Ambienti, scienza e varia umanità
Come ho scritto qualche giorno fa, il terzo volume del rapporto IPCC sostiene che occorrerebbe stabilizzare il livello di CO2 tra le 445 e le 535 ppm (ora siamo a 381 ppm). In questo modo, la variazione della temperatura media del pianeta dovrebbe rimanere contenuta tra i 2 e i 3 °C (E' comunque un notevole aumento, come si spiega in questo post )
Con i livelli medi di emissione attuali (+ 3ppm/anno) tali limiti verrebbero raggiunti rispettivamente in 20 e 50 anni. Con una riduzione delle emissioni del 30% (è l'obiettivo dell'Unione Europea ), tali limiti verrebbero invece raggiunti in 30 e 70 anni. Questo ci darebbe un po' più di respiro.
Già, ma come ridurre? Il rapporto IPCC fornisce alcune indicazioni. Vediamone alcune:
Certo che con i combustibili fossili non puoi farci funzionare gli automezzi a combustione, dietro ad utilizzare derivati vegetali e non il petrolio vi è l'intezione di mantenere costante il prezzo visto che scoprire nuovi pozzi petroliferi diventa sempre piu difficile.
Se Il problema del CO2 passerà in secondo piano non durerà molto, il conto da pagare sarà altissimo poi vorrei sentire i discorsi dell'onu !!? l'acqua sarà un bene sempre piu scarso, le alterazioni climatiche cambiarà zone e intensità delle precipitazioni, provate immaginare una legge finanziaria nel 2050 e il lavoro della protezione civile !!?
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Grazie per il commento. Patrick hai sollevato un problema interessante; ne dovrei parlare domani! E' vero che il rapporto IPCC non parla mai di peak oil e tratta il problema della riduzione delle risorse fossili soltanto in modo piuttosto soft e indiretto.
Senza fornire uno spoiler al post di domani :-), posso comunque anticipare che ahimè abbiamo abbastanza combustibili fossili per arrivare a livelli catastrofici di CO2.
Certo che i costi economici ed energetici di estrazione e raffinazione andranno comunque alle stelle, per cui effettivamente il problema del CO2 passerà in secondo piano, ma semplicemente perchè farà sentire i suoi effetti dopo...
sì ma queste proiezioni non tengono conto del fatto che fra 10 o 15 anni il petrolio potrebbe iniziare a scarseggiare e ad aumentare vertiginosamente di prezzo. Il problema delle emissioni va quasi in secondo piano, visto che potrebbe essere 'temporaneo'. Ma allo stesso tempo è urgente ridurre il consumo energetico e sostituire le fonti non rinnovabili con quelle rinnovabili perché il sistema non si può reggere a lungo termine.
Quando leggo - e non so se sono semplificazioni giornalistiche, i documenti non li ho letti - che l'obiettivo è dimezzare le emissioni entro il 2050 e che il petrolio a questi livelli di consumo può però durare trent'anni tutto mi sembra paradossale...
o mi sfugge qualcosa?
Gli americani non hanno ratificato il protocollo di kyoto....
noi lo abbiamo firmato, ma rispettarlo è un optional...
style made in italy.
lascio agli altri ogni commento...
alle 19:00
luigi S.
Ho dimenticato un particolare, parlavo del problema acqua, perchè già quest'anno c'è l'allarme siccità, forse dobbiamo
cominciare a farci l'abitudine anno dopo anno....è un forte aumento del costo !!? chissà