Rampini e Petrini: sostenibilità e decrescita
Pubblicato da Marco Pagani alle 22:37 in Sostenibilità - decrescita
Nella mia lettura serale di Repubblica ho trovato due interessanti articoli di Federico Rampini e Carlo Petrini nelle pagine del Diario . Ne riporto qui due brani significativi.
Scrive Rampini:
«La definizione classica della sostenibilità ambientale recita così: è sostenibile uno sviluppo economico che può soddisfare i bisogni del presente senza compromettere le possibilità che anche le generazioni future soddisfino i loro.
Sembra chiaro. Ma chi stabilisce i bisogni del presente? Il petrolio di cui il consumatore italiano ha deciso di avere “bisogno” è tuttora il triplo di quello consumato da un cinese.
La sostenibilità non si misura solo in verticale, nella solidarietà fra noi e le generazioni future. Deve declinarsi anche in orizzontale, in una ripartizione equa fra le generazioni attuali.»
Non posso che concordare sulla "solidarietà orizzontale". Occorre però spiegare a Rampini che "sviluppo sostenibile" è sostanzialmente un ossimoro, dal momento che nessuno sviluppo economico indefinito, o durevole, è ammissimibile in una biosfera limitata.
Scrive Petrini:
«La gestione del limite diventa il primo esercizio di sostenibilità, non soltanto ambientale.
Ma per farlo bisogna rinunciare alla crescita economica come unico criterio di progresso umano.
In questo quadro l’uso spregiudicato delle risorse genetiche apre nuove frontiere, nuovi rischi e pone un problema di giustizia. Il 20 per cento della popolazione mondiale utilizza il 75 per cento delle risorse globali.
Acquisita quindi la consapevolezza dei limiti biofisici non si può ritenere equa e giusta l’attual spartizione delle risorse e la crescente privatizzazione dei beni comuni.»
Carlo Petrini ha decisamente le idee assai più chiare... Leggete tutto il suo articolo, ne vale davvero la pena!







1. SCALETTA OBIETTIVI 100 MILIONI DI TONNELLATE, Lunedì 19 Novembre 2007 ore 19:57
Rampini ha dieci lettori al giorno, il parere di Rampini non conta niente, un qualsiasi barista con più di dieci clienti ha più influenza di Rampini.