Ambienti, scienza e varia umanità
La tanto decantata crescita economica, oltre a essere ecologicamente insostenibile, ci porta sempre meno vantaggi e sempre più svantaggi; questa è una delle tesi centrali sostenute da Serge Latouche ed è il significato della sua espressione "inferno della crescita" che ho usato per il titolo. Vedi anche gli altri post della serie.
Siamo davvero padroni delle nostre auto? Oppure siamo loro servitori?
A giudicare dal grafico qui sopra, la seconda ipotesi sembrerebbe più realistica. Ogni linea del grafico rappresenta il numero di giornate di lavoro necessarie in un anno per "accudire" ad un certo modello di auto , in funzione del reddito mensile individuale. Ho preso in considerazione 4 diversi modelli di un costruttore europeo. Ho scelto 3000 €/mese come fondo scala dal momento che l'85% circa degli italiani guadagna meno di questa cifra (mia elaborazione su dati ISTAT).
Come spiego più sotto (1), occorrono almeno 70 giorni di lavoro all'anno per poter pagare i costi dell'automobile, nel caso di uno dei modelli più economici. Chi vuole "sfigheggiare" con auto più grosse potrebbe dover lavorare per loro anche più di cento giorni all'anno!
Nella società medioevale, i contadini avevano l'obbligo della corvée, cioè di un certo numero di giornate di lavoro non retribuito a favore del feudatario. Guardcaso, nel Tibet medioevale, le giornate di corvée ammontavano più o meno a 70 all'anno...
Spendere più di un sesto della propria vita ad accudire a una "scatola di latta" non è forse una corvée nei confronti del sistema industriale?
Dedichiamo almeno 70 giorni ogni anno della nostra vita lavorativa all'automobile, ricevendone in cambio code, inquinamento, stress e incidenti, ma... una grande sensazione di libertà! Considerando solo il lavoro dipendente, 70 giorni di lavoro rappresentano circa l'8% del PIL! (2)
Considerate bene questo grafico e decidete se vale davvero la pena possedere (anzi, essere posseduti da) due auto in ogni famiglia. Forse una basta e avanza!
Tanto per chiarire, non sto dicendo che dovremmo risparmiare sulla seconda auto per buttarsi a comprare altre cose, ma che rinunciando a un'auto si potrebbe, in teoria, lavorare di meno e dedicare una parte del nostro tempo alla lettura, alla musica, al volontariato, ai rapporti interpersonali o anche (perchè no) a guardare le nuvole o i treni che passano.
Anche questa è decrescita.
(1) Ho considerato quattro diversi modelli di auto di un costruttore europeo, di cui ho indicato la potenza in kW e il costo in k€. Ho stimato il costo annuale di ammortamento e mantenimento dei suddetti modelli nell'ipotesi di una vita media di 5 anni e di una percorrenza di 20000 km/anno.
Per ciascuno dei 4 modelli di auto considerati, il costo annuale comprende:
Per maggiore semplicità, non sono state considerate le spese di manutenzione (olio, gomme, cinghie tergicristalli, lavaggio), che farebbero solo aumentare il numero di giorni di corvée.
La linea tratteggiata blu rappresenta il reddito mediano degli italiani adulti che vivono in coppie con figli (2540 €/mese è il reddito mediano della coppia che corrisponde a 1270 €/mese pro capite). La linea fucsia rappresenta invece il reddito mediano dei lavoratori single (1320 €/mese). Dati ISTAT.
La mediana è il valore che divide in due una popolazione: in questo caso, metà degli italiani che vivono in coppie con figli guadagna meno di 1270 €/mese.
I giorni di lavoro non sono da intendersi come giorni lavoratvi, ma come giornate in un anno.
(2) I redditi da lavoro dipendente raprpesentano circa il 40% del PIL (vedi qui per dei dati non particolarmente aggiornati); 70 giorni in un anno sono circa il 20% del tempo. Per come è formulata la contabilità nazionale, sembra che non sia possibile conoscere l'incidenza sul PIL dei redditi da lavoro autonomo.
Sarebbe interessante rifare lo stesso calcolo conteggiando le tasse contenute nel costo e gestione della macchina. Scopriremmo che lo Stato sfrutta il nostro desiderio e bisogno di mobilità libera per disporre di ricchezza per fare parte di quello che fa (o non fa).
Comunque quando le auto diventeranno tutte elettriche, vedrete che lo Stato riuscirà a tassare anche quelle.
Comunque un'auto consuma in media tre volte quanto consuma il trasporto su ferro, e se tutti cercassimo di usare il più possibile il treno o tram o metropolitana, l'ambiente e la bolletta energetica potrebbero averne non pochi benefici (ma dipende anche da come produrremo l'energia elettrica).
Bravo, bravo, bravo. Di solito mi limito a leggere, ma non resisto, in questo caso devo scrivere per complimentarmi.
Poni in essere, in termini ingegneristicamente molto buoni, quello che è un'ovvietà, ma che una quantità sterminata di persone proprio non riesce a comprendere. La macchina è "necessaria" (se ci riferiamo a questo termine in senso moderno) a quasi tutte le famiglie, ma non è QUASI MAI necessario averne più di una, e non è MAI necessario averla "grossa"! Io e mia moglie siamo ingegneri, entrambi dipendenti di due grossi gruppi multinazionali: non possiamo certo dire di passarcela male. Eppure abbiamo solo 1 autovettura, utilitaria, e anche di parecchi anni fa (Euro2). Vi garantisco che andiamo dovunque, e organizzandosi un minimo NON esiste nessun problema! Ho da poco acquistato un abbonamento annuale per i mezzi pubblici (abito a 20 km da Torino). Costo 530€. E per un anno vado dove voglio, quando voglio.
E se avessi speso gli stessi soldi per un auto? Ci avrei pagato metà assicurazione...
Bell'articolo. Al leggerlo mi sento proprio fiera di non avere la macchina.
C'e' da dire, pero', per chi decide di fare a meno di questo antiecologico mezzo di trasporto, che le difficolta' non sono poche. Il mondo di oggi e' pensato esclusivamente per essere praticato da mezzi motorizzati. Tutto e' troppo lontano, per raggiungere certi posti non sono nemmeno previsti marciapiedi o piste ciclabili. E dove sarebbe necessario spesso non ci sono trasporti pubblici.... e questo perche' TUTTI hanno la macchina e il mondo e' organizzato per loro.
Vorrei inoltre aggiungere un punto all'equazione: l'automobile permette di risparmiare tempo. Chi non la possiede puo' lavorare di meno, dunque forse potra' muoversi con meno fretta... il pil scende, la qualita' della vita sale!
Marco, complimenti per questo studio, lo diffonderò.
alle 15:23
Gianni Comoretto
Mi ero fatto i conti per un'auto di categoria bassa, con 10 anni di utilizzo e 3000 km/anno di percorrenza. Il minimo di "tassa" a questo sistema che in pratica ti impedisce di vivere senza la scatola di latta. Non viene poi molto meno, fanno 40 giorni per lo stipendio di un single. Anche piu' considerando che il single e' giovane, e quindi l'assicurazione (una delle voci piu' consistenti) e' in classe peggiore.
Quindi concluderei che questo studio e' decisamente ottimistico, i giorni che dedichiamo all'auto temo siano un po' di più, in media.
Sulle tasse, l'auto costa alla collettività: strade, sicurezza, costi sanitari per gli incidenti.. Mi sembra giusto che ne sia tassato l'uso.
Sul discorso del risparmio di tempo, tanti anni fa avevo vistouno studio del CNRS (il CNR francese): il tempo dedicato all'auto, come indicato qui, di solito è abbastanza di più del tempo che l'auto ci fa risparmiare. Anche qui mi ero fatto due conti, e solo con quel che risparmiavo usando poco l'auto coprivo il tempo "perso" andando al lavoro in bici, era come fare tutti i giorni un 20 minuti di straordinari ben retribuiti. E non includevo il tempo (e il denaro) "guadagnato" non andando il palestra.....