Ambienti, scienza e varia umanità
E' finalmente on line il primo volume del rapporto IPCC in versione integrale. A febbraio era stato pubblicato solo un sommario. In questo blog se ne è parlato esaurientemente, analizzando in particolare i gas serra, il forcing radiativo, la situazione della neve e del mare e le previsioni sull' aumento della temperatura.
Il rapporto è un volumone di circa un migliaio di pagine, scaricabile capitolo per capitolo in formato pdf. Non è esattamente una lettura da spiaggia... comunque dovrebbe probabilmente entrare nel curriculum di tutti gli scienziati ed aspiranti scienziati del pianeta.
Iniziamo con un piccolo assaggio. C'è qualcuno che ancora pensa che la emissioni di CO2 non siano prevalentemente di origine antropica? Il grafico qui a destra dovrebbe convincerlo. Naturalmente richiede qualche spiegazione; occorre un attimo di pazienza, ma ne vale la pena.
Parliamo prima della parte in basso del grafico, perchè è la più importante. La linea nera, mostra le emissioni annue di Carbonio dovute ai combustibili fossili (attenzione che sono vaori annui e non cumulativi!). La linea rossa, mostra invece la varaizione nella composizione isotopica del Carbonio atmosferico.
Le emissioni fossili hanno una minore quantità di isotopo 13 rispetto alle emissioni dovute ad altre fonti (come ad esempio la respirazione degli animali); in pratica lasciano la loro impronta digitale nell' atmosfera!
Le emissioni continuano grosso modo a crescere anno per anno e contestualmente la quantitità di Carbonio 13 diminuisce (nel grafico hanno usato una scala invertita, per maggiore chiarezza). L'andamento come si vede è più o meno simile e ben correlato.
La parte in alto del grafico mostra l' aumento di CO2 negli ultimi 35 anni misurato al Mauna Loa (Hawaii, linea nera) e a Baring Head (Nuova Zelanda, linea blu scuro). Le oscillazioni estat-inverno sono più marcate nell'emisfero nord a causa della presenza assai più abbondante di biomassa vegetale.
Le linee azzurra (Australia) e rosa (Canada) mostrano invece la diminuzione dell' ossigeno in atmosfera espresse come variazione nel rapporto tra ossigeno e azoto. L'unità di misura è in "per meg", cioè per milione; in pratica una riduzione di 300 per meg equivale a -0,3 per mille, cioè -0,03%. OK, Non è una grande diminuzione, l'ossigeno non sta finendo, ma il trend è netto.
Nelle prossime settimane (anzi, nei prossimi mesi...) mi dedicherò alla lettura di alcune parti del rapporto che riterrò particolarmente significative e ne fornirò qui una breve sintesi. A risentirci.Salve, vorrei sapere se il IV rapporto è disponibile in lingua italiana (scaricabile o acquistabile) visto che dal link che indichi è in inglese. Ma tu lo hai letto tutto in inglese? Grazie
alle 17:10
Marco Pagani
Grazie per avermi ricordato l'esistenza del rapporto IPCC... l'incalzare di informazioni e di problemi me lo aveva quasi fatto dimenticare! Ho letto in inglese tutti i sommari, mentre per quanto riguarda il rapporto integrale, mi sono limitato a quanto riportato in questo post più un altro paragrafo sui sink misteriosi del metano (di cui parlerò).
Non credo che nessuno si sia preso la briga di tradurlo in Italiano... bisogna proprio rassegnarsi a leggerselo in inglese! Tornerò dunque a questo rapporto, non certo per tradurlo :-), ma per riprenderne qualche parte significativa.