Ambienti, scienza e varia umanità
Torniamo a parlare di artico (vedi anche il post di ieri sull' estensione della calotta glaciale) occupandoci ora della temperatura del permafrost. Il grafico qui a destra mostra le variazioni di temperatura a 0,86 m di profondità a Franklin Bluff, Alaska ( fonte: NSIDC ). I valori oscillano da un mese all'altro, ma il trend di riscaldamento è piuttosto chiaro; dopo il 1995 non si sono più registrate temperature un grado sotto la media, mentre sono sempre più numerosi i mesi in cui si è arrivati a un grado sopra la media.
La massima variazione si è riscontrata tra il 1987 e il 2002, con un aumento di ben 4 gradi, come si può vedere dal grafico dei profili termici sotterranei.
Variazioni simili di temperatura si riscontrano anche in Siberia.
Il disgelo del permafrost non sta solo creando problemi agli insediamenti umani , ma sta anche accelerando l'effetto serra mediante l'immissione in atmosfera di enormi quantità di metano proveniente dalla decomposizione di resti organici non più congelati, come si spiega in questo post .
Le zone artiche e subartiche subiranno nei prossimi decenni aumenti di temperatura più alti della media planetaria, con un ulteriori disgeli e formazione di laghi e stagni... dovremo aspettarci di trovare la malaria in Siberia e nell Yukon?