Ambienti, scienza e varia umanità
Nel post di ieri ho spiegato che il picco del petrolio rappresenta più o meno il punto in cui si è consumata la metà delle risorse esistenti. Ora vorrei rispondere a due domande:
1. Perchè da un certo punto in poi la produzione diminuisce?
Il primo petrolio è il "petrolio facile", quello cioè di migliore qualità, che viene estratto dai giacimenti più grandi, a minore costo energetico.
A mano a mano che questo si esaurisce occorre cercare il "petrolio difficile", cioè quello che si trova in giacimenti più piccoli, oppure a maggiori profondità oppure in zone subartiche dove fa molto freddo; oppure si tratta di greggio con un tenore di zolfo molto più alto, la cui raffinazione è quindi più costosa. Inoltre, a mano a mano che un giacimento si esaurisce, occorre spendere sempre più energia per estrarre un barile di petrolio.
Tutti questi fattori fanno sì che la produzione post picco non cresce più, ma inizia progressivamente a diminuire.
2. Come è possibile determinare il totale delle risorse esistenti per capire che si è raggiunta la metà?
Le risorse ancora esistenti in un dato territorio possono essere determinate sulla base dei dati storici nell' ipotesi che la produzione cumulativa di greggio segua una curva logistica. Questa ipotesi in genere è verificata come si può vedere da questo grafico (che ho pubblicato nel post di ieri).
[Qui occorre un minimo di pazienza per seguire un semplice ragionamento matematico].
Detta p la produzione annua e P la produzione totale, una caratteristica della funzione logistica è che il grafico di p/P in funzione di P è rappresentato da una retta. Questa proprietà è detta linearizzazione di Hubbert .
La figura qui sopra mostra l'andamento di p/P in funzione di P per la produzione USA (i dati sono sempre quelli EIA). Come si può notare, per valori di produzione cumulativa (in ascissa) superiori a 50 miliardi di barili, i punti sono abbastanza allineati, per cui seguono bene l'andamento di una funzione logistica.
Effettuando una regressione lineare (sono stati usati solo i punti colorati in rosso) si possono ottenere i parametri per la funzione logistica, che in questo caso sono
(non mi dilungo per non annoiare... ma per chi fosse interessato posso spiegare in dettaglio la procedura che ho usato).
Questo significa che il petrolio disponibile negli USA nel 1859 assommava a circa 230 miliardi di barili e che, poichè la metà di tale petrolio era stato estratto nel 1976, il picco degli USA è stato raggiunto in questa data (comunemente si parla del 1981 per la data del picco USA, ma in questo caso ci si riferisce solo ai lower 48 USA, mentre nei dati EIA che ho usato è stata inclusa anche l'Alaska).
Io hoh sempre avuto un dubbio (che non cambia di molto il panorama, però):
che differenze quantitative ci possono essere tra il picco USA, condizionato dalla buona disponibilità del petrolio di altri paesi, e un picco globale?
Mi sembra ci sia una svista nell'ultima parte dell'articolo: il picco negli USA (lower 48) si è verificato nel 1971, aggiungendo l'Alaska si sposta al 1976.
alle 22:05
Marco Pagani
Grazie per i commenti.
Certo il picco USA- lower 48 è stato raggiunto nel 1971, ma mo deve essere scivolato un dito sulla tastiera. Per fortuna ci sono lettori molto attenti... (lo dico senza ironia).
Dopo che gli USA hanno raggiunto il picco hanno iniziato ad importare di brutto il greggio dagli altri paesi (e questo ha causato i tanti guai che conosciamo...). Il mondo invece non ha nessun altro posto da dove importare il greggio! Chissà se economisti e premi Nobel lo hanno capito...