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Rifkin e la gigantesca macchina inquinante

Lunedì 30 Luglio 2007, 09:42 in Alimentazione, Impatto ambientale, prodotti e consumi di

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No, non si tratta dell'ultimo stravagante modello di SUV... ma dell' allevamento degli animali. Rifkin fa finalmente notare l'enorme impatto ambientale dell'allevamento animale, cioè di quanto incida sul riscaldamento globale il lusso di mangiar carne tutti i giorni.

E' un argomento di cui non si parla molto, forse perchè le nostre abitudini alimentari sono così radicate che è difficile metterle in discussione (vi ricordate il panico assoluto che accompagnava i servizi sulla mucca pazza?).

Lascio comunque la parola a Rifkin, intervistato su Repubblica da Antonio Cianciullo (il contesto dell'inetrvista riguardava i biocombustibili).

A.C. Allora avanti tutta con la canna da zucchero? 

J.R. Un momento. Ho detto che recuperare gli avanzi, gli scarti di lavorazione è un buon prerequisito,, ma bisogna fare anche altre valutazioni. Ad esempio quanta energia serve e quanta terra è disponibile: la popolazione cresce, i consumi energetici aumentano,la disponibilità di suolo fertile pro capite diminuisce

A.C. Come se ne esce? Il conflitto tra cibo ed energia sembra inevitabile. 

J.R. Da una parte c'è l' agricoltura che serve a sfamare le persone; non si può pensare di ridurre la terrza destinata a questo uso. Dall'altra parte però c'è  l' agricoltura che produce per gli allevamenti e qui sì che si può intervenire.

A.C. E sarebbe sufficiente? 

J.R. Vogliano scherzare? La prima causa dell' effetto serra è data dal settore delle costruzioni, cioè case e uffici. La terza sono i trasporti. Lo sa cos'è la seconda? Il complesso della produzione necessaria a sostenere quella gigantesca macchina inquinante costituita dagli allevamenti. i nostri consumi di carne sono il secondo fattore di rischio per la stabilità del clima.

A.C. Allora tutti a dieta?

J.R. Tutti alla dieta naturale degli esseri uimani che sono onnivori e non divoratori di carne. In questo modo con un colpo solo si riescono a ottenere tre vantaggi. Primo:guadagniamo spazio per la riconversione energetica dell'agricoltura. Secondo: tagliamo via una bella fetta di inquinamento. Terzo: diamo un contributo al miglioramento della salute.

Rifkin ricorda anche che

  • gli 1,3 miliardi di bovini occupano, direttamente o indirettamente il 24% della superficie terrestre.
  • gli animali mangiano un terzo della produzione cerealicola mondiale
  • un ettaro coltivato a cereali produce cinque volte più proteine di un ettaro destinato alla produzione di carne (ne ho parlato in questo post)
  • durante la sua vita l'americano medio mangia sette manzi da 700 kg!

Mai come oggi, le nostre abitudini alimentari non sono più un fatto privato, ma una questione etica a livello planetario, che coinvolge anche la sicurezza delle generazioni future (questo commento finale non è di Rifkin, ma del blogger).

Vedi anche

Chi vincerà (e chi perderà) la corsa?

Mangia meno carne, riduci la CO2

 

 

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31 Lug 2007
alle 00:20

Simone82

Aggiungendo che come al solito c'è una grande differenza tra uso e abuso, mi viene in mente che qualche tempo fa lessi da qualche parte che in Irlanda il 90% del metano veniva prodotto dagli allevamenti, tanto che l'UE stava per inventarsi la "tassa sulla mucca"! Poi non se ne fece nulla, dal momento che la cosa sembrava abbastanza ridicola...

Resta il fatto che prima del problema ambientale esiste il problema della nostra salute, e un consumo corretto ed adeguato di carne non potrà che giovare la nostro fisico!!!

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