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«Grande povertà è quando l'uomo ha bisogno di tante cose: perché così egli dimostra di essere povero di cose del Grande Spirito. Il Papalagi [uomo bianco] è povero perché desidera tanto ardentemente le cose. Non può vivere senza di esse.
Quanto più un uomo è un vero europeo, tanto maggiore è il numero delle cose di cui ha bisogno. Per questo le mani del Papalagi non stanno mai ferme, non riposano mai: per il gran fare le cose. Per questo i volti dei bianchi sono spesso così stanchi e tristi, e per questo pochissimi fra di loro arrivano a vedere le cose del Grande Spirito, a giocare sulla piazza del villaggio, a dire e cantare liete canzoni o, nei giorni di sole, a danzare nella luce e a rallegrarsi come a noi tutti è dato di fare. Loro devono fare cose. Devono custodire le loro cose. Le cose stanno loro addosso e strisciano loro intorno come le formichine della sabbia. »
Discorso del capo Tuiavii di Tiavea delle isole Samoa sulla vita dei Papalagi
(pubblicato dalle edizioni stampa Alternativa, oppure consultabile qui on line)
alle 13:51
Luca
Bello, mi piace molto sto post! =)
Eh, i vekki indiani la sapevano lunga!!
Saluti