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Pubblicità e ambiente: a chi la vogliono dare a bere?

Mercoledì 28 Febbraio 2007, 08:27 in Economia e ambiente di

Psacenere.jpgQuanto si tratta di parlare di questioni ambientali, sembra proprio che i pubblicitari diano il peggio di sè.

Qualche tempo fa la nostra azienda elettrica pubblicizzava un contratto energetico in cui si veniva forniti solo da energie rinnovabili, come se la rete non fosse una sola, per cui tutte le energie si mescolano; per pubblicizzarlo hanno avuto la luminosa idea di mettere una pianta dentro il bulbo di una lampadina a incandescenza, che come ben si sa è l'esempio per eccellenza dello spreco energetico.

La scorsa settimana, un' azienda di vestiti ha lanciato la sua linea global warming ready; modelli e modelle erano ritratti presso il monte Rushmore diventato lo scoglio di un lago o la grande muraglia protetta di sabbia. Nelle foto, Londra era diventata una piccola isola, in compenso, Venezia era invasa dai pappagalli, ma l'acqua non era salita nemmeno di un centimetro (potenza del Mosè?).

Ieri infine ho visto che una delle case costruttrici di Formula 1 ha presentato un auto senza i bollini degli sponsor, ma con il pianeta dipinto sulla carrozzeria, in nome dell'impegno ambientale del costruttore. Qualcuno dovrebbe però spiegarmi cosa c'è di ecologico nella F1... 

Quali saranno le prossime trovate?

Una centrale nucleare con su dipinte le margherite?

Un bombardiere con l'immagine di John Lennon? 

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3 commenti
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18 Nov 2009
alle 11:49

Simona

Ciao Francesca,

ho trovato per caso questa pagina con il tuo post e, nonostante risalga a qualche anno fa, spero tu  riceva ugualmente il mio messaggio. La mia tesi di laurea specialistica in Traduzione Tecnico-Scientifica verteva proprio sull'Ecolinguistica. Poichè in Italia pochi conoscono l'argomento, mi piacerebbe sapere se ancora te ne occupi. magari potremmo farci due "chiacchiere" interessanti!

Simona

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29 Giu 2007
alle 10:54

Marco Pagani

Grazie Francesca per il commento e scusa per il ritardo con cui rispondo. Grazie per avermi insegnato la parola "ecolinguistica" che non conoscevo. Anche se di formazione scientifica, seguendo la lezione di don Lorenzo Milani, dò molta importanza al linghaggio e alle parole. Non per niente, ho scelto di parlare di "ecoalfabetizzazione".

Naturalmente mi interessa sempre scambiare idee. Nel blog ho parlato anche di OGM e di america Latina, anche se non sono un "esperto" in nessuno dei due ambiti.

La rivoluzione che manca nei media è fare passare l'ambiente dalle "aree protette" al centro di tutte le questioni. 

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11 Giu 2007
alle 15:37

Francesca

Cari ecoalfabeti, felice di avervi trovati nel web!Mi occupo di analisi critica del discorso sull'ambiente da un punto di vista di ecologia profonda (=Ecolinguistica, un altro dei milioni di termini che la stessa materia analizza criticamente...!), e vorrei vedere i nostri quotidiani aprire sempre ogni edizione con un grande articolo "verde" in prima pagina, un po' come l'Independent, che non e' un santo, o la Jornada, messicano. Spero di poter scambiare idee, soprattutto in vista di una ricerca di dottorato su questioni ogm, e sulle moderne idee ed azioni sull'ambiente in America Latina iniziate nel lontanto 1492...Grazie, continuiamo cosi'!Francesca

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