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La shell ripaghi i danni ambientali! /1 La Nigeria

Venerdì 9 Febbraio 2007, 08:52 in Economia e ambiente, Impatto ambientale, Petrolio&Fossili, Sviluppo "insostenibile", inquinamento e rifiuti di

Flares nigeria.jpg

Gli Amici della Terra hanno avviato da qualche giorno una campagna internazionale per inchiodare la compagnia petrolifera Shell alle sua responsabilità.

E' stato pubblicato un dossier molto accurato sui danni ambientali provocati dalla compagnia anglo-olandese. Affermano gli autori del rapporto:

«Chiediamo alla Shell di investire i suoi profitti nella riparazione dei danni e nel prevenire alcuni dei problemi causati dai suoi progetti. Lo facciamo fornendo concrete proposte di azione.»

La Shell ha un fatturato annuo che si aggira intorno ai 380 miliardi di dollari; taqnto per farsi un'idea, questa cifra è il quadruplo del PIL della Nigeria e delle Filippine e più della metà del PIL di Russia e Brasile (sono tutti paesi in cui Shell svolge le sue attività). I profitti del 2006, secondo il NY Times hanno raggiunto la cifra astronomica di 25,4 miliardi di dollari.

Sarebbe anche ora che questi signori si rendessero conto che una buona fetta di questi profitti vengono ottenuti danneggiando il nostro pianeta. Qualche esempio relativo alla Nigeria (altri esempi seguiranno in altri post):

  • Le fiammate (flares) delle raffinerie sono un modo semplice di controllare che la pressione negli impianti non diventi troppo alta. Peccato che queste fiammate vengano sparate in aria giorno e notte surriscaldando l'aria intorno, producendo un rumore da jet e inquinando l'aria con benzene cancerogeno e particelle di fuliggine che si appiccicano ovunque ed hanno gravi impatti  per la salute.
  • Le fiammate sono responsabili delle emissioni di SO2 e NOx che causano le piogge acide, che acidificano i corsi d'acqua e danneggiano i tetti delle abitazioni.
  • A partire dagli anni '60 si sono verificate perdite di greggio dagli oleodotti pari a 1,5 milioni di tonnellate, circa 50 volte  il petrolio versato in mare dalla Exxon Valdez. Se una parte di  queste perdite sono dovute a sabotaggi, la maggioranza è dovuta al cattivo stato delle tubature, vecchie di decine di anni e alla  scarsissima manutenzione. Come al solito, la Shell adotta due standard di qualità, uno per l'Occidente e uno per l'Africa.

Cosa chiedono le comunità locali a Shell? 

  1. Oil spill nigeria.jpg10 miliardi di dollari per ripulire il delta del Niger dalle perdite di petrolio.
  2. Interrompere il flaring nel 2007. Spendendo 1,5 miliardi di dollari è possibile introdurre alternative più ecologiche a questo barbaro processo di controllo della pressione. 
  3. Compensare la comunità Ijaw che vive nel Delta con 1,5 miliardi di dollari. 

Questi costi assomano a crica la metà del profitto annuale della Shell. Quando si è più potenti degli Stati sovrani, è facile guadagnare scaricando i costi sugli altri... 

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