Ambienti, scienza e varia umanità

[Dedico alcuni ecoquote a un libricino di Ivan Illich, uscito in Francia nel 1973, prima della crisi petrolifera. Energie, vitesse et justice sociale, era il titolo originale. Illich, uno degli uomini più geniali del 20° secolo, aveva compreso già più di trent'anni fa gli effeti perversi della velocità sulla qualità della vita. Parleremo qualche altra volta di questo. Iniziamo con il suo bellissimo elogio della bicicletta, che ha dato anche il titolo all'edizione italiana]
«Le biciclette non sono soltanto termodinamicamente efficienti, costano anche poco. Avendo un salario assai inferiore, il cinese per comprarsi una bicicletta che gli durerà a lungo spende una frazione delle ore di lavoro che un americano dedica all'acquisto di un auto destinata ad invecchiare rapidamente.
Nel sistema basato sulla bicicletta, occorrono strade apposite solo in certi punti di traffico denso ... La bicicletta ha ampliato il raggio di azione dell'uomo senza smistarlo su strade non percorribili a piedi. dove egli non può inforcare la sua bici, può di soluito spingerla.
Inolte, la bicletta richiede poco spazio. Se ne posson parcheggiare diciotto al posto di un'auto, se ne possono spostare trenta nello spazio divorato da un'unica vettura.
Per portare quarantamila persone al di là di un ponte in un'ora, ci vogliono tre corsie se si usano i treni, quattro se ci si serve di autobus, dodici se si ricorre alle automobili, e solo due se le quarantamila persone vanno da un capo all'altro pedalando in bicicletta.»
Ivan Illich , Elogio della bicicletta, Torino 2006, p.57-58