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Stime più precise per il riscaldamento globale

Mercoledì 31 Gennaio 2007, 08:46 in Global warming, Il clima che cambia di

258577150_26c8eb1f0a.jpgTra qualche giorno dovrebbe essere pubblicato il primo volume del rapporto dell' IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change). Alla realizzazione di questo rapporto hanno contribuito 2500 scienziati di 130 diversi paesi, che hanno lavorato sul problema delle previsioni del clima negli ultimi sei anni (il rapporto precedente dell'IPCC è del 2001).

L'agenzia Reuters fornisce alcune anticipazioni sul rapporto. 

  • L'IPCC afferma che la probabilità che le attività umane abbiano determinato un riscaldamento del pianeta negli ultimi 50 anni è almeno del 90% (nel rapporto del 2001 le percentuali oscillavano tra il 66 e il 90%)
  • L' aumento di temperatura a fine secolo sarebbe compreso tra 2 e 4,5 °C. Questo range è più stretto di quello stimato nel 2001 (da 1,4 a 5,8 °C), si tratta cioèdi una stima più precisa. Se fortunatamente l'estremo superiore della forbice si è abbassato di 1,3 gradi, quello inferiore si è alzato di 0,6. L'aumento più probabile dovrebbe aggirarsi intorno ai 3°C, e questo non è poco (vedi il post Pochi gradi, grandi guai )

 

  • L' innalzamento dei mari dovrebbe essere compreso tra 28 e 43 cm. Anche questa è una stima più precisa della precedente (da 9 a 88 cm). Il sollevamento dei mari minaccerebbe le isole del Pacifico, le coste (soprattutto asiatiche) e le grandi città costiere.

Il segretario dell'IPCC Rajendra Pachauri ha così commentato:

«Spero che questo rapporto colpisca i popoli e i governi perchè intraprendano azioni più incisive, dal momento che non è possibile ottenere un lavoro scientifico più autentico e credibile di questo»

Non basta ai cosiddetti "scettici"  una probabilità del 90% di responsabilità umana nel riscaldamento globale? Quanto ancora dobbiamo aspettare per convincerci?

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3 commenti
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04 Nov 2007
alle 18:53

100 M.ILIONI DI T.ONNELLATE



IMPATTO SUI CONSUMI 100 MILA STUFE A LEGNA ECOLOGICA

Ha senso che mi compri una stufa a legna ecologica per ridurre l'effetto serra?

Prova ad immaginare se entro un mese 100 mila persone passassero dal gas metano od olii combustibili, alla stufa a legna ecologica.

Se mediamente il costo del riscaldamento è di 70 € al mese, sarebbero 7 milioni di euroal mese in meno che finirebbero nelle tasche dei nemici dell'umanità.

Inoltre diminuendo la domanda di gas e petrolio si ridurrebbe anche il loro prezzo e perciò sarebbero almeno altri 7 milioni di euro in meno al mese nelle tasche dei nemici dell'umanità.

Poi comprando prodotti 100 Milioni di Tonnellate daresti reddito a migliaia di boscaioli.

Se disponi di un giardino potresti alimentare la tua stufa gratis potando gli alberi.

Se nelle tue vicinanze dei tuoi amici o dei tuoi parenti avessero un bosco, potresti anche rifornirti gratuitamente di rametti secchi e piante sfruttabili razionalmente.

Inoltre rifletti, usa la testa, quanta anidride carbonica in meno verrebbe emessa nell'atmosfera?

La biomassa secca e la legna ecologica si ossidano naturalmente e quindi emettono comunque gas serra.

Bruciando legna ecologica nella tua stufa sfrutti in maniera più rapida il processo di ossidazione utilizzando il calore che invece andrebbe disperso comunque nell'atmosfera liberando anidride carbonica.

Bisogna dare il buon esempio, se cominci tu, se questa diventasse la tua dinamica nonviolenta, vedrai che magari te ne vengono dietro veramente 100 mila.

La biomassa secca e la legna ecologica per dirsi tali devono avere questa caratteristiche:


- abbattimento di piante già morte senza intaccare alberi vivi

- biomassa secca, foglie, rametti, scarti lavorazioni agricole, potature di parchi e giardini, metodo del ramo bello annuale

- sfruttamento razionale delle foreste metodo della matricina per piccole strisce di bosco o 1 pianta ogni 4

- salvaguardia alberi secolari, generi protetti, boschi storici, habitat, ecosistema

- produzione locale

- lavorazione ecologica (sega a mano, sega elettrica, cippatrice elettrica, accetta, machete, scure)

- assenza di spese aggiuntive di costi energetici di trasporto via nave e via terra per migliaia di chilometri

- retribuzione 20 € per ogni ora di lavoro applicata

100-milioni-di-tonnellate.blogspot.com

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31 Gen 2007
alle 17:31

Marco Pagani

Concordo; anche a me sembra un po' poco. Chissà poi cosa hanno capito quelli della Reuters ...
Attendiamo comunque l'uscita del rapporto, prevista per venerdì, per tuffarci nella sua febbrile lettura.

1
31 Gen 2007
alle 13:55

Antonello

"L' innalzamento dei mari dovrebbe essere compreso tra 28 e 43 cm"

Mi sembra pochino. Tra scioglimento dei ghiacci e dilatazione termica dell'acqua ci sono almeno 80 cm per ogni grado C° purché ci sia una variazione uniforme della temperatura.

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