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Problemi di governo

Mercoledì 21 Febbraio 2007, 17:43 in Manifesto e commenti generali di

senato.gifPer due voti il governo non è riuscito a raggiungere il quorum di 160 voti al Senato per approvare la mozione di sostegno alla politica estera.

Da un punto di vista tecnico, non credo si possa parlare di crisi di governo, poiché:

  1. Al senato non si votava la fiducia al governo, ma soltanto una mozione;
  2. Il governo non è andato un minoranza (è finita 158 a a 136), ma non ha raggiunto il quorum.
  3. Nessuna delle forze politiche della maggioranza ha affermato di voler aprire una crisi.
Prodi si è ugualmente dimesso, perchè non è uomo da governare a qualunque costo (lo sa bene chi si ricorda il voto di fiducia del '98) e in questo modo vuole richiedere un chiarimento all'interno della maggioranza.

Vedremo cosa decide il Presidente della Repubblica, se accettare le dimissioni o rimandare il governo davanti al parlamento per un vero voto di fiducia. Per i motivi sopra accennati e per non perdere tempo prezioso, quest'ultima ipotesi è sicuramente da preferirei.

Credo che il governo stia lavorando abbastanza bene, anche se potrebbe fare assai di più sui temi della giustizia e dell'ambiente.

Come dicevo nel post di stamattina, i decreti sull'energia sono un buon inizio, occorre continuare su questa strada e non possiamo permettersi il lusso di di fare cadere questa maggioranza per questioni puramente ideologiche.

Se ciò avvenisse, sarebbe una vera catastrofe ecologica, anche perchè come minimo ci ritroveremmo come ministro dell'ambiente un nuclearista, cacciatore, con partecipazioni azionarie nelle principali società petrolifere...

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2 commenti
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23 Feb 2007
alle 12:07

Marco Pagani

Grazie per la sostanza e il tono del commento. E' difficile rispondere alla tua domanda, anche perchè l'opinione pubblica è fortemente influenzata dal modo in cui vengono presentate le notizie.
La mia modesta impressione è che, mentre la manifestazione di Vicenza ha fatto guadagnare punti al pacifismo (perchè ha mostrato da un lato il volto gioioso di un popolo pacifico e dall'altra i balbettamenti e le malignità dei burocrati), il voto dei due senatori non ha giovato molto alla causa pacifista, perchè sembra più figlio di un vecchio ideologismo che di un sincero amore per la pace.
Bisogna anche sapere scegliere il male minore, non è facendo cadere questo governo che aiutiamo la pace, anche perchè abbiamo già sperimentato l'alternativa nel recente passato...

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22 Feb 2007
alle 16:31

Gianni Stival

Sempre in una logica sistemica sarebbe interessante porsi questa domanda: Alla luce di quanto è successo la testimonianza di valori fatta dai due senatori pacifisti come influirà sulla diffusione dei valori pacifisti nell'opinione pubblica italiana? Gli italiani penseranno che il pacifismo è un insieme di valori che gli appartiene o penseranno che è qualcosa di distante, in cui si identificano di meno?

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