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La mitigazione della CO2 secondo l'IPCC

Mercoledì 9 Maggio 2007, 09:22 in Decrescita sostenibile, Economia e ambiente, Global warming, Il clima che cambia di

candle%20night%20brillante%20luna%20on%20flickr.jpgCome ho scritto qualche giorno fa, il terzo volume del rapporto IPCC sostiene che occorrerebbe stabilizzare il livello di CO2 tra le 445 e le 535 ppm (ora siamo a 381 ppm). In questo modo, la variazione della temperatura media del pianeta dovrebbe rimanere contenuta tra i 2 e i 3 °C (E' comunque un notevole aumento, come si spiega in questo post )

Con i livelli medi di emissione attuali (+ 3ppm/anno) tali limiti verrebbero raggiunti rispettivamente in 20 e 50 anni. Con una riduzione delle emissioni del 30% (è l'obiettivo dell'Unione Europea ), tali limiti verrebbero invece raggiunti in 30 e 70 anni. Questo ci darebbe un po' più di respiro.

Già, ma come ridurre? Il rapporto IPCC fornisce alcune indicazioni. Vediamone alcune: 

  1. Le fonti di energie rinnovabile rappresentano oggi il 18% del totale della fornitura elettrica e nel 2030 potrebbero arrivare al 30-35%. tali fonti energetiche saranno tanto più competitive, quanto più sarà alto il prezzo del petrolio. (pag. 18)
  2. L' energia nucleare potrebbe passare dal 16% attuale al 18% nel 2030. I problemi legati alla sicurezza, alle scorie e alla proliferazione degli armamenti ne limiteranno la diffusione (pag. 19)
  3. 460308062_1c419b6264_m.jpgPer i trasporti, il migliramento dell'efficienza potrebbe essere in parte vanificato dalla crescita del settore. Occorre quindi puntare sul treno e sull' utilizzo intelligente degli autoveicoli. Ovvero, basta viaggiare da soli! Introduciamo il car sharing. (pag. 19)
  4. Miglioramenti legati all'efficienza energetica  potrebbero fare ridurre le emissioni del 30% nel settore edilizio. (pag. 20)
  5. Le pratiche agricole possono contribuire, riducendo le emissioni e aumentando i sink di carbonio. (pag. 20) Il rapporto parla della possibiità di ridurre le emissioni di metano e di protossido di azoto, ma purtroppo su questo punto resta generico. Sarebbe stato opportuno segnalare l'esigenza di ridurre sia l'impiego di fertilizzanti chimici che il numero di capi di bestiame allevati. Ne ho parlato qui.
  6. I biocombustibili potrebbero fornire un contributo alla riduzione della CO2, ma il loro uso intensivo potrebbe portare a problemi di sicurezza alimentare (pag. 20). Per fortuna se ne sono accorti :-)
  7. Un contributo significativo potrebbe venire dalla riduzione della deforestazione e dal piantare nuovi alberi .

 

5
5 commenti
5
09 Mag 2007
alle 19:00

luigi S.

Ho dimenticato un particolare, parlavo del problema acqua, perchè già quest'anno c'è l'allarme siccità, forse dobbiamo

cominciare a farci l'abitudine anno dopo anno....è un forte aumento del costo !!? chissà

4
09 Mag 2007
alle 18:54

luigi S.

Certo che con i combustibili fossili non puoi farci funzionare gli automezzi a combustione, dietro ad utilizzare derivati vegetali e non il petrolio vi è l'intezione di mantenere costante il prezzo visto che scoprire nuovi pozzi petroliferi diventa sempre piu difficile.

 

Se Il problema del CO2 passerà in secondo piano non durerà molto, il conto da pagare sarà altissimo poi vorrei sentire i discorsi dell'onu !!?  l'acqua sarà un bene sempre piu scarso, le alterazioni climatiche cambiarà zone e intensità delle precipitazioni, provate immaginare una legge finanziaria nel 2050 e il lavoro della protezione civile !!?  

 

 

3
09 Mag 2007
alle 16:45

Marco Pagani

Grazie per il commento. Patrick hai sollevato un problema interessante; ne dovrei parlare domani! E' vero che il rapporto IPCC non parla mai di peak oil e tratta il problema della riduzione delle risorse fossili soltanto in modo piuttosto soft e indiretto.

Senza fornire uno spoiler al post di domani :-), posso comunque anticipare che ahimè abbiamo abbastanza combustibili fossili per arrivare a livelli catastrofici di CO2.

Certo che i costi economici ed energetici di estrazione e raffinazione andranno comunque alle stelle, per cui effettivamente il problema del CO2 passerà in secondo piano, ma semplicemente perchè farà sentire i suoi effetti dopo...

2
09 Mag 2007
alle 14:50

patrick

sì ma queste proiezioni non tengono conto del fatto che fra 10 o 15 anni il petrolio potrebbe iniziare a scarseggiare e ad aumentare vertiginosamente di prezzo. Il problema delle emissioni va quasi in secondo piano, visto che potrebbe essere 'temporaneo'. Ma allo stesso tempo è urgente ridurre il consumo energetico e sostituire le fonti non rinnovabili con quelle rinnovabili perché il sistema non si può reggere a lungo termine.

Quando leggo - e non so se sono semplificazioni giornalistiche, i documenti non li ho letti - che l'obiettivo è dimezzare le emissioni entro il 2050 e che il petrolio a questi livelli di consumo può però durare trent'anni tutto mi sembra paradossale...

o mi sfugge qualcosa?

1
09 Mag 2007
alle 14:20

luigi S.

Gli americani non hanno ratificato il protocollo di kyoto....

noi lo abbiamo firmato, ma rispettarlo è un optional...

style made in italy.

 

lascio agli altri ogni commento... 

 

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