Leggo oggi sulla stampa internazionale due notizie interessanti a proposito dell' Australia:
Secondo ABC news, la ministra dell'ambiente dello stato del Queensland Lindy Nelson-Carr (laburista) ha dichiarato la sua opposizione all'apertura di nuove miniere di Uranio. Già molti parlamentari laburisti hanno espresso un'opinione simile. Questa posizione cozza con la politica filonuclearista del premier Howard (conservatore) che è un sostenitore dell'industria mineraria uranifera. «Lo considero un vero e proprio caso di coscienza» ha affermato la ministra «e mi batterò con forza su questo terreno.» L'Australia è uno dei principali produttori di Uranio del mondo, ma i pesantissimi effetti ambientali dell'estrazione di questo metallo radioattivo hanno fatto aumentare l'opposizione all'apertura di nuove miniere (alcune di esse sono a cielo aperto, come si vede nella foto).
La Reuters comunica che il premier Howard ha annuciato la costituzione di un fondo di 161 milioni di dollari USA per sostenere progetti della Banca Mondiale contro la deforestazione. E' un fatto positivo, ma gli ambientalisti australiani sostengono che sarebbe meglio che l'Australia aderisca al protocollo di Kyoto (è l'unico stato oltre agli USA a non averlo fatto). Secondo il senatore verde Bob Brown è un po' strano che si finanzino attività contro gli incendi illegali nelle foreste dell'Indonesia, quando questi sono di fatto autorizzati in Australia...