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USA sott'acqua

Sabato 15 Settembre 2007, 13:25 in Acqua, Global warming, Il clima che cambia di

Architecture 2030 è un'associazione ambientalista USA fondata nel 2002 dall'architetto Edward Mazria la cui missione è "trasformare rapidamente il settore edile da maggiore responsabile dell'effetto serra a elemento chiave per la soluzione della crisi del riscaldamento globale".

Per sensibilizzare i cittadini USA sul problema del global warmig, Architecture 2030 ha elaborato una serie di mappe su come saranno devastate le città costiere USA dall'innalzamento dei mari. Le mappe sono state calcolate utilizzando i dati altimetrici governativi e cdmbinandoli insieme con le mappe di Google Earth.

Questa è East Boston, con 1,5 metri d'acqua (le aprti in azzurro sarebbero sommerse):

East-Boston-1%2C5M.jpg

Questa invece è New Orleans, con 1 metro d'acqua:

HRNew-Orleans-1M.jpg 

Ho scelto queste due immagini perchè indicano come molte città del pianeta sarebbero totalmente sconvolte anche da un innalzamento relativamente modesto del livello del mare. Ricordiamo che

  • secondo il rapporto IPCC (pag 11) l'innalzamento dei mari dovuto alla fusione dei ghiacciai continentali, all'espansione termica e a un piccolo contributo di fusione  della groenlandia potrebbe arrivare a circa 59 cm
  • la fusione completa del ghiaccio groenlandese comporterebbe invece un un innalzamento di circa 7 metri. Vedi oltre per la spiegazione

Forse questo evento non avverrà in our lifetime, ma questo non ci esime dalla responsabilità di evitarlo o ridurne l'effetto.

 

Il volume di ghiaccio della Groenlandia è di circa 2.85E6 km³. Fondendo completamente sarebbe equivalente ad un volume di acqua di 2.26E6km³ (supponendo per il ghiaccio una densità media di 0,92 e per l'acqua di 1; la densità dell'acqua è in realtà un po' minore, perchè gli oceani sono ben più caldi di 4°C. La cifra riportata è quindi una sottostima).

Dividendo tale valore per l'area degli oceani e dei mari (3,61E8km²) si ottiene un aumento di livello di 7,25 m

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12 commenti
12
12 Gen 2009
alle 22:13

mauro

Il problema non è il ghiaccio situato nei mari che avrà lo stesso peso anche una volta sciolto.Infatti il peso del ghiaccio in mare che è solido non aumenta quando si scioglie.Il problema forse è lo scioglimento dei ghiacci nei monti e nella terra ferma situati nei poli.Teniamo presente che il fenomeno si ripete ogni tot migliaia di anni e noi siamo propio in quella fase.In Italia in molti monti nelle pareti rocciose si possono trovare fossili di pesci e crostacei tropicali che dimostrano che molte parti d'Italia era sommersa dall'acqua ed era una zona tropicale.Il problema può essere che, quello che dovrà succedere in ogni caso,indipendentemente dall'uomo verrà anticipato propio dal comportamento dell'uomo.......in ogni caso la situazione che presentano i "grandi studiosi" avverrà comunque,indipendentemente dall'esistenza degli esseri umani.

11
16 Set 2007
alle 23:38

Simone82

Vero Marco, ed è estremamente probabile che con l'aumento di temperatura si attivino meccanismi di feedback positivi. Basti pensare a cosa succede nella chimica dell'atmosfera quando l'uomo espelle alcune sostanze non presenti in natura che hanno valori che arrivano a 25000 (prendendo la CO2 come fattore 1). Elementi quindi 25mila volte più potenti della CO2 e che rimangono nell'atmosfera per migliaia di anni, mentre le molecole di CO2 spariscono nel giro di un secolo. Anche gli oceani cominciano ad emettere CO2 quando superano certi valori di temperatura...

Rimane però il problema: e i feedback negativi? Nessuno ha capito ancora come si attivino, creino, sviluppino... Nel rapporto IPCC la conoscenza scientifica di questi fenomeni è definita "LOW", che è tutto dire. Ad esempio, come varierà la copertura nuvolosa se la temperatura aumenta di 0,5 °C più che adesso? Aumenterà quella bassa o quella alta? E in quale percentuale? Il vapore acqueo come si comporterà ad un aumento di temperatura e dove andrà ad accumularsi, negli strati bassi o in quelli alti? Che rapporto avrà sulle precipitazioni? Nessuno è in grado di stabilirlo con certezza, e molti dubitano che ci siano i mezzi per simulare la complessità di questi feedback: tutti infatti concordano che soltanto avendo modelli con 5km di lato per cella si possano raggiungere quei risultati, poiché soltanto con essi si potrebbe cominciare a studiare l'evoluzione regionale. Ma allo stesso tempo, per avere calcolatori in grado di analizzarli, potrebbero volerci ancora 10 anni, sebbene i nuovi processori multi-core promettano un taglio dei tempi. Per ora i modelli si basano sul globale, senza però partire dal regionale, cosa che limita in parte i modelli stessi.

Come si possa continuare a dire che sappiamo tutto quanto, è veramente incredibile. Incredibile almeno quanto quelli che vorrebbero starsene seduti in poltrona in panciolle ad attendere il futuro, magari sperando che qualcun altro faccia il suo dovere. Queste simulazioni sono sicuramente interessanti e aiutano a comprendere il problema che potremmo dover affrontare, ma non sono nulla di diverso che fare simulazioni sulla crescita della criminalità se un Paese liberasse tutti i suoi detenuti ed emanasse una amnistia totale per 5 anni... È evidente che parliamo di scenari catastrofici il cui grado di realizzabilità è talmente basso da potersi definire "statisticamente non rilevante". Come gli scenari dell'IPCC che proiettano il Bangladesh al livello dell'Italia in 100 anni. Moralmente auspicabile e si lavorerà perché avvenga, ma ci vorrà molto molto di più che 100 anni, e a quel tempo il petrolio sarà già bello che esaurito...

10
16 Set 2007
alle 18:06

Marco Pagani

A scanso di equivoci vorrei solo precisare che non ritengo affatto probabile una fusione della Groenlandia in 20 anni. Il punto è che, ragionando in modo lineare, si potrebbe pensare che al ritmo di 248 km³ all'anno occorrerebbero più di 10mila anni per una fusione completa.

Se invece fosse vero che la fusione aumenta  del 250% ogni due anni, basterebbero vent'anni! Questo per dire che non è facile fare previsioni. E' chiaro che non bastano i dati di quattro anni per prevedere cosa accadrà. Ma è importante capire che se si innescano meccanismi di feedback positivo, la perdita di ghiaccio può assumere ritmi esponenziali.

9
16 Set 2007
alle 00:20

Simone82

«La completa fusione del ghiaccio groenlandese alzerebbe i mari di 7 m.»

Hai ragione, ho fatto confusione tra stime e dato effettivo... 

«Ho aggiornato il post riportando le previsioni IPCC e gli effetti della fusione della Groenlandia.»

Se mi posso permettere, per completezza dei dati dovresti dire che è la stima che l'IPCC prevede per il 2100... 

«In due anni la fusione è aumentata del 250%.»

Due anni non è scienza. Come minimo bisogna guardare la decade, come minimo... Oggi ho ritrovato questo interessante articolo che riporta le temperature degli ultimi secoli sulla Groenlandia: risultato? La decade più calda non è stata quella appena trascorsa, ma quella tra il '30 e il '40 del XX secolo. Ovviamente riporto l'articolo solo per completezza di dati, non ho conoscenze specifiche per commentare quanto scritto. Il link al paper e a varie discussioni sullo stesso lo potete vedere sul blog di Motl, senza che copia-incolli tutto quanto. Mi sa che ti toccherà segnalare anche questo prossimamente, nella nostra precedente discussione mi era sfuggito.
Se non ricordo male, recentemente è stato scoperto che anche gli Stati Uniti hanno avuto come decade più calda dell'ultimo secolo proprio quella... Si mette maluccio per gli accalorati dell'AGW.

«E fare scienza vuol dire accettare anche quello che non ci piace...»

Giustissimo, però ricordati anche di segnalare (una volta ogni tanto), quanto i modelli attualmente usati per fare previsioni e proiezioni spesso e volentieri ne azzeccano una su tre... Il che è un po' poco per prenderli come Vangelo del policy maker.

8
15 Set 2007
alle 23:21

100 MILIONI DI TONNELLATE

Quanto si risparmia con una stufa a legna?

Dipende dal costo dell'acquisto della stufa e se poi usi tronchetti Low Cost, Tronchetti Biscottati, Ciocchi de Luxe, Cippato o Pellet. Se devi comprare una stufa a pellet ed hai un impianto a metano che funziona bene, non ti conviene.

Ma siccome la stufa te la regaliamo noi, puoi mantenere il tuo vecchio impianto ed aggiungere quello a legna. Al prezzo attuale di mercato ti faccio una tabella approssimativa in cui 100 è il costo che spenderesti acquistando un contratto decennale di fornitura di Tronchetti Biscottati con in omaggio una stufa.

75 Tronchetti Low Cost
100 Tronchetti Biscottati
120 Ciocchi de Luxe
130 Cippato
140 Pellet
180 Metano
220 Gasolio
230 GPL o Butano

Però tieni conto che il prezzo del gas sta aumentando, mentre quello dei prodotti 100 Milioni di Tonnellate subiranno aumenti minori perchè non hanno spese aggiunte di motoseghe, trasporto e carburanti.

7
15 Set 2007
alle 22:22

Marco Pagani

Ho aggiornato il post riportando le previsioni IPCC e gli effetti della fusione della Groenlandia. Perchè non succede niente nei mesi estivi?

Ma avete presente cos'è il Greenland Ice Sheet? Si tratta di 2,85 milioni di km³ di ghiaccio!! Lo spessore medio è di oltre un km e mezzo! 

Quindi (per fortuna!) è un po' difficile che si sciolga in un'estate...

Tuttavia non è vero che non succede nienete di niente, poichè la Groenlandia sta attualmente perdendo  circa 248 km³ di ghiaccio ogni anno, e questa tendenza è in forte accelerazione.  In due anni la fusione è aumentata del 250%. Se questo trend esponenziale dovesse continuare (speriamo ovviamente di no!) il ghiaccio fonderebbe in 20 anni!

Consiglio inoltre di dare un'occhiata a tutti i post sulla Groenlandia usciti nel blog. 

6
15 Set 2007
alle 22:13

100 MILIONI DI TONNELLATE

La ricostruzione di porti, città, argini di fiumi, barriere costiere, sembra essere uno dei business principali legati ai nemici dell'umanità che lavora all'innalzamanto delle temperature.

Ogni anno solo in Italia bruciano boschi per l'equivalente di sette volte il fabbisogno energetico.

 Non parliamo poi in Russia o in Brasile.

 

  

5
15 Set 2007
alle 21:20

Antonello

D'accordo, i calcoli del volume del ghiaccio diviso la superficie ricoperta d'acqua del pianeta dicono più di 7 metri. Però non si spiega perchè durante questi 3 mesi estivi non succede niente di niente.

4
15 Set 2007
alle 19:51

Marco Pagani

La completa fusione del ghiaccio groenlandese alzerebbe i mari di 7 m. Non è una esagerazione. Basta fare i conti... non è detto che debba accadere nel 21° secolo (l'IPCC non ne parla, l'innalzamento del mare previsto nei suoi rapporti è più modesto e riguarda solo i ghiacciai continentali e l'espansione termica).

L'ipotetica fusione del ghiaccio antartico comporterebbe un'innalzamento di 60 m, ma di questo spero di non dover mai parlare.

Posso capire che si tratti di notizie che uno preferirebbe non sentire; non si tratta di terrorismo, ma di guardare alla realtà del nostro pianeta, con in mezzi che la scienza ci mette a disposizione. E fare scienza vuol dire accettare anche quello che non ci piace...

3
15 Set 2007
alle 17:44

Antonello

Anche se in questi 3 mesi si sciogliesse solo il 20% del ghiaccio ci dovrebbe essere un dislivello di 1.4 metri o no? Con questo non voglio negare affatto il fenomeno, solo mi sembra che ci sia un pò di esagerazione.

2
15 Set 2007
alle 17:19

Antonello

"Ricordiamo che la fusione completa del ghiaccio groenlandese comporterebbe un innalzamento di circa 7 metri."

Mi sembra un esagerazione, e comunque su wikipedia leggo che nei mesi di giugno, luglio e agosto c'è una temperatura minima di 4 - 6 gradi, ed una temperatura massima di 14 - 16 gradi, quindi un bel pò di ghiaccio si scioglie già naturalmente. Come la mettiamo allora?

http://it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia

1
15 Set 2007
alle 16:11

Simone82

Se questo non è terrorismo catastrofico sinceramente il mio vocabolario, per quanto vasto, non trova altri aggettivi... Ma d'altronde, a vedere la fonte, non ci si poteva aspettare molto altro...

Quale è il tasso d'innalzamento dei mari previsto dall'IPCC? Quando si dovrebbero raggiungere questi famosi 7m (a parte che mi risulta che la cifra di 7m sia quella dovuta allo scioglimento completo dell'Antartide, mentre quello della Groenlandia sia la metà, ma poco cambia...)?

Giustamente dici che bisogna pensare anche al futuro. Ma se tale futuro avverrà tra 300 anni, non si pensa che forse le cose saranno MOLTO diverse ben prima? Tanto per cominciare il petrolio difficilmente continuerà ad essere utilizzato dopo il 2050, causa effetto costi-benefici... E dopo il 2050 chi sarà il produttore di CO2? Secondo poi, nella storia recente non abbiamo mai avuto periodi di riscaldamento così lunghi, quindi è lecitissimo pensare che l'effetto feedback negativo dei valori naturali possa compensare buona parte dell'influenza umana sul clima (che continuo a ritenere tutt'altro che unilaterale). 

Peccato non esserci, quando nella prossima era glaciale, tutt'altro che lontana) gli ambientalisti ci diranno che dovremo riscaldare il pianeta (come succedeva 30 anni fa) per evitare che le città costiere vengano a soffrire per mancanza di turismo quando le loro spiagge in riva al mare si allontaneranno dallo stesso di centinaia di metri...

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