Ambienti, scienza e varia umanità

«Noi come ogni specie con la quale condividiamo la Terra, siamo il prodotto di molti eventi casuali che portarono a quella straordinaria esplosione di forme di vita che ebbe luogo mezzo miliardo di anni fa.
Dalla compresione di questa connessione con il resto della natura nei termini delle noster stesse origini, scaturisce un imperativo etico: è nostro dovere proteggere tutte le specie, non metterle in pericolo.
E' nostro dovere, e non perchè siamo le uniche creature senzienti della Terra, il che ci conferisce una certa benevola superiorità, ma perchè, essenzialmente, Homo sapiens è sullo stesso piano di parità con ogni altra specie vivente sulla Terra.
Per questo stesso principio etico, il fatto che un giorno Homo Sapiens dovrà scomparire dalla faccia della Terra, non ci dà la licenza di fare quello che vogliamo fintanto che siamo qui.»
Richard Leakey e R. Lewin, La sesta estinzione, La vita sulla terra e il futuro del genere umano, Torino, 1998
alle 12:23
Simone82
È interessante notare un aspetto di quanto detto: è vero, l'uomo non ha la licenza di distruggere il mondo in cui abita non fosse altro per il fatto che... vi abita! Peccato però che l'ipotesi per la quale l'uomo non possa fare ciò che voglia in quanto è sullo stesso livello delle altre specie viventi, viene smentito dalla natura stessa, che ci presenta esempi di creature che per la loro sopravvivenza distruggono l'habitat naturale che le circonda, nel vero senso della parola: ne è un esempio il luogo cosiddetto "I Giardini del Diavolo".
L'uomo è autorizzato a fare lo stesso? Certo che no, ovviamente!!! È soltanto la dimostrazione di come tra filosofia ideologica che vede nell'uomo l'unico male del pianeta e realtà contingente ci sia di mezzo tutta l'acqua della Terra...