Ambienti, scienza e varia umanità
E' quanto si chiedono gli esperti della World Tourism Organization e dell'OECD riuniti nel Walhalla di Davos, in Svizzera, preoccupati degli effetti del riscaldamento globale sul turismo. Ora anche i tour operator parlano di global warming; ma si sa, fa fine e non impegna...
Secondo gli economisti, il turismo potrebbe soffrire di gravi difficoltà economiche nel prossimo futuro; siccità, inondazioni, riduzione della nevosità e innalzamento dei mari potrebbero ridurre l'appeal di molte zone turistiche.
Certo, a una persona di buon senso, questo potrebbe sembrare un problema secondario rispetto alle gravi difficoltà a cui andrà incontro l'agricoltura e la pastorizia in molte zone del mondo, per non parlare delle centinaia di milioni di profughi che dovranno probabilmente sloggiare le zone costiere allagate.
Ma si sa, l'industria del turismo dà lavoro a 230 milioni di persone e rappresenta un bel giro di soldi; non è escluso che in futuro si facciano più investimenti per proteggere i preziosi resort che ospitano i vacanzieri occidentali che non per proteggere l'agricoltura dalla siccità!
Senza contare che il turismo stesso è causa di riscaldamento globale, dal momento che oggi è responsabile per il 5% delle emissioni.
Nel 2006 ci sono stati 840 milioni di turisti. Il settore cresce del 6,5% all'anno. Cosa succederà quando 700 milioni di cinesi (la metà più ricca della Cina) vorranno andarsene in giro per il mondo?
Secondo la Reuters , tra i rimedi proposti dagli economisti vi sono "l'acquisto di impianti di innevamento artificiale e la costruzione di barriere per proteggere le coste".
Il primo di questi rimedi non farebbe altro che aggravare i problemi dei cambaimenti climatici; più innevamento artificale significa più emissioni di CO2 per le realizzazione degli impianti e per il loro funzionamento. Il secondo rimedio ricorda invece tanto il muro costruito per protegere il lago nell'ultimo film dei Simpson...
Sarebbe opportuno che questi signori inizino a parlare di turismo solidale e sostenibile.
Per me è inconcepibile che viaggiatori occidentali che acquistano pacchetti dalle agenzie possano trascorrrere una settimana in luoghi esotici senza conoscere nulla dei problemi dell'ambiente e delle popolazioni locali e senza che gli venga proposta alcuna iniziativa per aiutare a risolverli.
«senza conoscere nulla dei problemi dell'ambiente e delle popolazioni locali e senza che gli venga proposta alcuna iniziativa per aiutare a risolverli.»
Quanta è vera questa cosa. Ma come si può pensare che se ne parli, quando non si insegna loro manco come tenere pulita la strada davanti casa? Come si può pensare che gente che manco allunga il braccino per buttare la carta nel cassonetto, si industri a salvaguardare l'ambiente che considera (per altro erroneamente...) "altrui"???
«Se come dice l'ASPO il petrolio ha raggiunto (o raggiungerà a breve) il picco»
Significa anche che il tanto temuto AWG di origine fossile va a farsi benedire... Ma si sa, come dice Marco, questa cosa non fa fine, poiché rischierebbe di mandare all'aria l'industria che è stata appena messa in moto... Meglio non parlarne, dovesse la gente ritenere che le proiezioni (e non previsioni) sono sballate, sai che disastro!!!
Sono perfettamente d'accordo; avrei voluto scriverlo nel post, ma poi visto che era già piuttosto lungo, ho lasciato stare. In effetti, mi colpisce anche il fatto che gli economisti WTO e OECD abbiano imparato a parlare di Global Warming, ma non ancora di picco del petrolio. Si vede che non fa fine e impegna troppo...
Se come dice l'ASPO il petrolio ha raggiunto (o raggiungerà a breve) il picco, direi che il turismo (principalmente basato sul trasporto aereo) riceverà una bella mazzata, visto che più di ogni altra attività il trasporto aereo è dipendente dal prezzo del petrolio.
alle 16:47
hotel cilento
Davvero molto interessante questo articolo