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Pasqua cruelty free

Lunedì 2 Aprile 2007, 12:27 in Alimentazione di

I blog Species e Gattivity hanno ideato l'iniziativa Lasciami vivere, affermando: «La crudeltà a tavola è una scelta: quest’anno lasciamo vivere gli agnellini, e festeggiamo la Pasqua scegliendo un menù il più possibile  cruelty free».

Dal momento che questo blog è un convinto sostenitore della necessità di ridurre i consumi di carne nei paesi ricchi,accolgo con favore questa iniziativa. Ricordo che ci sono almeno quattro buone ragioni per ridurre i consumi di carne:

  1. Troppa carne fa male alla salute ;
  2. Mangiando carne si mangia per dieci e si riduce la disponibilità di cereali per i popoli più poveri;
  3. Mangiando carne si allarga a dismisura la nostra impronta ecologica e i nostri consumi di acqua ;
  4. Per rispondere ai crescenti consumi di carne,gli allevamenti sono stati industrializzati, il che ha comportato un enorme aumento della sofferenza degli animali . Non è proprio il caso di digerire delle agonie, come diceva Marguerite Yourcenar.

sengsta.jpgPer quanto riguarda questo ultimo aspetto, vorrei fare notare che, se gli agnelli e i capretti vengono strappati dalle madri a pochi giorni dalla nascita, deportati in vagoni piombati e condotti in luoghi di sterminio, sorte migliore non capita a tutti gli altri animali i cui muscoli vengono cotti e portati quotidianamente sulle nostre tavole.

Commuoviamoci per gli agnelli, ma iniziamo a pensare anche ai vitelli e ai vitelloni, ai maiali, ai cavalli alle galline in gabbia, ai galletti con pettorali ipertrofici o alle oche con un fegato grosso così per fare il patè. 

Non è un controsenso parlare di trattamento umano degli animali. Dal momento che l'uomo è (o almeno dovrebbe essere) in grado di comprendere qual è la condizione ottimale di vita per un animale, sa definire i parametri che caratterizzano un trattamento "umano".

Le tradizioni religiose e culturali dovrebbero avere il coraggio di fare un passo indietro, quando una certa tradizione si socntra con seri problemi di giustizia e di sostenibilità.

Diventare vegetariani o vegani è una scelta di consapevolezza personale; trovare un migliore rapporto con il mondo naturale inizia esattamente dal che cosa si mangia.

Ridurre il consumo di carne è invece un imperativo categorico: per la nostra salute, per giustizia verso i popoli più poveri, per proteggere l 'ambiente e i diritti degli animali.

 

12
12 commenti
12
04 Apr 2007
alle 23:01

mpaola

Oggi mi è arrivato il numero di TIME Europa ora in edicola e con piacere (tra le altre cose) ho trovato che tra le 51 cose da fare per salvare il pianeta c'è anche la rinuncia alla carne. E' già qualcosa..in una rivista americana.

Saluti :-)

paola 

11
04 Apr 2007
alle 18:52

Aggì

In merito al trattamento etico degli animali vorrei segnalarvi anche questo link con un video molto crudo, ma che fa sicuramente riflettere...per pensarci...

http://www.inpuntadipenna.com/422/il-fratello-vegetariano-di-ben-affleck-che-macello/
10
04 Apr 2007
alle 13:28

Marco Pagani

Io penso che il bene o il male non stiano tanto in uno scritto del passato, ma nella mente e nel cuore di chi li legge oggi...

Ripensando a quello che ho scritto nel commento precedente, vorrei fare notare che, comunque, anche tremila anni fa c'erano problemi di sostenibilità nel fragile ecosistema della palestina; quindi la frase  Siate fecondi, moltiplicatevi e riempite la terra era da intendere in senso poetico anche allora!

9
04 Apr 2007
alle 10:56

Fabrizio

Caro Marco,

Considero quegli scritti l'origine di tutti i mali

8
04 Apr 2007
alle 08:56

Marco Pagani

Grazie per la citazione. 

Grosso modo, possiamo affermare di avere messo in pratica, alla lettera, questo versetto della Genesi. D'altra parte i redattore del pentateuco non avevano le conoscenze scientifiche e geografiche per scrivere "siate fecondi e moltiplicatevi nei limiti della capacità di carico dell'ecosistema". :-) Noi, però ora abbiamo queste conoscenze e non possiamo leggere quel versetto come lo si leggeva mille, duemila o tremila anni fa...

Oggi nessuno (tranne qualche strampalato fondamentalista) crede più che l'universo è stato fatto in sei giorni; quel testo biblico viene cioè letto come un racconto poetico e non come un modello fisico.

Allo stesso modo, dovremmo leggere come esortazioni poetiche frasi di questo genere, anche perchè ormai non c'è più trippa per gatti... 

7
03 Apr 2007
alle 00:14

Fabrizio

"Siate fecondi, moltiplicatevi e riempite la terra, e incutete paura e terrore a tutti gli animali della terra e a tutti gli uccelli del cielo [...] Tutto ciò che si muove e che ha vita vi sarà di cibo". (Genesi IX, 1-5).

6
02 Apr 2007
alle 19:53

mpaola

Grazie per il post così equilibrato e realistico, Marco, ho di recente avuto modo di studiare un po' le cifre del rapporto tra consumo di carne e ambiente e vorrei sottolineare che persino la FAO (nel 2005) ha stimato che  "da qui al 2010 la copertura forestale dell' America Centrale si ridurra' annualmente di 2,4 milioni di ettari, pari all'1,6%. Nello stesso periodo in Sud America la foresta diminuirà di 36 milioni di ettari, vale a dire dello 0,5 per cento all'anno. L'accresciuta domanda di proteine animali ne e' una delle cause principali".

5
02 Apr 2007
alle 19:48

salvatore Messina

Credo siano sufficienti questi miei versi.
SalutiE venne verso di te
il mestierante.
Leggero aveva il passo lento
dell'attentatore.
Ghigno malefico inquisitore
l'uomo in bianco aveva, vivisettore.
Giocoso l'accogliesti
scodinzolante
candido il manto
degli innocenti
Le mani leccasti al delinquente;
atti d'amore, questi, e d'amicizia antica.
Il bruto s'avvinghiò sul tuo mantello,
un lampo fu, una saetta:
e ti prese la libertà le carni.
Vivisettore
squallido abitante di laboratori,
di stabulari, di scantinati doloranti.
Manipolatore infame di viscere vive, palpitanti.
Fredda e ottusa è l'opera tua di morte
d'animali amici, animali santi:
scannati, segati, trapiantati, eviscerati, decerebrati,
scuoiati, bolliti, arrostiti vivi ed infine,
come il Cristo crocifissi.
Inutile si rivela il genio tuo assassino,
ricercatore del nulla, nemico dell'uomo e della tua imbecillità.
Col pane del sangue e della morte nutri i figli tuoi?
(saran vampiri!)
lugubre ricompensa dell'arte tua assassina:
padre, barone e santità
T'acclamano governi erranti,
t'incoraggia all'assassinio e ti benedice il Papa,
la chiesa, gli incivili, gli ignoranti.
Mio è il disprezzo e la tua morte
Gli animali martiri, povere creature, guardano
all'amico, al santo buono.
S'affidano a Francesco, ai protezionisti
e a tutti i santi

4
02 Apr 2007
alle 17:48

Frank Galvagno

Ottime argomentazioni, Marco, ottime argomentazioni.

 

3
02 Apr 2007
alle 16:37

Luigi Gallo

Su questo post di Protonutrizione si è aperto un dibattito sul tema "cibi animali: si o no?"

Invito lettori e bloggers a intervenire.

Ciao, LG

2
02 Apr 2007
alle 16:17

Marco Pagani

Grazie per il commento. Sostanzialmente concordo su tutto.

Sono cristiano e sono cresciuto  in un tempo in cui la Chiesa diceva che era meglio usare la medicina della misericordia che quella della severità e che invocava la pace al di sopra di ogni altra cosa. Oggi mi sembra che si sia un po' persa la bussola.

Ai tempi del Concilio si diceva che occorreva cogliere i segni dei tempi (altra bellissima espressione di Giovanni XXIII). Oggi i segni dei tempi sono l'impatto sull'ambiente, l'esaurimento del petrolio e la crescita demografica. Non tenerne conto è a mio parere non solo una follia in senso scientifico, ma è anche una follia in senso cristiano; è un chiudere la porta alle domande del presente per ripetere meccanicamente i discorsi e le abitudini del passato.

1
02 Apr 2007
alle 16:07

Frank Galvagno

Premessa: sono cattolico.

La mia convinzione è che ogni religione rechi con sè degli aspetti etici positivi che possono guidare popoli interi verso il bene reale.

Si tratta perà di distillare questi aspetti positivi dal resto, che è necessariamente una struttura "sovrabbondante". A volte nel resto si trovano pure degli elementi di contraddizione (credo il più delle volte inconsapevolmente).

La leggerezza con cui non si affrontano certi temi ha a mio avviso una forte radice nella cultura (pressochè esclusivamente) umanistica dei testi di teologia delle varie religioni.

Si tratterebbe dunque di vera e propria ignoranza, che nei casi estremi conduce a comportamenti irrazionali:

- guerre di religione

- no alle trasfusioni di sangue

- aumentare la figliazione per fare più proseliti

- la Natura al servizio dell'Uomo, senza ulteriori considerazioni

- scarsa visione globale delle "catene dell'energia" (uso domestico, alimentare, ...) e degli impatti

- presenza di istituzioni dedicate alla "benedizione delle armi" (!!)

[...]

Ho parlato ad es. con un sacerdote (giovane) della questione del picco del petrolio, il quale ha rivelato una scarsissima percezione della portata della questione... mi ha "rassicurato" con un "vedrai troveranno altre fonti" .... 

Sono un po' perplesso...

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