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I biocarburanti possono aggravare l'effetto serra!

Mercoledì 31 Ottobre 2007, 09:26 in Fonti rinnovabili, Global warming, Il clima che cambia di

Biocarburanti%20crutzen.jpgI biocombustibili sono un rimedio peggiore del male, ha sostenuto l'OCSE il mese scorso.

Una ricerca svolta dal premio Nobel per la Chimica Paul Crutzen (ricordate? è l'inventore del termine Antropocene ) conferma in pieno questa affermazione anche dal punto di vista dell'effetto serra.

Come è noto, i biocombustibili sono considerati "ecologici" perchè bruciando non danno luogo ad un'emissione netta di CO2, ma semplicemente rilasciano nell'atmosfera il carbonio che le piante avevano in precedenza assorbito dall'aria con la fotosintesi. Usando il biocombustibile, si eviterebbe quindi l'emissione di CO2 da combustibili fossili.

Questo però non è vero: i campi fertilizzati con nitrati (ottenuti dal gas naturale) rilasciano nell' aria  l' ossido di diazoto, N2O che è un potentissimo gas serra: una molecola di N2O intrappola il calore come 296 molecole di CO2!

Nel suo articolo, Crutzen stima che per la maggior parte dei biocombustibili le emissioni di N2O sopravanzano largamente il CO2 risparmiato. Come si può vedere dal grafico in alto, da me realizzato sulla base dei dati della ricerca, l'unica biomassa che può dare luogo ad un leggero risparmio di CO2 è la canna da zucchero: per ogni kg di CO2 risparmiata da combustibili fossili, vengono emessi da 0,5 a 0,9 kg di CO2 equivalente attraverso il rilascio di N2O.

Tutti gli altri biocombustibili sono bocciati senza appello. Per il bioetanolo da mais le emissioni possono essere del 50% in più rispetto all'uso di combustibili fossili, per il biodiesel da colza fino al 70% in più!

La situazione non è certo migliore per i residui vegetali (foglie, radici, fusti, i cosiddetti biofuel di seconda generazione): le emissioni possono arrivare fino a due volte e mezza quelle della benzina.

Non riducono l'effetto serra, sono poco convenienti dal punto di vista energetico, rischiano di creare rincari e shortage degli alimenti , spingono verso la deforestazione: vogliamo fare qualcosa per fermare questo Moloch?

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4 commenti
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16 Nov 2007
alle 15:59

sante quaranta

A molti piace sognare.Come per l'idrogeno che non è una fonte energetica ma un vettore.La sua produzione è energivora in particolare elettroenergivora.Non vi rendete conto di quanto CO2 si produce per ottenerlo.

  1. Si il fotovoltaico o il nucleare;ma la lampadina non distingue se la corrente elettrica gli arriva da una centrale idroelettrica o fotovoltaico, a metano ad olio combustibile... 
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06 Nov 2007
alle 14:38

Alessandro Zepponi

L'effetto serra non nullo dei biocombustibili viene calcolato tenendo conto delle emissioni di N2O dei fertilizzanti. Ai fini di una analisi esaustiva sarebbe necessaria anche un'analisi "del ciclo di vita" che metta cioè a confronto quanta CO2 si rilascia producendo combustibili fossili con la CO2 che si rilascia producendo biocombustibili. So che eistono ricerche anche in tal senso e anche secondo queste, sono poche le biomasse che si salvano. Effettivamente serve maggiore chiarezza altrimenti finiremo per togliere grano per mangiare e sostituirlo con colza o girasole da bruciare. Il tutto con un deficit energetico. Un bell'assurdo!

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05 Nov 2007
alle 19:39

Marco Pagani

No, + riduzione dei consumi + risparmio energetico + rinnovabili

+ biofuel solo sui terreni non agricoli 

La ricerca di Crutzen non ha bisogno di finanziamenti, dal momento che l'articolo qui citato è sostanzialmente un'analisi teorica. 

1
05 Nov 2007
alle 18:46

alessandro

quindi restiamo al petrolio? Oppure andiamo felici al nucleare?

 

Chiediamoci chi paga queste belle ricerche.

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