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Biodiesel e deforestazione

Mercoledì 7 Marzo 2007, 09:21 in Economia e ambiente, Fonti rinnovabili, Sviluppo "insostenibile" di

Elaeis Guinensis.gifE' piuttosto preoccupante il fatto che grandi aziende alimentari, come l'americana ADM intendano buttarsi a pesce nel businness dei biocarburanti. Riferisce Energy Tribune che  l'ADM intende aumentare la sua produzione di biodiesel utilizzando canna da zucchero brasiliana e palma da olio (Elaeis Guinensis) indonesiana e malaysiana.

Vasti tratti di foresta sono già stati abbattuti per fare posto alle piantagioni (circa 4 milioni di ha per ciascuno dei due paesi), come si può ad esempio vedere dalla cartina della Malaysia; le piantagioni sono colorate in rosso. La crescita della domanda dell'olio di palma per il biodiesel causerà altre devastanti perdite di foresta.

La piantagione è una monocultura  di alberi che distrugge la straordinaria biodiversità della foresta; l'Indonesia ricopre solo l'1,3% della superficie terrestre, ma ospita oltre il 10% di tutte le forme viventi!

center.gifInoltre, come si vede nella foto in alto, la copertura vegetale della piantagione è assai più ridotta di quella della foresta, il che comporta una maggiore erosione del suolo e un minore assorbimento della CO2.

Non dimentichiamo infine che distruggere la foresta significa anche operare un genocidio dei popoli che la abitano, i quali difficilmente si possono adattare a mettersi la tuta oppure la giacca e la cravatta per timbrare il cartellino... 

L'assolutà insostenibilità del biodiesel è dimostrata dal fatto che non potrà mai in nessun modo sostituire il petrolio: per sostituire le 800 milioni di tonnellate di benzina conumate attualmente ogni anno (senza quindi contare il gasolio) occorrerebbe ricoprire di piantagioni di palma l'intera indonesia e l'intera giungla africana del Congo...

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7
7 commenti
7
15 Mar 2007
alle 12:39

Marco Pagani

Grazie per il commento e la segnalazione su Energy Tribune (non l'ho guardato più di tanto e mi era sembrato un sito di news come un altro).

Come ho scritto anche altrove, i problemi del biocarburante sono essenzialmente due:

(1) Si usa molta energia fossile (e acqua) per produrre mais, canna da zucchero ecc.; per essere biocombustibile, dovrebbe essere coltivato con agricoltura biologica!

(2) Se si coltiva per la automobili non si coltiva per mangiare...

6
15 Mar 2007
alle 10:45

giancarlo

Credo che i biocarburanti siano necessari e non si potranno produrre su piccola scala ma a basso consumo di energia ed acqua si. Quindi si all'alcol da canna del brasile, dubbi su quello da mais degli USA. Per il resto non c'è OVVIAMENTE una  soluzione energetica unica ma panacea, con prezzi più cari, meno mobilità di persone e cose e più di elettroni. Idrogeno come valore aggiunto per elettricità rinnovabile. I poveri vanno a biocarburanti, i ricchi a fuel cell ecc ecc. PS:Occhio che questa Energy Tribune mi sembra tanto un bel think-tank di destra..(vedi l'articolo sui buoni propositi EXXON). Ciao Giancarlo

5
08 Mar 2007
alle 08:04

Marco85

Sai che l'idea della grotta e della meditazione mi intriga.... Fatto sta che tanti pensano come mia madre, seppur vedono la situazione critica aspettano il messia che arrivi dal cielo che mette tutte le cose a posto....

Addirittura ieri sera ne abbiamo riparlato e ha avuto il coraggio di dirmi:"Tanto tutti fanno così. Non vedo il perchè devo privarmi delle cose io quando poi gli altri fanno come vogliono..." A questa affermazione mi sono caduti i co...ni e me ne sono andato.. Poco prima di cena è venuta da me e mi ha chiesto se mi facevo schifo vivere in casa mia.... Ho tenuto la lingua a freno se no chissà cosa le avrei detto.

In generale rimango poco fiducioso.... Magari il meteorite che rischia seppur con probabilità molto basse di schiantarsi sulla Terra è una storia che si ripete come quella dei dinosauri...Un po' lo spero

4
07 Mar 2007
alle 17:03

Marco Pagani

Se non fossi almeno un pochino fiducioso non starei qui a scrivere, forse mi sarei già ritirato in una grotta in meditazione. Le idee hanno bisogno di un certo tempo, a volte anche lungo, per l'incubazione, poi quando i tempi sono maturi si diffondono rapidamente.

Se aspettiamo che i cambiamenti arrivino dall'alto, possiamo anche fossilizzarci. I cambiamenti sono sempre venuti dal basso, da piccole minoranze che avevano coscienza dei problemi. 

3
07 Mar 2007
alle 14:49

Marco85

Sei ancora fiducioso in questo mondo e nella brava gente.... Ti invidio perchè per mia natura di pessimista io non ci credo più ormai, cercherò di fare del mio meglio per rispettare la natura ma pochi su 6,3 miliardi di persone non bastano.... Vedo già a casa mia e fra amici che dico le cose come stanno e mi prendono per scemo e catastrofista e se ne sbattono... Per fare 500 metri prendono la macchina e siccome non trovano parcheggio fanno 5 o 6 giri dell'isolato per trovarlo....(io abito in un paese di 9000 abitanti, figuriamoci in una città più grossa). Addirittura mia madre facendogli un discorso del genere mi dice che le cose devono cambiare dall'alto e che noi non possiamo farci niente, giusto, ma se tutti la ragionano così e scaricano barile a quello che sta più in alto allora nessuno non farà mai niente...

2
07 Mar 2007
alle 13:50

Marco Pagani

Grazie per il commento. Concordo pienamente con il fatti che molti, troppi idolatrano il denaro e in questo modo ci stanno conducendo verso il disastro. Non c'è solo l'avidità purtroppo, ma anche il fatto che abbiamo messo in piedi una macchina industriale complessa ed energivora, che reclama il suo "nutrimento" fossile ed è anche disposta a portarci via il piatto davanti per continuare a soddisfare ai suoi appetiti.

E' difficile dire come sarà la giustizia divina, dal momento che dovrebbe abbracciare un punto di vista assai più vasto di quello dei nostri tribunali e nemmeno il genio di Dante è riuscita a definirla.

In ogni caso essa non deve essere una scusa per evitare la ricerca di equità, sostenibilità e giustizia sulla nostra terra  nel tempo che ci è concesso di vivere.

1
07 Mar 2007
alle 12:51

Marco85

Ennesimo evidentissimo esempio di come in realtà l'unico obbiettivo è fare soldi facili. Appena un imprenditore sente l'odore dei soldi come un segugio si mette a correre e a fare di tutto per produrre il più possibile e guadagnare di più senza anima e cervello ma con un enorme avidità di soldi.... L'unico vero "DIO" dell'uomo moderno a parere di molti (non il mio). L'unica cosa è che poi purtoppo non sono solo loro a subirne le conseguanze (anzi, quasi mai) ma tutti gli altri. Spero che ci sia una giustizia divina, di qualunque credo religioso ma spero che ci sia e che non sia come la divina commedia di Dante dove chi ha fatto male venga punito e chi ha fatto bene venga beato.... Lo spero proprio..

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