Ambienti, scienza e varia umanità
«Nulla è più difficile negli affari umani che cambiare l'ordine stabilito delle cose, perchè coloro che sono danneggiati dal cambiamento sono certi delle loro perdite, mentre quelli che potrebbero beneficiarne non sono certi del proprio guadagno».
Si apre con questa citazione di Machiavelli il piano dettagliato che il PCAP (President Climate Action Project) ha elaborato per la riduzione delle emissioni di CO2 negli Strati Uniti nei prossimi decenni. Il PCAP (President Climate Action Project) è un think tank presso l'università di Denver in Colorado; questo è il link alla prima versione del loro programma.
Più sotto fornisco una sintesi di alcune delle loro proposte. Qui mi preme invece riportare la presentazione del loro sito:
Dal momento in cui il 44° Presidente degli Stati Uniti assumerà l'incarico il popolo americano e la comunità mondiale osserveranno con attenzione le indicazioni del nostro nuovo leader per affrontare il Cambiamento Climatico Globale. Il PCAP ha sviluppato un piano coraggioso, esaustivo e non partisan per la leadership presidenziale basato sulla scienza del clima e pensato per stimolare l'innovazione a ogni livello dell'economia americana.
Non si tratta di un progetto degli ambientalisti, ma di un lavoro congiunto di docenti universitari, funzionari, senatori e persino militari per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici. Danno naturalmente per scontato che l'attuale amministrazione non farà nulla. In pratica stanno aspettando che Bush tiri le cuoia insieme alla sua cricca perchè si possa finalmente fare qualcosa.
Il tono del rapporto è ottimista, però non si nascondono le preoccupazioni. A pag. 45 si cita come esempio di collaborazione fruttuosa tra pubblico e privato il War Production Board stabilito da Roosevelt nel 1942. Siamo già in economia di guerra?
Alcuni punti qualificanti del rapporto PCAP:
Per le altre proposte leggete il rapporto.
Questo progetto del PCAP è forse un po' troppo ottimista sulla possibilità di coniugare riduzione delle emissioni e sviluppo economico, dà troppo rilievo ai biocombustibili e trascura i problemi legati al picco del petrolio, ma rimane comunque un documento di estrema importanza. Gli obiettivi di riduzione delle emissioni e di aumento delle rinnoavbili sono in sostanziale accordo con il progetto dell'Unione Europea.