Ambienti, scienza e varia umanità
Una guerra fredda è all'opera nell'artico, parole del ministro degli esteri tedesco Steinmeier. Credo che abbia sostanzialmente ragione. Vediamo un po' queste notizie, che all'epoca dei fatti sono passate inosservate.
Tutti sanno qual è la posta in gioco: il petrolio Artico. Secondo l'ultima newsletter di ASPO , le riserve artiche sono stimate in circa 30 Gb, pari alla produzione mondiale di un anno. Vale davvero la pena di inquinare e incasinare l'Artico per prolungare di un anno l'agonia del petrolio?
Il picco del petrolio ormai è qui e tra non molto ne saranno visibili gli effetti (per ora si vede l'effetto prezzo); perchè rincorrere ancora improbabili scampoli di produzione, invece di investire seriamente nelle energie rinnovabili?
L'Artico dovrebbe invece diventare una riserva marina internazionale.
Vedi l'aggiornamento della situazione pubblicato da Il professor €chos e da Petrolio .
Legenda della cartina (della BBC)
(1) Polo Nord
(2) Dorsale di Lomonosov (indicata in marrone)
(3) Linea dei 370 km (tratteggiata in rosso). Secondo l'accordo tra le nazioni artiche, la zona di interesse economico di ciascuno si estende per 370 km oltre le coste (anche delle isole)
(4) Territorio rivendicato dalla Russia (tratteggio grigio)