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Ghiaccio artico: nuovo minimo con un mese di anticipo!

Martedì 28 Agosto 2007, 09:40 in Acqua, Ecosistemi sotto stress, Global warming, Il clima che cambia di

Ghiaccio%20artico.jpg

Non fa mai piacere dare le cattive notizie, ma d'altra parte non le si può certo ignorare.

Dunque, secondo il NSIDC dell'Università di Boulder in Colorado, l'estensione della calotta artica ha raggiunto un nuovo minimo: 4,9 milioni di km², 400 mila km² in meno rispetto al precedente record del 2005.

Il record negativo è stato raggiunto già il 21 agosto, cioè quasi un mese prima della fine della stagione estiva. In altre parole, il ghiaccio ha ancora circa un mese di tempo per sciogliersi ulteriormente.

Se qualcuno non lo avesse già compreso, il riscaldamento globale è già qui. Queste sono le prime avvisaglie. I cittadini dei paesi democratici hanno il dovere di fare sentire la loro voce perchè si decida qualcosa e subito. Più si attende e più la cura sarà costosa e dolorosa.

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6
6 commenti
6
01 Set 2007
alle 12:16

Simone82

Alcune considerazioni di carattere generale.

  1. questa è stata una delle estati più fredde degli ultimi anni. Sicuramente niente a che vedere con le mitiche estati del 2003 e del 2005. In Inghilterra il mese di luglio è entrato nella top100 dei mesi più freddi della storia inglese da 250 anni a questa parte. Eppure, proprio in questa estate fresca si è registrato il maggior scioglimento dell'Artico.
  2. che la Groenlandia se ne infischi delle tendenze globali della temperatura lo dimostrarono gli stessi scienziati (Chylek et alii) tre anni fa in un articolo apparso su Climatic Change 63, pp. 201-221, nell'abstract del quale si più leggere: «Dal 1940... i dati hanno mostrato una tendenza predominante all'abbassamento delle temperature... I ghiacciai della Groenlandia e le regioni costiere non seguono l'attuale tendenza al surriscaldamento globale».
  3. Che tale anomalia sia ancora sostanzialmente sconosciuta nelle sue cause all'uomo lo dimostra il fatto che nell'ultimo inverno (uno dei più caldi degli ultimi anni) il ghiaccio polare è aumentato proprio nel settore occidentale, mentre è diminuito in quello euroasiatico.
  4. Ci sono decine di altre regioni ghiacciate che non seguono il trend del GWA: l'Antartide si raffredda (Doran et alii su Nature 415 del 2002), le Svalbard stanno bene dove stanno, l'Himalaya negli ultimi 50 anni ha avuto un arretramento di 1m l'anno (ovvero stazionario tra il 1958 e il 1985, poi -2,2m fino al 2004; 400m persi invece nei precedenti trenta anni), anche le Alpi se ne sono infischiate del trend generale.
  5. Trend generale che è stato recentemente rivisto proprio dal GISS (quello di Hansen) e che ha sfatato il mito tanto caro a Gore e compagnia bella che voleva vedere l'ultimo decennio 1998-2007 come il più caldo della storia recente degli USA. Ora il decennio più caldo è quello del 1930 (con quattro anni nella top10), l'anno più caldo quello del 1934 (superiore anche al 1998!) con evidenti implicazioni negative al GW di origine antropica.

Esposti questi dati facilmente consultabili in articoli apparsi su riviste scientifiche di settore, si deve concludere che:

  • i ghiacciai non possono essere presi a misura del trend del GW, perché la loro risposta a tale trend è per noi (ovvero per i fedeli del GWA) assolutamente "anomala";
  • se è anomala vuol dire che abbiamo capito poco dei fattori che governano tali fenomeni;
  • se abbiamo capito poco, è pura follia statalista pensare di poter fare qualcosa.
Tutto ciò ovviamente non nega nella maniera più assoluta la tendenza degli ultimi 150 anni e più al riscaldamento dell'atmosfera: nega semplicemente che l'uomo ne conosca tutti i meccanismi e abbia di conseguenza la capacità di fare qualcosa ovvero abbia le corrette conseguenze per agire nella giusta direzione...
5
31 Ago 2007
alle 09:32

riccardo

grazie.

con tutti gli interessi che stanno dietro a queste discussioni diventa impossibile per un profano farsi un'idea chiara...

staremo a vedere quello che succede (peccato che se abbiamo ragione "noi" sarà troppo tardi per fare qualcosa...) 

4
29 Ago 2007
alle 14:13

Marco Pagani

Grazie per la segnalazione.

Premesso che il sito meteolive  è noto per le sue tendenze negazioniste del global warming e non gode di particolare autorevolezza presso i veri meteorologi, esaminiamo ora la questione groenlandia.

L'articolo citato è disponibile solo in abstract, ma una buona sintesi si può trovare qui. L'articolo risale ad olter un anno fa; chissà perchè viene tirato fuori adesso...

L'abstract dice

We find that the current Greenland warming is not unprecedented in recent Greenland history. Temperature increases in the two warming periods are of a similar magnitude, however, the rate of warming in 1920–1930 was about 50% higher than that in 1995–2005.

Quindi questi signori hanno trovato che in 2 località della Groenlandia (poste peraltro abbastanza a sud lungo la costa) le temperature tra il 1920 e il 1930 erano del 50% più alte che oggi.

E allora? cosa ha a che  fare questo con il riscaldamento globale? Alcune osservazioni:

  • Perchè limitarsi a considerare le temperature nel sud dell'isola e lungo la costa. Il ghiaccio si trova soprattutto a nord e nell' interno!
  • Gli autori affermano: "the Greenland warming of 1920 to 1930 demonstrates that a high concentration of carbon dioxide and other greenhouse gases is not a necessary condition for [a] period of warming to arise," Che bella scoperta! La temperatura locale può variare per moltissime ragioni. Questo studio molto approfondito mostra ad esempio come la temperatura delle coste della Groenlandia vari in correlazione con le NAO (north atlantic oscillations) e che la Groenlandia si stia riscaldando a partire dal 1984 (anche se in passato è stata più calda)
  • inoltre affermare che "the observed 1995-2005 temperature increase seems to be within [the] natural variability of Greenland climate" non significa certo negare il riscaldamento globale! A livello locale le temperature possono anche diminuire, ma questo non dimostra nulla.
  • il fatto che "la massa glaciale appaia in crescita" non sembra u'affermazione dell'articolo, ma di Meteolive. Peccato che non sia sostenuta da dati o riferimenti vari.
    L'area di neve e ghiaccio fusa aumenta invece anno per anno (pur con oscillazioni), come si può vedere qui.
  • In sostanza credo che lo studio di Chylek e soci dimostri solo che in due località dell Groenlandia 80 anni fa faceva più caldo che oggi. un op' poco per imbastirci sopra tutta questa montatura...
  • Un anno prima di scrivere questo articolo Chylek affermava: “For some time now, general circulation models have predicted that the temperature changes in Greenland should occur at a faster rate than global temperature changes. And until recently, there has been no confirmation that Greenland’s long-term temperature changes are related to the global warming or that they proceed faster than the global temperature change. Using correlations between the Greenland temperature records,  the NAO index and global temperature
    change, we found that the Danmarkshavn region of Greenland appear to be unaffected by the NAO. In fact, Danmarkshavn temperatures correlate well with rising
    global averages but actually seem to be rising 2.2 times as fast.”
    Cosa gli ha fatto cambiare idea?

 

3
29 Ago 2007
alle 12:38

riccardo

il dibattito è sempre aperto, purtroppo, e continuano ad arrivare notizie contradditorie:

cosa ne pensi, per esempio, di questa?

grazie

2
29 Ago 2007
alle 12:33

riccardo

il dibattito è sempre aperto, purtroppo, e continuano ad arrivare notizie contradditorie:

cosa ne pensi, per esempio, di questa?

grazie 

1
28 Ago 2007
alle 12:10

Eleonora

oggi è proprio una giornata nera...piena di notizie negative...

che depressione!!! 

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