Ambienti, scienza e varia umanità
Il CNR ha presentato uno studio relativo agli effetti dell'inquinamento atmosferico in Italia; ne avrei voluto parlare già l'altro ieri, ma il G8 e il ciclone Gonu hanno avuto la precedenza. Non si tratta tuttavia di una faccenda di poco conto.
Riporto qui di seguito uno dei passaggi più significativi dell'articolo :
«Uno studio recente dell’OMS ha riguardato circa 9 milioni di persone: la popolazione residente nelle 13 città italiane di maggiori dimensioni (circa il 16% della popolazione italiana), stimando che tra il 2002 e il 2004, una media di 8.220 morti l’anno è da attribuirsi agli effetti a lungo termine delle concentrazioni di PM10 superiori ai 20 µg/m³, il che equivale al 9% della mortalità negli over 30 per tutte le cause esclusi gli incidenti stradali. Questo numero cresce a dismisura se si aggiungono i moltissimi altri centri urbani di minori dimensioni ma interessati da inquinamento da traffico e anche quelli più piccoli ubicati in aree complessivamente inquinate (es. Pianura Padana). »
8220 morti all'anno non sono una piccola cifra: è quasi l' uno per mille! Questa stima riguarda solo le città con più di 250 mila abitanti. Considerando i centri minori, secondo il CNR, "questo numero cresce a dismisura". Sì,ma di quanto? Perchè non hanno fatto una stima?
Proviamo a farla qui e ora. Il calcolo è semplice e breve... solo un minimo di pazienza!
30 mila morti sono già un piccolo genocidio.
Purtroppo queste morti ambientali non fanno notizia, transitano in fretta sulle pagine e sui siti web dei giornali e poi subito spariscono. Sono morti nascoste perchè lontane dal clamore mediatico: chi muore di PM10 si trova di solito in una corsia di ospedale (essendo magari già sofferente di patologie polmonari) e non si accascia per la strada!
D'altra parte, se non fanno nemmeno troppa notizia le morti sul lavoro, figuriamoci queste... siamo davvero convinti che rappresentino il prezzo inevitabile del progresso?
Grazie per la segnalazione, anche perchè riguarda un argomento di cui non parla nessuno. Darò un'occhiata all'articolo e vedrò di aprlarne nel blog.
Due giorni fa ho inserito un post sul recente studio che mette in relazione l'emissione di particelle finissime e le stampanti laser, ma l'intervento non è stato inserito nel blog ne ho ricevuto giustificazioni del mancato inserimento.
Posso chiederne le motivazioni, grazie
Ho trovato l'abstract e il full text di un recente studio condotto da Lidia Morawska of the Queensland University of Technology (Australia)
http://eprints.qut.edu.au/archive/00008824/ (abstract)
http://pubs.acs.org/cgi-bin/sample.cgi/esthag/asap/pdf/es063049z.pdf (full text)
Da questo studio emerge che le stampanti laser (ne sono state esaminate 62 modelli) emettono nell'ambiente circostante particelle di diametro infinitesimale potenzialmente pericolose per la salute. Su 62 stampanti diciassette si sono dimostrate "high submicrometer particle emitters"
Vi scrivo per chiedere se è possibile approfondire i risultati di questa ricerca, verificando i dati e costruendo tabelle delle emissioni per tutti i tipi di stampanti in commercio. Nel full text è presente una tabella con solo i 62 modelli studiati
Dalla lettura del full-text sembra che le particelle vengano emesse solo dopo aver usato la stampante. Non è chiaro se nel tempo l'emissione possa verificarsi anche a stampante spenta
non sono certo cifre che danno allegria..d'altro canto oramai uno rischia di restarci secco anche solo se si fa un bagno:
http://www.legambiente.com/documenti/2007/0615_golettaVerde2007/index.p
Grazie per i commenti . Avevo dimenticato di mettere il link al documento del CNR; ora l'ho aggiunto. Per le cifre che ho citato in realtà il CNR fa riferimento ad uno studio dell'OMS (di cui però purtroppo non viene dato alcun link).
Suppongo che si sia considerato l'eccesso di mortalità nelle zone più inquinate rispetto alla media nazionale (o alle medie regionali) standardizzando per età. Questo almeno è stato fatto in studi simili, come si evince da quanto scritto a pag. 26 del documento (lo riporto in fondo al commento).
Concordo pienamente con le tue osservazioni e domande. Il documento citato è un po' confuso e superficiale, raccoglie insieme problemi diversi in modo non approfondito. Ho calcolato il valore di 30 mila semplicemente prendendo per buono il valore di 8220 e la soglia di 20 µg/m³. E' possibilissimo che la relazione tra mortalità e concentrazione non sia lineare e che i morti siano molti di più.
Ecco il metodo usato per una rilevazione simile, per chi capisce il linguaggio, un tantino criptico:
«La prima indagine sistematica realizzata in Italia, la monografia OMS del 2002, quantificava gli eccessi di mortalità in 15 aree definite ad ‘elevato rischio di crisi ambientale’ in base alla legge 349 del 1986: esse interessavano circa il 20% della popolazione residente in Italia e il 5,7% del territorio. Per il quinquennio 1990-94 l’impatto stimato, tramite la somma algebrica dei casi in eccesso e difetto statisticamente significativo (rispetto ai decessi attesi sulla base
della mortalità delle regioni ove le aree sono localizzate, standardizzando per età ed indice di deprivazione), dava come risultato 4.167 decessi in eccesso (circa 800 casi/anno) di cui 660 per tutti i tumori (circa 100 casi/anno)»
Esiste un link allo studio originario? Non riesco a trovarlo e sarei curioso di sapere come hanno fatto a stimare 8220 morti...
Non capisco che senso abbia confrontare gli 8220 decessi con la popolazione campione: sì, fa circa 0.001, ma questo numero non dice nulla.
Poi, cosa c'entra "l'aumento di mortalità" con la morte? Se fumo il mio rischio di morire sarà maggiore di un non fumatore, ma non significa che morirò a causa del fumo. Se il CNR ha trovato che esiste un aumento della mortalità, non significa che chi è esposto a concentrazioni superiori ad un valore soglia debba per forza morire per questa causa.
Infine, lo studio dell'OMS è stato effettuato in 9 città, presumibilmente con concentrazioni di PM10 parecchio superiori alla soglia di 20 µg/m³: è davvero lecito estrapolare in base agli studi del CNR? In altre parole, che relazione esiste tra esposizione ad un valore soglia e aumento della mortalità (suppongo sia tutt'altro che lineare)? Forse non hanno fatto una stima perché non esistono studi sui quali basarla?
La mia opinione, per quel che può valere, è che i morti all'anno per cause legate in qualche modo a sostanze nocive con le quali veniamo in contatto siano molti più di 30000. Però bisogna stare attenti ai numeri e a come vengono presentati :"there are lies, damned lies, and statistics".
Poi ci sono le nanoparticelle che sono piu piccole del pm10 che non vengono misurate, tipo quelle che vengono emesse dagli inceneritori e sono molto piu nocise "altamente cancerogene".
alle 17:07
Matteo
Grazie, per aver dato ascolto alla richiesta
A presto, Matteo