia (e si vorrebbe arrivare al 90%). Il 70% dell'acqua è dedicato all'agricoltura, il resto all'industria e ai consumi domestici.
L'ammirazione per questo progetto libico (se non ne parla quasi nessuno, e se la Repubblica lo mette tra le curiosità è solo per lo stupido senso di superiorità degli europei verso le cose fatte dagli "altri"), non ci deve far dimenticare l'altro lato della medaglia: si tratta di acqua fossile, estratta dal sottosuolo grazie a combustibili fossili.
Si tratta di acqua fossile, dal momento che la falda sotto al deserto del Sahara risale a circa 40 mila anni fa, cioè più o meno al periodo dell'ultima glaciazione.
Insomma è una miniera d'acqua ed è per definizione una fonte non rinnovabile.
Poichè si trova a qualche km di profondità e a centinaia di km dalla costa, può essere estratta e convogliata alle città solo con l' energia fossile (e i soldi) del petrolio.
Insomma questa grande (e peraltro ammirevole) opera di ingegneria è un perfetto esempio di non sostenibilità.
La non sostenibilità non riguarda tanto la disponibilità di acqua; vista l'estensione dei bacini sotterranei (35 mila km³) con il prelievo attuale potrebbe durare per circa 14 mila anni (ma cosa succederebbe se i libici iniziassero a vendere l'acqua o a tappezzare il Sahara di fattorie, moltiplicando il prelievo per 10, 100 1000, volte?).
Credo che il problema maggiore sia l'energia necessaria a fare girare tutto l'impianto (dovrebbe aggirarsi intorno a qualche centinaio di megawatt). Quando il petrolio sarà meno disponibile, non sarà facile fare funzionare e riparare il tutto con i pannelli solari ... senza tenere conto del aftto che le sezioni di tubature dovrebbero durare una cinquantina d'anni.
Grazie per l'ottimo commento. Concordo sostanzialmente su tutto; la logica conseguenza di quanto scrivi è che non è pensabile un "progresso" che comporti ulteriori consumi di energia. Pochi hanno il coraggio di dirlo o scriverlo, ma è l'amara verità.
Per il futuro vedo più efficienza e riduzione dei consumi energetici superflui per mantenere almeno i nostri "baluardi del progresso", come li chiama Luca Mercalli; intendo, ad esempio, poter usare il PC, illuminare le nostre sere e avere l'acqua corrente (magari anche calda).
Per quanto riguarda la Libia, nel post non vorrei essere sembrato troppo critico; è un'opera grandiosa, ma comunque on sostenibile perchè pesca da una fonte non rinnovabile. C'è moltissima acqua, ma se dovessero iniziare a venderla ad un'Europa assetata, non durerebbe poi molto...
Cio' che dice Alberto Busato e' giusto fino ad un certo punto... perche', purtroppo, ignora (spero non volontariamente) il costo (ad oggi elevatissimo) dell'Uranio.
Se 10 anni fa costruire una centrale nucleare avrebbe garantito una redditivita' elevata, oggi a malapena ci si rientra con le spese. Tra gennaio 2007 e giugno 2007 il prezzo dell'Uranio e' raddoppiato. Questo fattore da solo eslcude a priori tutto il discorso sul nucleare perche', semplicemente, il costo del KWh finale sarebbe enorme!
Passando al discorso della fissione o fusione c'e' da considerare un concetto molto semplice: nel mondo si preferisce pensare prima ad una garanzia del lavoro... poi all'ottenimento dei risultati finali. Voglio dire che se effettivamente si volesse perseguire un grande obiettivo, qual'e' sicuramente la Fusione Nucleare (fredda o calda che sia), bisogna saltare le tappe meno critiche perche' non fanno che far perdere tempo al progetto. ITER ad esempio e' un progetto totalmente inutile perche' assorbe una valanga di miliardi e serve solo per dimostrare la fattibilita' teorica della Fusione Nucleare. Nient'altro. Come a dire che dopo 20 anni di lavoro si dimostra solo che cio' che si diceva era vero. Poi, magari, serviranno altri 20 anni per raggiungere un obiettivo piu' concreto... poi altri 20 per arrivare ad un progetto industrializzabile... ed altri 20 per raggiungere l'affidabilita' necessaria per la messa in commercio: Ovvero tra 80 anni avremo, forse, un primo modello di centrale che possiamo costruire da qualche parte. Forse!
Per quanto riguarda l'idrogeno credo sia fin troppo scontato ricordare che NON e' un carburante e NON e' neanche pulito.
L'idrogeno e' solo un vettore che trasporta energia e ne restituisce una parte di quella richiesta per la sua produzione.
Con i consumi attuali non basterebbero TUTTE le centrali nucleari attive nel mondo per produrre SOLO l'idrogeno necessario al parco automobilistico PRIVATO. Ergo... non e' umanamente, eticamente ed economicamente conveniente continuare a discutere di nucleare, idrogeno e stronzate varie.
E non e' Ecologico perche' all'atto dell'utilizzazione viene prodotto vapore acqueo... che tra le sostanze volatili e' quella maggiormente inquinante... L'AFA di questi giorni e' prodotta dall'umidita' nell'aria...
Per quanto riguarda infine la sostenibilita' del progetto di cui sopra credo sia da considerare una cosa molto importante... ovvero il fatto che la Libia, fino ad oggi, praticamente non ha sfruttato che una microscopia parte dei propri giacimenti petroliferi. Tant'e' che a causa delle estrazioni forzate dei paesi confinanti, nel centro sud della Libia ci sono affioramenti di petrolio. Poi comunque usare il petrolio per estrarre l'acqua e consentire l'irrigazione e la riconversione del deserto in zone agricole e' da lodare in pieno!
E sono sicuro che tra non molto anche in Libia inizieranno a progettare qualche centrale elettrica ad energia solare.
Uno dei problemi principali nel trattamento di queste acque fossili è quello delle perdite.
Avevo letto mesi fa che una grossa parte di quest'acqua se ne va per EVAPORAZIONE.
Del resto, si porta in superficie un'acqua che stava tranquillamente nel sottosuolo, in un ambiente secco e molto caldo, con aree enormi esposte all'aria...
Tutto quello che scrivi nel commento di cui sopra è teoricamente giusto. Ma occorre fare i conti con la realtà. Puoi frenare lo sviluppo di Cina e India? Allora se non vogliamo perire dobbiamo trovare qualche escamotage. E impostare un bilancio di rischi e benefici, pensando che al mondo non c'è nulla senza prezzo (neppure le centrali idroelettriche: una diga può crollare o una montagna franare, ciò che è successo). Chernobyl è stato non tanto un errore umano, ma una sconsideratezza in un esperimento non concesso dai protocolli! L'unico tampone al momento tecnologicamente perseguibile con ragionata sicurezza è la centrale nucleare EPR (che intrinsecamente non permetterebbe il disastro di Chernobyl con manovra sbagliata). Essa con i suoi 60 anni di vita produttiva può colmare il GAP che intercorre fino all'avvento della fusione (sperando che avvenga). Ma le fonti alternative da sole non bastano. Ovvero, basterebbero per i consumi domestici, e in questo campo si fanno interessantissime innovazioni, per esempio la tegola fotovoltaica, non più i pannelli, ma addirittura il tetto nella sua totalità, e poi energia dal sottosuolo a contatto diretto e non solo da pozzi come avevo pensato io, e poi nuovi criteri costruttivi e nuove tecnologie di coibentazione, insomma casa assolutamente indipendente in fatto di energia necessaria alla sua conduzione. Ma il punto è che per l'industria occorre ben altro! Se vogliamo l'auto ad idrogeno, svincolandoci totalmente dal petrolio (con benefici anche politici) occorre produrre l'idrogeno per via elettrolitica e questa tecnologia mangia un mare di energia elettrica!!! Non si può produrre che con l'atomo. L'alternativa è il CO2 con effetto serra. Il cambiamento climatico e orografico ci costerebbe ben di più della tecnologia di smaltimento delle scorie radioattive. Su di queste, oltre alla macchina di Rubbia, c'è un progetto che prevede di farle finire sul Sole, per mezzo di missili, progetto costosissimo sul quale non sono d'accordo. Secondo me l'atteggiamento migliore è quello della Francia, che prevede di immagazzinare le scorie (come già fa) in siti non definitivi, in attesa di riesumarle per un trattamento quando la tecnologia sarà a disposizione (concetto di ibernazione). E' però certo che il problema delle scorie (il più grave riguardo al nucleare)avrà una fine tecnologica,che sarà tanto più prossima quanto maggiori saranno le centrali installate, in virtù del maggiore impegno profuso. Purtroppo, secondo me non resta che questa strada (nucleare a fissione per un centinaio di anni), per continuare a restare nello sviluppo scientifico e tecnologico, comunque inarrestabile in virtù dei Paesi che vi si sono affacciati ( e degli USA che fanno quello che vogliono)
Cordiali saluti
Alberto Busato
Grazie per il commento. La non sostenibilità di questo progetto non riguarda tanto l'impatto ambientale, ma il fatto che sia l'acqua che l'energia sono di provenienza fossile.
Per quanto riguarda il nucleare, le mi eperplessità riguardano (tra l'altro) la sicurezza e il problema delle scorie: questi sono i post in cui ne parlo.
(1) L'unico reattore "intrinsecamente sicuro" (ma per ora futuribile) è quello pensato da Rubbia in cui la fissione è attivata da un acceleratore di particelle, che può quindi essere acceso o spento a volontà. I reasttori basati sulla massa critica sono comunque insicuri.
(2) Prima di costruire nuove centrali vorrei vedere processate e smaltite in modo corretto le scorie radioattive attualmente accumulate. Alla fine di questa attività, quando ci presenteranno il conto, vedremo quanto ci costa effettivamente un kWh di nucleare.
Sono venuto a conoscenza di questo acquedotto libico da una trasmissione televisiva captata per caso. Ciò che mi ha sorpreso è che un'opera così gigantesca non abbia avuto un rilievo conoscitivo quale evidentemente merita. Di primo impatto ho pensato che la tecnologia usata fosse americana. Per i soldi invece ho ritenuto plausibile che fossero tutti libici, derivati dal petrolio. Non credo che l'opera possa essere classificata "ecologicamente non sostenibile". Vero è che l'energia per il funzionamento viene ricavata oggi dal petrolio e io sono uno di quelli che sostiene che la trasformazione del petrolio in energia deve cessare ancor prima che il petrolio si esaurisca, anzi più presto è meglio è!
(per un sacco di motivi). La mia soluzione è quella nucleare per fissione (il sistema attuale), finché non arriverà il sistema per fusione (se arriverà) per il quale sono previsti tempi lunghissimi. Le nuove centrali EPR (European Pressurized Reactor) di progettazione franco-tedesca hanno già una sicurezza intrinseca, una vita produttiva di 60 anni, e un tempo di installazione di 4 anni. Tra un anno sarà in produzione quella finlandese. Per lo smaltimento delle scorie sono in corso studi promettenti con la partecipazione essenziale del Prof. Rubbia, la cui macchina ( detta il rubbiatron) già consente di ridurre l'emanazione radioattiva delle scorie da migliaia di anni a 500 anni. Colgo l'occasione per completare il discorso energetico. La produzione dell'energia elettrica dal nucleare è necessaria per produrre l'idrogeno per via elettrolitica (unico metodo sganciato dagli idrocarburi), il nuovo carburante ecologico che già si eleva all'orizzonte per la autotrazione. Termino queste note dicendo che la BMW ha già pronta una catena di montaggio per autovetture ad idrogeno a ciclo Otto (motore tradizionale) mentre FIAT e AUDI puntano sulle fuel cells e motori elettrici. Le vetture AUDI di questa tecnologia sono in avanzata fase di sperimentazione sulle vie della California. Per qunto riguarda le fonti rinnovabili (eolica,fotovoltaica, ecc.) ben vengano, ma possono solo coadiuvare il risparmio energetico e costituire un settore di intrapresa privata. Grazie per l'occasione
Albero Busato
alle 17:52
Daniel Evangelista
Mi piacerebbe sapere una cosa:
Al posto dell'acqua che si estrae in Libia dal sottosuolo (35 km cubi se ben ricordo) che cosa rimane? Si tratta di un acqua che permea un tessuto roccioso spugnoso come nel caso del petrolio o parliamo di un lago sotterraneo?
Riguardo alle energie di nuova concezione o forse riscoperta concezione abbiamo l'efficiente motore a magneti.