Ambienti, scienza e varia umanità
Qualche giorno fa rispondevo in modo critico all' intervento di Kjell Aleklett , secondo cui le risorse di petrolio, carbone e gas naturale sono insufficienti a creare una vera e propria emergenza climatica.
Nel post Davvero il global warming non è un problema? spiegavo che secondo la mia modesta opinione le riserve di combustibili fossili sono ahimé più che sufficienti a portarci verso la catastrofe climatica.
Un articolo di Kharecha e Hansen, ricercatori al Goddard Institute sembra sostenere la stessa tesi.[L'articolo non sembra pubblicato su una rivista, ma è linkato sul sito The Oil drum: Europe ]
Nel loro lavoro, i due scienziati hanno ipotizzato uno scenario business as usual in cui i consumi di combustibili fossili crescono del 2% all'anno fino a raggiungere il picco, per poi decrescere in modo simmetrico del 2%. Come si può vedere dal grafico a fianco, le date ipotizzate per i picchi sono il 2014 per il petrolio, il 2026 per il gas e il 2076 per il carbone.
E' il carbone a fare la parte del leone nelle emissioni future, che potrebbero arrivare fino a 14 Gt/anno, cioè il doppio di oggi!
Quali conseguenze ci saranno per la CO2 in atmosfera?![]()
Applicando un modello piuttosto sofisticato, che tiene anche conto dell'assorbimento della CO2 da parte degli oceani e del mancato assorbimento dovuto alla deforestazione, i due scienziati sono arrivati a prevedere che in questo caso la CO2 potrebbe raggiungere il livello di allarme di 580 ppm (vedi il grafico a fianco).
Non è vero quindi che il global warming sia esagerato; come scrivevo in questo altro post , abbiamo purtroppo abbastanza riserve per fare del male a noi e al pianeta.
Questo è naturalmente lo scenario pessimistico, quello che ci troveremo davanti se dovessero davvero vincere "i cattivi" (ogni riferimento è puramente casuale). Vedremo domani quale potrebbe essere un futuro un po' migliore se dovessero vincere "i buoni"!