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Fino a quale livello potrà arrivare la CO2 in atmosfera se bruciassimo tutti i combustibili fossili che ancora si trovano nelle viscere della terra?
Mi sono posto questa domanda mentre leggevo il terzo rapporto IPCC; è proprio vero che ci sia abbastanza carbonio fossile da raggiungere le 700 ppm in atmosfera? Non è che il peak oil ci verrà automaticamente in aiuto?
La risposta purtroppo è no.
Se bruciassimo tutte, ma proprio tutte le riserve di petrolio, carbone e gas naturale, la concentrazione di anidride carbonica potrebbe anche superare le 750 ppm, ovvero il doppio della concentrazione attuale (continua a leggere sotto per i dettagli). In questo calcolo non ho considerato l'ulteriore effetto serra del metano e del protossido di azoto; questi altri gas andrebbero ad incrementare ulteriormente il totale.
In altre parole, purtroppo abbiamo abbastanza carbonio fossile da farci male, ma male sul serio. secondo il rapporto IPCC una concentrazione di CO2 di 750 ppm potrebbe portare ad un aumento della temperatura media terrestre di circa 4 °C, con un range di variabilità tra i 3 gradi e i 6 gradi e mezzo.
Come si spiega in questo post, 5-6 gradi di aumento significherebbero la fusione del ghiaccio himalayano (con effetti su centinaia di milioni di persone in India e Cina) e groenlandese (con innalzamento dei mari di sette metri), l' alterazione della circolazione oceanica, la riduzione della resa agricola e della disponibilità di acqua dolce... e scusate se è poco!
La riduzione di disponibilità di combustibili fossili e i maggiori costi economici ed energetici di estrazione e raffinazione rallenteranno inevitabilmente i consumi; per fortuna quindi non sarà così facile bruciare rapidamente la nostra residua eredità fossile.
Ma non facciamo ci troppe illusioni: secondo le previsioni IPCC, anche con una crescita economica ridotta si potrebbero raggiungere le 450-550 ppm; questo significa che ci troveremmo a gestire problemi ambientali seri con meno energia di quella che abbiamo oggi.
Forse è bene iniziare a decrescere già da oggi e a rendersi conto che i mille barili di petrolio che vengono bruciati ogni secondo sulla terra sono semplicemente una follia e che forse ne dovremmo tenere un po' da parte per quando ci servirà a fronteggiare le emergenze del clima.
Post di argomento simile:
Secondo i dati della newsletter ASPO , le riserve di petrolio convenzionale ammontano a 124 Gt (miliardi di tonnellate), le riserve di petrolio non convenzionale (pesante, polare e in acque profonde) a 74 Gt e le riserve di gas naturale a 131 Gt.
Le riserve di carbone (fonte Wikipedia ) sono invece molte di più, pari a 984 Gt.
Le emissioni potenziali di CO2 sono le seguenti:
Daccordo ma se ho capito bene succederebbe se le bruciassimo tutte assieme, dilazionate nel tempo invece? I pochi alberi rimasti ne trasformerebbero un po' in ossigeno o sbaglio??
A Proposito, avrei una domanda per Marco Pagani, mi sai dire in un giorno un albero "normale" quanta CO"2 trasforma in Ossigeno?
Non per niente avevo intitolato un vecchio post Addizionata di anidride carbonica...
simpatico l'amico !!! oltre al climatizzatore dobbiamo farci anche
una bombola di ossigeno..
alle 17:24
Marco Pagani
Come accennavo nel post, dal 1750 al 2004 abbiamo immesso in atmosfera 1146 Gt di Co2 che corrisponerebbero ad un aumento di concentrazione di circa 143 ppm, che sommate alle 277 ppm di concentrazione preindustriale dovrebbero dare 420 ppm. La concentrazione nel 2004 era invece di 377 ppm. 43 ppm sono quindi state assorbite dagli oceani e dalla vegetazione. 43 ppm su 143 sono circa il 29%. Può darsi che questo avvenga anche in futuro, ma come scrivevo sopra, è bene non farci troppo conto...
Per quanto riguarda la CO2 sequestrata dagli alberi, avevo raccolto un po' di dati, ma vedo che le stime variano molto da 20 a 170 kg all'anno, per cui vorrei ristudiare un momento la faccenda, poi scriverò un post sull'argomento.