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La grave sofferenza dei fiumi secondo il WWF

Mercoledì 21 Marzo 2007, 11:23 in Acqua, Economia e ambiente, Ecosistemi sotto stress, Sviluppo "insostenibile" di
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In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua 2007 (World Water Day ), che si celebra domani, il WWF ha pubblicato un rapporto sullo stato di salute dei fiumi nel mondo.

La questione non è di secondaria importanza e non riguarda "solo" l'ambiente, ma anche l'economia e le relazioni internazionali, dal momento che il 41% della popolazione mondiale vive in bacini fluviali che si trovano in condizione di stress: cioè oltre 2 miliardi e mezzo dipersone.

Il WWF ha preso in considerazione dieci tra i più importanti bacini fluviali del pianeta ed ha identificato i seguenti sei gravi fattori di rischio per la sopravvivenza a breve termine degli ecosistemi di acqua dolce e degli stessi fiumi:

  1. 800px-CanThoFloatingMarket.jpgSovrautilizzazione dell'acqua. L'eccessivo utilizzo di acqua in agricoltura riduce sensibilmente la portata dei fiumi, al punto che durante la stagione arida alcuni di essi, come il Gange o il Rio Grande non riescono nemmeno ad arrivare al mare! La minore portata favorisce l'immissione di acqua salata dai mari, con salimizzazione dei terreni e delle falde acquifere.
  2. Dighe e infrastrutture. Le dighe e le canalizzazioni spezzano gli habitat dei fiumi e riducono moltissimo le zone umide lungo le rive. Questo ha portato all'estinzione del 20% delle specie di acqua dolce.
  3. Specie invasive. L'introduzione di specie "esotiche" può sconvolgere gli ecosistemi fluviali.
  4. Cambiamento del clima. La riduzione del volume delle precipitazioni nevose e dei ghiaccia minaccia la portata di grandi fiumi, quali l'Indo o il Nilo.
  5. Eccesso di pesca. Se non si dà tempo ai pesci di riprodursi, questi scompariranno.
  6. Inquinamento. I fiumi rappresenatno le discariche naturali di tutti i nostri rifiuti. Se in occidente la situazione è leggermente migliorata, altrettanto non si può dire della Cina, dove lo Yangtze (o Chang Jiang ) è forse il fiume più inquinato del mondo.

Il WWF suggerisce una serie di interventi per ridurre la sofferenze dei fiumi, come fare pagare i servizi di irrigazione, usare raccolti che consumano meno acqua (il mais è ad esempio una coltura molto idrovora), permettere il transito delle specie acquatiche, mantenere i flussi di naturali di sedimenti e elementi nutritivi.

L'acqua dolce è una risorsa scarsa (nel senso dell'economia) e "poco rinnovabile", che non può essere usata in modo indiscriminato. 

Occorrerebbe inoltre tenere conto del prezzo che deve pagare la salute umana e quella degli ecosistemi quando si valuta la convenienza economica dei grandi progetti di sviluppo.

[Ecoalfabeta ha dedicato all'acqua due video, Acquaspot! e Acquaspot2!; guardateli, perchè sono carini. ] 

 

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